PREMESSA

Il documento è una bozza degli indirizzi applicativi del D.M. 329/99 inviata dal Dipartimento della Programmazione del Ministero della Sanità, alle Regioni. Il documento ha, quindi solo carattere di indicazione, e non puo' considerarsi ufficiale. Le Regioni dovranno inviare al Ministero risposte e osservazioni circa i contenuti dello stesso, al fine di redigere un documento ufficiale.

 

Ministero della sanità

Dipartimento della programmazione

Indirizzi per l'applicazione della D.M. 28 maggio 1999 n.329

"Regolamento di individuazione delle malattie croniche ed invalidanti ex articolo 5 comma 1 lettera h del decreto legislativo 29 aprile 1998 numero 124"

Sommario

1 i presupposti normativi

2. gli elementi innovativi

2.1 revisione di patologie e condizioni esenti

2.2 codifica delle condizioni di esenzione

2.3 prestazioni erogabili in esenzione

2.4 prestazioni di assistenza farmaceutica

2.5 prestazioni escluse dalla partecipazione

3.Indirizzi applicativi

3.1 informazione

3.2 riconoscimento del diritto all'esenzione

3.3 attestazione delle esenzione nuova vita il

3.4 modalità di prescrizione è di erogazione delle prestazioni e

3.5 pluriprescrizione dei farmaci

3.6 segni specifici aspetti applicativi

3.7 per intenzioni transitorie per patologie rare

4. La transizione

4.1 l'anagrafe aziendale degli esenti

4.2 procedura di verifica

4.3 procedura di comunicazione ai cittadini già esenti.

1. I presupposti normativi.

Il decreto ministeriale n. 329/99 è emanato in attuazione dell'articolo 5, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 29 aprile 1998, numero 124 il quale prevede che il ministro della sanità e individui con distinti regolamenti le condizioni di malattia cronica e invalidanti e delle malattie rare che danno diritto all'esenzione della partecipazione al costo per le prestazioni di assistenza sanitaria correlate.

Il regolamento relativo alle malattie rare sta attualmente completando l'iter amministrativo.

L'articolo 5, comma 6 dello stesso decreto 124/98 prevede che, fino all'entrata in vigore della tabelle indicative delle nuove percentuali di invalidità ed il conseguente aggiornamento del regolamento delle malattie croniche e invalidanti, sia confermato il regime delle esenzioni attualmente vigente (articolo 6 della decreto ministeriale 1 febbraio 1991 per le diverse categorie di invalidi).

L'articolo 8, comma 2 del decreto 124/98 prevede, inoltre, che, dalla data di entrata in vigore dei regolamenti di cui all'articolo 5 e commi 1 e 6 dello stesso decreto, cesseranno di avere efficacia, rispettivamente le disposizioni di cui agli articoli 1,2,3 e 4 e quelle di cui all'articolo 6, commi 1 e 2 del decreto ministeriale 1 febbraio 1991 e successive modificazioni.

La completa cessazione delle disposizioni di cui agli articoli 1, 2, 3 e 4 del decreto ministeriale 1.2.91 è, quindi subordinata all'entrata in vigore di entrambi i regolamenti previsti dall'articolo 5, comma 1 del decreto legislativo 124/98, mentre la cessazione delle disposizioni di cui all'articolo 6, commi 1 e 2 del

d. m 124/98 è subordinata all'emanazione del regolamento di cui al comma 6 dello stesso articolo 5.

2. Gli elementi innovativi

 

2.1 revisione di patologie e condizioni esenti

L'individuazione delle malattie croniche e invalidanti che danno diritto all'esenzione è stata effettuata tenendo conto dei criteri dettati dal d.lgs.124/98: gravità clinica, grado di invalidità e onerosità della quota di partecipazione derivante dalla costo del relativo trattamento. Nuova di via la revisione ha comportato la conferma della maggior e delle forme morbose già esentate ai sensi della d.m., l'inserimento di nuove patologie condizioni ed il contenimento in alcuni casi delle condizioni riconosciute in precedenza.

Per dieci delle forme morbose esenti, il decreto prevede una conferma transitoria della precedente sessione, nell'attesa delle emanazione della regolamento di individuazione delle malattie rare.

In totale il decreto prevede 65 tra malattie e condizioni esenti.

