Roma, 15 giugno 2000

C O M U N I C A T O S T AM P A


Il Consiglio nazionale della Fimmg conferma all'unanimità la linea della Segreteria nazionale,

dandole pieno mandato per assumere tutte le iniziative ritenute necessarie

per accelerare l'iter di pubblicazione dell'accordo con il Ssn.


I MEDICI DI FAMIGLIA: PER LA CONVENZIONE

FIDUCIA AL GOVERNO, MA NON ILLIMITATA


Se entro l'estate la Convenzione per la medicina generale non sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e quindi resa esecutiva, la Fimmg non potrà non ricorrere a forme di protesta “forti”, compreso lo sciopero e la chiusura degli ambulatori.

È questo, in sostanza, il mandato che il Consiglio nazionale del sindacato dei medici di famiglia, riunito oggi a Roma, ha dato alla sua Segreteria nazionale.

Nella mozione conclusiva, approvata all'unanimità, il Consiglio nazionale del sindacato ha confermato piena fiducia nell'operato del segretario nazionale, Mario Falconi, accogliendo tra l'altro le due iniziative da lui proposte: la costituzione di un Comitato nazionale per la difesa e il sostegno del Ssn (aperto alla partecipazione di tutte le forze sociali e di singoli) e una manifestazione nazionale da tenersi a Roma tra settembre e ottobre prossimi, con la partecipazione dei cittadini, sempre a sostegno del servizio sanitario pubblico.

«Prendiamo atto con favore dell'impegno assunto dal ministro Veronesi di adoperarsi per accelerare l'iter della Convenzione - assicura Falconi - impegno che ci appare confermato dalla formulazione delle modifiche al D.L. n. 229 che verranno portate domani al Consiglio dei ministri. Tuttavia - aggiunge - la storia ci insegna che il rischio di “imboscate” non può essere escluso finchè la Convenzione non sarà pubblicata e perciò non possiamo abbassare la guardia. Ovviamente - conclude il leader della Fimmg - ci auguriamo che il nostro sia solo un eccesso di prudenza e che non sarà necessario ricorrere a sistemi di pressione, come lo sciopero, ai quali non ricorriamo da molti anni e che consideriamo antistorici se vanno a colpire chi non ha responsabilità per colpe altrui».

D'altra parte, come sottolinea la mozione del Consiglio nazionale Fimmg, l'oggettiva instabilità del quadro politico-istituzionale potrebbe favorire nuovi attacchi volti a impedire che il Servizio sanitario nazionale possa essere mantenuto e migliorato.

E in questo la Fimmg è fortemente preoccupata per l'intervento dell'Antitrust, che vorrebbe imporre agli Ordini di rinnegare qualsiasi deliberazione che possa condizionare il rapporto tra singoli professionisti e assicurazioni o mutue integrative, equiparando il medico a un “soggetto d'impresa” e quindi considerando lesiva del principio della libera concorrenza qualsiasi valutazione di merito deontologico e qualitativo da parte dell'Ordine. «Una simile interpretazione - sottolineano Falconi e il Consiglio nazionale Fimmg - consentirebbe al sistema della mutualità integrativa e delle assicurazioni di impedire agli Ordini di valutare e validare la qualità delle prestazioni professionali e ciò renderebbe competitivo e redditizio per gli investitori un sistema di tutela della salute basato sulle assicurazioni private. Di fatto - conclude Falconi - in questo modo verrebbero create le condizioni per lo smantellamento del Ssn, per di più a spese dei medici oltre che, naturalmente, di tutti i cittadini».