Si vogliono cambiare le regole dell'accesso dei MMG alla convenzione

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Il Disegno di Legge appare di inaudita gravità in quanto propone di cambiare con una legge regionale delle regole sancite da una Convenzione Nazionale, aprendo le porte, di fatto ad una "deregulation" che potrebbe portare a gravi conseguenze per il futuro stesso della nostra professione

Spett.le Commissione Sanità

Consiglio Regionale

Regione Puglia

Oggetto: disegno di legge in materia di accesso all’incarico di medico di Medicina Generale.

In relazione al disegno di legge emarginato –avente ad oggetto la ridefinizione dei criteri per l’accesso alla professione dei Medici di medicina Generale per gli anni 1995/2000-, questa organizzazione sindacale osserva quanto segue.

In primo luogo appare opportuno precisare l’incompetenza dell’autorità regionale a disciplinare l’accesso dei medici alla professione e in generale, gli aspetti del rapporti convenzionale. Ai sensi dell’art. 48, L. 23/12/1978 n. 833 e dell’art. 8 del D.Lgs. 30/12/1992 n. 502, infatti, detto rapporto è disciplinato sull’intero territorio nazionale da convenzioni a scansione triennale, stipulate tra il Governo e le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative in campo nazionale, al fine di assicurare uniformità di trattamento economico e normativo del personale a rapporto convenzionale.

Tali accordi sono resi esecutivi nella forma di Decreti del Presidente della Repubblica (nel caso di specie, reso esecutivo con DPR 484/96). Donde l’incompetenza dell’autorità regionale ad incidere in maniera autonoma sulla disciplina di un rapporto, la cui configurazione è riservata esclusivamente alla precitata sede pattizia nazionale.

Si rammenti poi che ai sensi dell’art. 48 della l. 23/12/1978 n. 833, "è nullo qualsiasi atto, anche avente carattere integrativo, ……… per la disciplina dei rapporti convenzionali".

In secondo luogo, nel merito della vicenda, il Consiglio di Stato, con ordinanza sez. IV, n. 1119/01 del 20/02/01, vista e richiamata la sentenza del Consiglio di Stato n. 1407/00, ha sospeso la decisione del TAR Puglia Bari n. 2761/00 che –insieme alla 302/00- aveva stabilito di togliere i 12 punti ai medici in possesso dell’attestato di formazione qualora concorressero nella quota riservata al titolo equipollente. Cos’ decidendo ha annullato il bando per gli incarichi del 1998 nel quale la Regione aveva proposto il "taglio" dei punti. Il Consiglio di Stato ha quindi chiarito che i corsisti " tanto se vengono chiamati a ricoprire incarichi ai sensi della lettera a) quanto ai sensi della lettera b) b del comma 6 dell’art. 3 del DPR n. 484/96- concorrono con gli altri candidati (che nel primo caso, sono medici abilitati dopo il 1 gennaio 1995; nel secondo, quelli abilitati anteriormente, ma privi degli attestati in parola) facendo valere per intero il loro punteggio, comprensivo, dunque, dei 12 punti di cui al citato art. 3, comma 1, parte 1, lettera F".

La Regione si è poi adeguata per l’anno 1999, computando i 12 punti.

Non vi è quindi nessuna situazione di incertezza atteso che le sentenze del TAR Puglia Bari si distaccano dalla giurisprudenza degli altri TAR nazionali (e dal TAR di Lecce) e sono state sospese dal Consiglio di Stato.

Tanto per opportuna conoscenza e quale formale atto di partecipazione al procedimento.

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