Ciampi boccia la Regione per gli accreditamenti privati Due decreti del presidente della Repubblica rivoluzionano i budget pugliesi 

Clicca qui per ritornare all'Home Page

Sanità, stop ai tetti di spesa (MARA CHIARELLI - Repubblica - suppl. Bari)


Regione Puglia bocciata dal Presidente della Repubblica per i tetti di spesa imposti alle strutture sanitarie private provvisoriamente accreditate.
Sono datati 6 e 8 maggio 2002, infatti, i due decreti del Presidente Ciampi (espressi su conformi pareri del Consiglio di stato) con i quali sono state annullate le due delibere regionali (la 1003 e la 1832) del '99, che riportavano le "coordinate" generali in relazione all'impiego del Fondo sanitario regionale e le modalità con cui stabilire i limiti di spesa per tutte le branche operanti nell'ambito del sistema di accreditamento.
Coordinate e modalità fissate in assenza del piano annuale preventivo delle Asl, che dovrebbe dare risposte alla richiesta di sanità sul territorio, e senza consultare le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative sul territorio.
Ma il guaio maggiore arrivava con le delibere di attuazione di quelle regionali, adottate dalle singole Asl, con le quali si determinavano i singoli tetti di spesa, anno per anno. Ma non solo: dopo il tetto massimo di spesa, ogni Azienda sanitaria locale individuava un ulteriore limite entro il quale le prestazioni che superavano quel tetto, sarebbero state pagate. Veniva insomma individuato un sistema di regressione tarrifaria, che recepiva le indicazioni delle due delibere regionali del '99.
Accadeva così, ad esempio, che una prestazione di 120 milioni di lire (che superava cioè il tetto dei 100 milioni) veniva pagata alla struttura sanitaria privata con una decurtazione del 20 per cento. Da 120 a 150 milioni, la decurtazione era del 40 per cento, da 150 a 200 milioni diventava del 70 per cento. Oltre i 200 milioni, infine, non era dovuto alcun rimborso per la prestazione effettuata. Il meccanismo, però, presentava un "difetto" all'origine: la Regione Puglia e le Asl avrebbero dovuto organizzarsi prima, imponendo il tetto di spesa alle strutture private nelle prime settimane dell'anno in questione e non, come invece è accaduto, anche a settembre (del '99) o a luglio (nel 2000).
Su queste motivazioni si sono basati i diversi ricorsi presentati dalle strutture sanitarie private al Tribunale amministrativo regionale e, poi, anche al Consiglio di Stato. È il caso, ad esempio, dell'avvocato Cristina Lenoci di Taranto, che ha proposto due serie di ricorsi: in sede giurisdizionale, innanzi al Tar Puglia, per ottenere l'annullamento delle delibere per gli anni 2001 e 2002 della Asl di Taranto, e direttamente al Capo dello Stato, per conto di due strutture private provvisoriamente accreditate, che si ribellavano a quel tetto di spesa imposto dalle due delibere regionali del '99.
Dopo l'intervento del presidente Ciampi, la situazione si presenta ora in termini davvero differenti: poiché le due delibere regionali annullate sono atti a contenuto normativo e generale, l'annullamento riguarda tutte le strutture provvisoriamente accreditate, e non solo quelle che hanno presentato ricorso. Insomma, ora la Regione Puglia dovrà rimboccarsi le maniche e ricominciare dallo studio delle norme fissate dal Capo dello Stato e dalle due leggi regionali (la 28 del 2000 e la 32 del 2001), nel frattempo intervenute.
Prima però, di fissare nuovi criteri e approvare nuove delibere, sarà necessario che la Regione Puglia trovi un accordo con le sigle sindacali maggiormente rappresentative, che si sentono penalizzate dalla mancata concertazione. L'Andiar (il sindacato dei radiologi), il S.B.V. (quello delle branche a visita) e il Siref (il sindacato dei fisiatri), infatti, hanno dato mandato all'avvocato Fabrizio Lofoco di Bari di impugnare dinanzi al Tar Puglia e al Consiglio di Stato tutti gli atti regionali e quelli delle Asl, proprio a causa della totale assenza di concertazione nei provevdimenti adottati.
A giorni, quindi, le tre sigle sindacali formuleranno agli amministratori regionali specifiche richieste in tal senso, perché si avvii la costituzione di un tavolo permanente di trattative, al quale dovranno prendere parte tutti i soggetti interessati: l'ente regionale, ma anche le stesse Asl (che sono interessate ai procedimenti di formazione dei tetti di spesa) e i sindacati, «al fine di concertare spiegano loro stessi il più a farsi, secondo norme di legge che sono state, per troppo tempo, ignorate dagli amministratori pubblici».

 

Home

Fimmg Bari: Sezione Telematica e Comunicazione: messo in rete il 25/02/08