Corte dei Conti: Convenzione al palo: manca la copertura economica

 

SEZIONE COMUNICAZIONE TELEMATICA
FIMMG NAZIONALE
COMUNICATO STAMPA
Roma, 3 marzo 2005

CORTE DEI CONTI:
MOMENTANEO BLOCCO DELL’ACCORDO DI LAVORO PER LA MEDICINA GENERALE PER NON SOSTENIBILITA’ ECONOMICA


Ad annunciarlo è Mario Falconi, Segretario Generale Nazionale della Fimmg – Federazione Italiana Medici di Famiglia. Nonostante le ampie rassicurazioni che la Sisac, chiamata nei giorni scorsi in audizione, aveva fornito alla Corte dei Conti sulla sostenibilità economica del rinnovo convenzionale, la Corte stessa ha deciso di chiedere chiarimenti in merito bloccandone, di fatto, l’iter attuativo.

Al di là di ogni pur legittima rabbia ed indignazione, non possiamo fare altro, nello specifico, che attendere le motivazioni che la Corte dovrà fornire entro 10 giorni.

Registriamo per altro che, dopo un ritardo di oltre 4 anni e la firma di un accordo importante, qualificante e pienamente rispondente alle esigenze dei cittadini e dei medici, la sanità pubblica rischia di andare definitivamente allo sbando.

Tutti i medici operanti nel territorio vivono una condizione di profonda frustrazione, disagio e vera insostenibilità economica non potendo più garantire, per altro, la presenza di 50.000 studi professionali omogeneamente distribuiti nel territorio e fiore all’occhiello della sanità italiana.

Non è bastata l’unanimità del Consiglio nazionale della Fimmg e le numerose e partecipatissime assemblee che abbiamo tenuto in varie città italiane (Verona, Bologna, Cagliari, Bari, Mantova ...) nelle quali abbiamo registrato ampissimi consensi sul nuovo accordo, per far riflettere e tacere la minoranza disfattista, costi quel che costi, della medicina generale.

Al momento possono gioire esclusivamente coloro che, consapevolmente o inconsapevolmente, non vogliono più investire nel servizio sanitario nazionale pubblico e addirittura hanno fatto ricorso alla stessa Corte dei Conti, contro gli interessi professionali, economici e previdenziali dell’intera categoria, formalizzando per iscritto fantasmi di: “imprevedibili impatti economici sulle casse dell’erario”.

Siamo certi che le Regioni, che hanno con noi fermamente creduto in un accordo collettivo nazionale garante di un vero rilancio dell’assistenza territoriale, sapranno in tempi rapidi rendere operativo un accordo di imprescindibile interesse generale per la tutela della salute dei cittadini.

Pur tuttavia, nel rispetto delle leggi che regolamentano le azioni di lotta sindacale, abbiamo proclamato immediatamente lo stato di agitazione, propedeutico ad ogni azione politico-sindacale si rendesse necessaria per la definitiva approvazione dell’accordo collettivo nazionale di lavoro.

Nei prossimi giorni - conclude Falconi - convocheremo a Roma, per le decisioni conseguenti, il Consiglio Nazionale della Fimmg al quale parteciperanno tutti i dirigenti regionali e provinciali della medicina di famiglia, della continuità assistenziale, dell’emergenza sanitaria e della dirigenza medica territoriale.

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