È prevista l'esenzione per 13 nuove patologie e condizioni esenti:

anoressia nervosa, bulimia

Morbo di Buerger

Poliarterite nodosa

Demenza

Asma

Pancareatite cronica

Malattia di Sjogren

Connettivite Mista

Spondilite anchilosante

Morbo di Paget

Malattia di Alzheimer

Neuromielite ottica

Soggetti affetti da pluri-patologie che abbiano determinato grave ed irreversibile compromissione di più organi e/o apparati per riduzione del all'autonomia personale correlata all'età. ( risultante dalla applicazione di convalidate scale di rivalutazione delle capacità funzionali).

2.2 codifica delle condizioni di esenzione

il decreto prevede l'introduzione ex novo di un sistema di codifica nazionale delle condizioni di esenzione.

A ciascuna patologia è condizione essenziale è associato uno specifico codice numerico composto di due parti:

La codifica così definita permette di identificare con chiarezza le condizioni che danno di diritto all'esenzione e di confrontare i dati ai diversi livelli territoriali.

2.3 prestazioni erogabili in esenzione

il decreto individua per ogni patologia è condizione le prestazioni prorogabili in esenzione. Le prestazioni esenti sono individuate con riferimento a quelli incluse nei livelli essenziali e uniformi di assistenza assoggettate alla partecipazione al costo ai sensi dell'articolo 2 del d.lgs. 124/98, sulla base dei seguenti criteri e l'art. 5, comma 2 dello stesso decreto legislativo):

Le prestazioni correlate e alle condizioni di malattia identificate dal D.M. 329/99 sono esenti da qualunque sicari il regime di erogazione della prestazione stessa.

Il decreto non considera le prestazioni di assistenza protesa, di assistenza integrativa e di assistenza farmaceutica (cfr. il successivo paragrafo 2.4) nel , le prestazioni finalizzate all'accertamento delle condizioni di malattia che danno diritto all'esenzione.

Sono esclusi dalla partecipazione al costo gli episodi di ricovero di turno di cui all'allegato 1 del d.lgs 124/98 erogato , ivi ai fini della terapia e del delle monitoraggio dei pazienti affetti da condizioni di malattia cronica e/o invalidanti e da malattie rare esenti.

Le prestazioni esenti sono individuate con riferimento alle denominazioni e della ai codici e del d.m. 22/7/1996 "Prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale erogabili nell'ambito del SSN è relative tariffe" e successive modificazioni, con un'unica eccezione delle prestazioni che devono essere individuate sulla base delle quadro clinico della singolo paziente ( ad esempio: la radiografia convenzionale segmentaria del/dei distretto/i interessato/i).

Per alcune patologie e condizioni (ad esempio: fibrosi cistica, infezione da HIV, Neuromielite ottica; sclerosi multipla; soggetti affetti da pluripatologie...) con fabbisogno prestazionale più esteso è variabile, russo sono state specificamente individuate le prestazioni esenti allo scopo di garantire maggiore flessibilità applicativa da parte iter del curante e migliore tutela in relazione alle condizioni cliniche individuali.

Si segnale ala che per tutte le condizioni di malattia, l'elenco delle prestazioni esentate e non costituisce un protocollo di monitoraggio sempre necessario per quella determinata patologia, nè una linea guida per il suo trattamento. Pertanto la prescrizione delle prestazioni in esenzione deve essere comunque effettuata selezionando le prestazioni secondo criteri di efficacia e appropriatezza rispetto alle condizioni cliniche individuali. È previsto che il decreto sia aggiornato con riferimento allo sviluppo delle linee guida e all'evoluzione delle conoscenze scientifiche e tecnologiche.

2.4 prestazioni di assistenza farmaceutica

il decreto non prevede l'esenzione per le prestazioni di assistenza farmaceutica, mentre, precedentemente, gli art. 1, 2 e 4 del D.M. 1.2.91 individuava molle forme morbose che davano diritto o all'esenzione con riferimento anche alle prestazioni di assistenza farmaceutica, inclusi i farmaci collocati nella classe b di cui all'articolo 8 comma 10 , della legge 24.12.1993, n. 537.

