Nuovo buco per i farmaci con l’abolizione dei ticket (3.100 mld)

dal Sole24ore del 10.4.2001

Sanità, si dilata la spesa Scontro Regioni-GovernoAccelera anche il costo lavoro - 

Veronesi: dimezzare i posti letto

ROMA Si apre un nuovo "buco" da 3.100 miliardi nei conti della sanità. A lanciare l’allarme sono stati ieri a Cernobbio i governatori regionali nel corso del "Forum Sanità futura 2001". A destare preoccupazione è soprattutto l’esplosione della spesa per i farmaci che, secondo Enzo Ghigo, presidente della Conferenza delle Regioni, nel 2001 costeranno allo Stato 4.800 miliardi in più, soltanto 1.700 dei quali sono stati integrati dalla legge Finanziaria per compensare l’abolizione dei ticket. E alla dilatazione della spesa sanitaria contribuirà anche il costo del lavoro nel settore (1.200 miliardi in più). Le Regioni, per compensare il taglio dei ticket, chiedono tetti di spesa e prezzi rimborsabili, spaccandosi sulla "via lombarda" ribadita da Roberto Formigoni (devolution per la sanità e stretta partnership con i privati).

 

Proprio dagli ultimi dati del Tesoro, del resto, emerge che nel 2000 c’è stato un boom della spesa per acquisti di forniture nelle strutture pubbliche: oltre 165mila miliardi, con una crescita del 12,9% sul’99, quasi la metà dei quali assorbiti dal comparto sanitario.

 

Il Governo, però, frena: secondo il Tesoro, la spesa per i farmaci non crescerà nella misura denunciata dalle Regioni. E il ministro della Sanità, Umberto Veronesi, assicura che in febbraio e marzo i conti si sono riassestati. Veronesi ha anche indicato la strada per arginare la spesa: ridurre in maniera consistente il numero degli ospedali e dimezzare i posti-letto.

R. Turno

 

Martedì 10 Aprile 2001

 

 
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