Verso un buon accordo!

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Lettera aperta agli iscritti

 Verso un buon accordo!

Venerdì 31 ottobre la FIMMG e la CUMI hanno sottoscritto la proposta economica della Regione Puglia per il nuovo accordo integrativo regionale.

E' il risultato di una lunga mediazione, ma che dà ampia soddisfazione alle aspettative di tanti colleghi che da circa tre anni attendono il Contratto Integrativo Regionale.

Certo, la Regione Puglia non ha voluto investire nella medicina generale, e le risorse messe a disposizione del contratto regionale sono il frutto di questa sua scelta: appena 3 milioni di Euro ad anno!

La proposta di utilizzare le somme accantonate per i progetti obiettivo: 18 milioni di euro per gli anni 2004 e 2005, per il Contratto Integrativo Regionale non poteva lasciarci indifferenti.

Infatti, tutte le OOSS si sono dichiarate disponibili a verificare l'ipotesi di trovare una intesa per il contratto integrativo regionale utilizzando i 3 milioni di euro/anno stanziati dalla Regione in aggiunta alle somme previste per la realizzazione dei progetti obiettivo. Così facendo, infatti, si trasformano compensi saltuari (quelli del progetto obiettivo, percepiti una sola volta in ragione dell’obiettivo raggiunto) in indennità strutturate (quelle previste dal contratto regionale: informatica, associazionismo ecc) che il medico percepirà regolarmente e costantemente.

Se la Regione Puglia avesse avuto più coraggio, investendo somme più consistenti, si sarebbe avviato un processo di trasformazione della medicina generale molto più ampio, capace di incidere profondamente nella organizzazione sanitaria della nostra regione.

Nonostante le esigue risorse messe a disposizione dalla Regione Puglia, l'accordo siglato venerdì 31 ottobre è in grado di fornire risposte adeguate alle tante aspettative dei medici di famiglia pugliesi.

L’associazionismo, infatti, viene fortemente incentivato.

La medicina di gruppo che era consentita nei limiti del 6% degli assistiti viene ora incrementata, elevando i limiti percentuali sino al 35%.

Anche per la medicina in rete, il limite fissato dal contratto nazionale al 7% degli assistiti viene aumentato al 20%.

Sommando le percentuali della medicina di gruppo e della medicina in rete alla medicina in associazioni (40%)  si raggiungono livelli di percentuale pari al 95% degli assistiti pugliesi, capaci di offrire a tutti i medici di famiglia pugliesi (o quasi) la possibilità di aderire ad una delle tre forme associative.

In questa maniera l’intera categoria è messa nelle condizioni di modificare la propria organizzazione lavorativa aderendo al modello associativo. Tutto ciò ha un risvolto importante anche sotto il profilo economico in quanto consente a tutti  (e non ai soliti eletti) di percepire una indennità legata al lavoro associato ed in ogni caso  nella misura non inferiore a 2,58 € per assistito annuo.

L’aumento della indennità di medicina di gruppo da 4.64 € a 6 € e di quella in rete da 3,615 a 4,5 in cambio di 1 ora di apertura degli studi in maniera coordinata e secondo le norme previste dall’accordo nazionale, rappresenta una ulteriore spinta verso forme di associazionismo complesso.

Anche le percentuali relative al collaboratore di studio sono incrementate e fissate al 35% degli assistiti pugliesi.

La spinta all’informatizzazione operata in questi anni ha consentito ai medici di famiglia pugliesi di raggiungere livelli ragguardevoli. Infatti, circa il 60% dei medici di famiglia utilizza il computer come strumento informatico nel proprio lavoro.

Questa favorevole condizione è stata ulteriormente premiata dal raddoppio dell’indennità informatica, che consentirà a tutti i medici di famiglia pugliesi di percepire 150,00€. mensili al posto degli attuali 75,00€. .

Il computer in Puglia diventerà, così, uno strumento indispensabile per ogni medico di famiglia pugliese.

La Regione Puglia, dal canto suo, si impegna ad erogare un contributo di 500 €, una tantum, ad ogni nuovo medico che si iscrive negli elenchi della medicina generale.

Infine, una forte volontà di sostenere l’assistenza domiciliare è stata espressa dalle parti. Infatti i compensi legati agli accessi delle ADI e delle ADP sono incrementati del 40%, Tale incremento non entra nel meccanismo di calcolo del numero di accessi massimo previsti per ogni singolo medico.

Si può ora procede speditamente alla stipula del nuovo accordo integrativo, che renda operative le intese sottoscritte.

Questo accordo rappresenta solo una tappa intermedia nel processo di rinnovamento e rilancio della medicina generale. Esso giunge al termine di un anno di proteste, grazie anche all’incisiva attività di lotta dei medici di famiglia aderenti alla FIMMG Puglia.

La compattezza e l’unità del sindacato è stata ampiamente premiata!

Oggi, alla vigilia del nuovo Accordo Nazionale, perdere l’occasione di sottoscrivere il contratto regionale avrebbe significato rinunciarci definitivamente, restando privi di tutti quegli incentivi economici che il DPR 270/00 ha previsto e che nelle altre regione, i medici di famiglia, hanno ottenuto.

Ogni altra posizione, dunque, è solo strumentale e demagogica oltre ad essere fortemente penalizzante per i medici di famiglia pugliesi.

 Filippo Anelli

 

 

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