L'articolo 5, comma 4 , del d.lgs 124/98 prevede che siano esclusi dall'esenzione i farmaci collocati nella classe b).

l'innovazione che tiene conto della erogazione a totale carico del SSN della maggior parte dei farmaci necessari per il trattamento delle malattie croniche in quanto inclusi nella classe a) e dell'erogazione gratuita, limitatamente ai casi indicati nelle note CUF di farmaci che siano inclusi nelle classi b) o c).

Nulla è innovato per le diverse categorie di invalidi esenti ai sensi dell'articolo 5 del D.M. 1.2.91.

2.5 prestazioni escluse dalla partecipazione

Il D.M. 329/99 prevede che le condizioni di interesse sociale, nonché alcune condizioni precedentemente esentate dalla partecipazione al costo ai sensi degli articoli 3 e 5 del D.M. 1.2.91, siano escluse dalla partecipazione al costo prevista dall'articolo 1, comma 4 e 5, del d.lgs 124/98.

In particolare l'esclusione dalla partecipazione è prevista per:

a) le prestazioni specialistiche

1) rese nell'ambito di programmi organizzati di diagnosi precoce e prevenzione collettiva:

2) finalizzate alla tutela della salute collettiva, obbligatorie per legge o disposte a livello locale in caso di situazioni epidemiche;

3) finalizzate all'avviamento al lavoro derivante da obblighi di legge;

4) finalizzate alla tutela della maternità, definite dalla decreto ministeriale 10.9.1998

5) si finalizzate alla prevenzione della diffusione dell'infezione da HIV

6) finalizzate alla promozione delle donazioni di sangue, organi e tessuti, limitatamente alle prestazioni connesse alle attività di donazione;

7) volte alla tutela dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati.

b) i vaccini per le vaccinazioni non a obbligatorie di cui all'articolo 1, comma 34, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, nonché quelli previsti da programmi approvati con atti formali delle regioni nell'ambito della prevenzione delle malattie infettive dell'infanzia.

Con riferimento alle prestazioni connesse alle attività di donazione d'organo, di cui al punto 7), si segnala che l'esclusione dalla partecipazione al costo che riguardano solo le prestazioni connesse all'atto della donazione, ma anche quelle finalizzate al controllo della funzionalità del loro residuo.

3. Indirizzi applicativi

 

3.1 Informazione

l'applicazione della nuova disciplina in materia di esenzioni per patologia comporta uno sforzo programmatorio ed organizzativo da parte delle regioni e province autonome e delle aziende unità sanitarie locali.

Gli aspetti che assumono scarsa rilevanza in tale contesto sono:

Il rispetto dei diritti riconosciuti e cittadini e richiedere una attenta attività di informazione è responsabilizzazione rivolta alla popolazione ed ai soggetti a vario titolo coinvolti nella applicazione della normativa.

Ciò è particolarmente importante nella fase di prima applicazione del D.M. 329/99.

I soggetti responsabili della comunicazione sono le regioni e province autonome e le aziende unità sanitarie locali.

alle regioni e province autonome compete la diffusione delle informazioni:

In particolare, l'informazione ai cittadini allo scopo di far conoscere alla popolazione le nuove modalità di di tutti la, mentre di informazione diretta agli operatori, certificatori, prescrittori, erogatori, persegue gli obiettivi di:

sensibilizzazione sugli aspetti applicativi del D.M. 329/99

omogeneizzazione dei comportamenti nella applicazione del D.M. 329/99

alle regioni e province autonome compete inoltre la verifica e, qualora necessario, l'attuazione di quelle forme di comunicazione che ricadono più appropriatamente sulle aziende USL.

alle aziende compete la comunicazione:

3.2 riconoscimento del diritto all'esenzione.

Il diritto all'esenzione è riconosciuto dall'azienda Unità Sanitaria Locale di residenza dell'assistito sulla base della certificazione di malattia.

Le procedure di riconoscimento devono essere definite in modo da evitare ogni possibile disagio al cittadino e da prevenire la moltiplicazione degli accesso alle strutture sanitarie per meri atti burocratici

(compilazione dei modelli di certificazione diversi dal modulo di prescrizione del SSN)

A questo scopo è necessario riconoscere le certificazioni preesistenti, purché rilasciate da soggetti autorizzati, anche di altre regioni.

Le ce certificazioni valide per il riconoscimento del diritto all'esenzione devono riportare la di diagnosi e possono essere rilasciate da:

Sono, altresì, valide ai fini del riconoscimento delle esenzione:

In relazione all'organizzazione regionale e locale, è possibile utilizzare ai fini del riconoscimento dell'esenzione le diagnosi contenute nelle SDO, ferma restando l'osservanza delle disposizioni riguardanti la raccolta, il trattamento e della sicurezza dei dati sensibili ( ai sensi della legge 675/96 e successive modificazioni, e delle relative autorizzazioni provvisorie), con particolare riguardo al contenuto dell'informativa e del consenso espresso dagli interessati.

Il riconoscimento di particolari condizioni di malattia (esempio: malattie neurologiche, psichiatriche può prevedere ) il coinvolgimento a livello regionale di specifiche categorie di specialisti.

Le procedure per il riconoscimento dell'esenzione e dei criteri da adottare per l'esecuzione dei controlli sulle esenzioni riconosciute saranno oggetto del regolamento governativo previsto dall'articolo 6 del d.lgs 124/98, in fase di emanazione.

3.3 Attestazione dell'esenzione

L'attestato è il documento che dà diritto a fruire, in tutto il territorio nazionale, il di prestazioni in esenzione

Il decreto definisce il contenuto informativo minimo che l'attestato deve contenere:

allo scopo di semplificare le attività prescrittive e le eventuali consentire al cittadino di esercitare compiutamente il proprio diritto all'esenzione, l'attestato dovrà recare l'elenco delle prestazioni esenti.

Le inserimento nell'attestato di ulteriori dati corrispondenti ad esigenze di livello regionale o locale dovrà essere valutato nel rispetto delle disposizioni riguardanti la tutela dei dati personali. Al riguardo la valutazione dovrà considerare anche le disposizioni previste da norme speciali e per singole patologie o condizioni (AIDS - Legge 135/90).

per quanto riguarda il diabete mellito e la fibrosi cistica, il nuovo attestato di esenzione affianca, ma non sostituisce, la tessere personali previste dalle leggi che danno titolo alla fruizione di prestazioni ulteriori rispetto a quelle contemplate dal D.M. 329/99. (assistenza integrativa e protesica).

Si precisa che l'utilizzo della carta sanitaria elettronica ai fini dell'attestazione sarà disciplinato con regolamenti governativi e da emanarsi ai sensi dell'articolo 6 del d.lgs. 124/98.

Il D.M. 329/99 non fissava limiti temporale di validità per le attestazioni; fa eccezione la condizione da 040 per la quale l'esenzione è limitata ai primi tre anni di vita.

L'allegato A) riporta le patologie e le condizioni per le quali è possibile prevedere attestazioni di durata limitata, in relazione al preciso contesto (specifica patologia esentata, particolare forma clinica, rispondenza alla terapia).

Per gli attestati rilasciati a cittadini affetti da patologie per le quali è prevedibile la risoluzione, le Regioni e Province Autonome possono definire i limiti temporali di validità, in attesa delle linee guida del ministero della sanità, sulla base di criteri di tipo clinico, epidemiologico ed organizzativo.

3.4 modalità di prescrizione e di erogazione delle prestazioni

le modalità di prescrizione e di erogazione delle prestazioni in regime di esenzione sono definite d il medico e all'articolo 6 del decreto.

Il medico è tenuto a riportare nella prescrizione le sole prime 3 cifre del codice identificativo della condizione di esenzione. Allo scopo di introdurre primi elementi di semplificata razione delle attività prescrittive, i medici segnalano anche sulle ricette relative alle prestazioni farmaceutiche, analogamente a quelle relative alle restanti prestazioni, le prime 3 cifre del codice di esenzione.

E' prevista la compilazione di ricette distinte, rispettivamente per prestazioni erogabili in esenzione è non.

la disposizione, conferma quanto già previsto dalla precedente normativa, che risponde ad esigenze di controllo e di contabilizzazione delle quote di partecipazione dovute

E' in corso di attivazione mini di un gruppo tecnico ristretto (Ministero, Regioni, Provincie Autonome, FIMMG, FI per la realizzazione MP), previa definizione di uno studio di fattibilità, la sperimentazione di procedure semplificate, compatibili con le esigenze informative e di monitoraggio dei comportamenti prescrittivi e della spesa, che prevedano il coinvolgimento anche degli erogatori nella segnalazione delle esenzioni.

Nell'allegato 1 al D.M. 329/99 sono indicate (con asterisco si segnale ) le prestazioni di assistenza sanitaria cui è necessario ricorrere con frequenza particolarmente elevata da erogarsi agli aventi diritto in regime di esenzione dal pagamento della quota fissa.

Si segnala che l'articolo 68, comma 2 e, della legge 23.12.98 n. 448 ha modificato l'articolo 3 comma 9 del d.lgs. 124/98, escludendo il pagamento della quota fissa per le ricette relative alle prestazioni specialistiche ambulatoriali e confermando per le altre tipologie di prestazioni assoggettate alla partecipazione al costo previste dai commi 4, 5, 6 e 7 dello stesso articolo 3.

La disposizione contenuta nel regolamento, quindi, estende l'esclusione del pagamento della quota fissa anche alle tipologie di prestazioni prevista dall'articolo 3, qualora siano erogate in altri regimi.

3.5 Pluriprescrizione dei farmaci

ai sensi dell'articolo 3, comma 9 del d.lgs 124/98, dalla data di entrata in vigore dei nuovi regolamenti di esenzione (rispettivamente per le malattie croniche e invalidanti e per le malattie rare) il limite massimo di imprescrittibilità di sei pezzi per ricetta, già previsti dall'articolo 9 comma 1 della legge si applica all'724/94, farmaci "destinati alla trattamento delle patologie individuate da detti regolamenti".

Pertanto la pluriprescrizione si applica ai soggetti riconosciuti esenti ai sensi del D.M. 329/99 per i farmaci destinati alla trattamento della specifica patologia, tanto a quelli classificati in classe a), quanto a quelli classificati in classe b); per i primi ( classe a) la quota di partecipazione è pari a lire 1000 per confezione, per i secondi (classe b) la quota di partecipazione è pari al 50% del prezzo di ciascuna confezione.

Gli invalidi esentati dalla partecipazione al costo ai sensi dell'articolo 6 del D.M. 1.2.91, non hanno diritto alla pluris prescrizione; tuttavia qualora riconosciuti anche esenti per patologia ai sensi delle decreto ministeriale 329/99, potranno usufruire della pluriprescrizione per i farmaci destinati al trattamento della specifica patologia è esentata e saranno tenuti al pagamento per i farmaci di classe a) della quota di partecipazione pari a lire 1000 per confezione, per i farmaci classe b), della quota di partecipazione pari al 50% del prezzo di ciascuna confezione.

In allegato B è riportato un prospetto riepilogativo delle modalità di partecipazione al costo delle prestazioni farmaceutiche.

I soggetti già esentati ai sensi del D.M. 1.2.91, che siano in attesa del riconoscimento del di diritto all'esenzione secondo le nuove modalità, potranno continuare ad usufruire dell'esenzione e della pluriprescrizione per i farmaci indicati dal d.m. 1.2.91 inclusi quelli collocati nella classe b sino a quando sarà loro rinnovata la attestazione di esenzione.

Per i soggetti che mantengono la precedente esenzione fino all'emanazione del regolamento sulle malattie rare, flessione è la pluriprescrizione continuano ad essere consentite per i farmaci indicati dal D.M. 1.2.91, inclusi quelli collocati nella classe b; la stessa facoltà è riconosciuta ai nuovi esenti per le stesse patologie e condizioni.

Tali previsioni attribuiscono ai medici per scrittori una maggiore discrezionalità nella i riduzione dei farmaci prescrivibili in 6 pezzi, ma impongono contestualmente particolare attenzione al fine di evitare un ingiustificato incremento della spesa sanitaria.

Affinché le migliori possibilità di tutela offerte dal D.M. 329/99 ai cittadini esenti per malattie croniche e delle invalidanti siano pienamente fruibili è non si traducano in un consumo di risorse inappropriato, appare evidente la necessità che le regioni e province autonome adottino adeguati sistemi di controllo condivisi con i medici prescrittori.

In particolare le regioni e province autonome dovranno sensibilizzare i medici sui seguenti aspetti:

3.6 Specifici aspetti applicativi

si affrontano alcuni aspetti problematici relativi alla riconoscimento del diritto all'esenzione nella fase di transizione e a regime per alcune condizioni e malattie.

Condizione 014

"Dipendenza da sostanze stupefacenti, psicotrope ed alcool"

l'esenzione non è riferita alla condizione di dipendenza intesa quale patologia bensì alle specifiche patologie ad essa correlate.

Condizione 031

"Malattia ipertensiva II e III stadio OMS"

con tale definizione si è inteso considerare esenti i soggetti affetti da malattia ipertensiva, cioè i soggetti ipertesi che presentano danno d'organo (II stadio OMS) o danno d'organo con manifestazioni cliniche associate (III stadio OMS).

Tale valutazione ha tenuto conto di quanto previsto dalle linee guida OMS dal 1996.

nell'ambito della condizione di esenzione prevista dal D.M. 1991 " ipertensione arteriosa resistente alle misure generali di ordine igienico e dietetico" erano considerati anche i soggetti ipertesi che non rappresentavano danno d'organo (I stadio OMS). Nel D.M. 329/99 quella la condizione non è considerata ai fini dell'esenzione, in quanto non rispondente ai criteri definiti dal d.lgs 124/98 per l'individuazione delle patologie e condizioni esenti.

Si rileva che quanto previsto nelle linee guida dell'OMS e dell'ISH del 1999, elaborate con lo scopo di dare indicazioni ai medici specialisti responsabili della cura dei pazienti con elevati valori di pressione arteriosa e di fornire raccomandazioni utili al trattamento di tutti fattori di rischio, non contrasta con i criteri utilizzati per l'individuazione della condizione di malattia ipertensiva.

Per i soggetti già esenti per ipertensione arteriosa, in sede di verifica, ai fini del riconoscimento dell'esenzione ai sensi del nuovo D.M., il medico del servizio sanitario nazionale delle diverse articolazioni aziendali e degli istituti ed enti citati al paragrafo 4, potrà certificare l'esistenza della malattia in presenza del danno d'organo o in presenza del danno d'organo con le condizioni cliniche associate.

Per i soggetti che richiedono l'esenzione ex novo, i parametri da valutare per la certificazione ai fini del riconoscimento del diritto all'esenzione sono costituiti dallo stato ipertensivo e dalla presenza del danno da organo.

Nel caso di soggetti che richiedono l'esenzione ex novo già in trattamento antipertensivo, lo stato di ipertensione precedente al trattamento sarà reso noto, qualora necessario, dal medico di medicina generale sulla base della scheda sanitaria individuale, nell'ambito delle dovute attività di consulto con lo specialista.

Condizione 048

"Soggetti affetti da patologie neoplastiche maligne"

la condizione include anche le neoplasie di comportamento incerto (codici ICD-9-CM97 da 235 a 238.9), delle quali non può essere prevista, al momento della diagnosi, la successiva evoluzione.

Condizione 049

"Soggetti affetti da pluripatologie"

la previsione di tale condizione di esenzione è finalizzata alla tutela soggetti affetti da più patologie, anche diverse da quelle esentate dal regolamento, che comunque, abbiano determinato grave ed irreversibile compromissione di più organi e apparati e contestuale riduzione dell'autonomia personale correlata all'età, caratterizzate da un elevato onere assistenziale. La valutazione della condizione comporta l'adozione di appositi strumenti. Le Regioni e Province autonome potranno individuare un unica scala di valutazione da utilizzare, anche in via sperimentale, nel corso della prima fase di applicazione del decreto. È in corso di attivazione un gruppo tecnico ristretto (Ministero - Regioni e Province autonome - FIMMG -FIMP) che procederà all'analisi degli strumenti di valutazione utilizzabili per il riconoscimento della condizione di esenzione 049, finalizzata all'individuazione di metodiche omogenee per tutto il territorio nazionale. Si segnala che il riconoscimento dell'esenzione per questa condizione è prioritariamente utilizzabile per i soggetti già esenti per più patologie e i soggetti in trattamento dialitico extra corporeo o peritoneale non inseriti nelle liste di attesa per il trapianto, in particolare per quelli in condizioni cliniche di ineligibilità.

3.7 Esenzioni transitorie per patologie rare

Il decreto 329/99 non sostituisce la disciplina delle esenzione per: angioedema ereditario, dermatomiosite, pemfigo e pemfigoidi, anemia congenite, fenilchetonuria ed errori congeniti del metabolismo, malattia di Hansen, sindrome di Turner, spasticità da cerebropatie e retinite pigmentosa, già previste dal D.M.S. 1.2.91.

Per tali patologie la validità delle esenzioni già riconosciute viene confermata in via transitoria, in attesa dell'apposita disciplina prevista dal regolamento relativo alle malattie rare (ex articolo 5, comma 1, lettera b) del d.lgs. 124/98)

Poichè l'articolo 8 all'entrata in vigore di entrambi , comma 2 del decreto legislativo 124/98 subordina la completa cessazione di efficacia delle disposizioni di cui agli articoli 1 e 2, 3 e 4 del d. m. 1.2.91, regolamenti previsti all'articolo 5 comma 1 dello stesso decreto legislativo, è possibile, in attesa della emanazione del regolamento delle malattie rare, rilasciare nuove esenzioni provvisorie per le suddette patologie ai sensi del d. m. 1.2.91 rispetto all'codifica di dette condizioni .

di esenzione, ferma restando la possibilità di conservare i sistemati precedentemente adottato a livello regionale e provinciale si segnala la possibilità di anticipare l'utilizzo della codifica prevista dall'emanando provvedimento

relativo alle malattie rare consultabile presso il sito del Ministero della Sanità http://sanita.it/malattie_rare.

4. La transizione

La fase di transizione dal vecchio al nuovo regime rappresenta uno dei momenti più delicati dell'applicazione della nuova disciplina da attuare nel rispetto della continuità della tutela nei confronti dei cittadini

Per l'articolo 7, comma 2, prevede che le aziende, entro l'8 febbraio 2000 (ovvero entro centoventi giorni dall'entrata in vigore del regolamento), sottopongano a verifica le attestazioni di esenzione già rilasciate ai sensi della d. m. 1/2/91 e comunichino i propri assistiti già esenti la conferma, la cessazione del diritto all'esenzione o l'esigenza di integrare la documentazione.

4.1 anagrafe aziendale degli esenti

il primo indispensabile adempimento per una corretta gestione della fase di verifica e di transizione c'è la predisposizione e l'aggiornamento della l'anagrafe aziendale degli esenti.

Nel corso della predisposizione dell'anagrafe è opportuna la riconduzione a ciascun soggetto delle esenzioni già concesse ai sensi del d. m. 1/2/91, incluse le esenzioni per invalidità riconosciute ai sensi dell'articolo 6 del d. m. 1/2/91. Anche lei in tale attività è evidente la necessità di osservare il rispetto delle disposizioni vigenti in materia di tutela dei dati personali. È allo studio la predisposizione di una codifica nazionale anche per le condizioni di invalidità.

4.2 procedura di verifica

nel corso di tale procedura, possono verificarsi le seguenti situazioni:

Nei casi in cui la conferma del diritto all'esenzione sia subordinata alla valutazione di ulteriore certificazione prodotta dal cittadino, i soggetti interessati hanno diritto alla fruizione in esenzione delle prestazioni ai sensi del decreto 1291 fino al completamento degli accertamenti e comunque non oltre 60 giorni successivi alla comunicazione da parte dell'azienda ovvero non oltre l'8 aprile 2000.

La cessazione del diritto all'esenzione si verifica in tutti i casi in cui la patologia o condizione per la quale e stata rilasciata l'esenzione non inclusa nel DM 329/99 a decorrere dalla data di comunicazione di cessazione del diritto da parte dell'azienda.

4.3 procedura di comunicazione ai cittadini già esenti

la comunicazione deve contenere tutte le informazioni sulle modalità di applicazione del nuovo regime delle esenzioni a livello locale. Le aziende adotteranno opportune modalità organizzative affinché i medici di famiglia e pediatri di libera scelta provvedano a fornire al cittadino tutte le informazioni utili per fruire delle opportunità offerte dal nuovo sistema di esenzione.

La comunicazione nei confronti dei soggetti già esenti dovrà avvenire nel rispetto della tutela dei dati personali ed essere differenziata in relazione alla procedura di verifica.

Per i soggetti esenti per più patologie condizioni, delle quali una o più confermate e le altre subordinate alla produzione di ulteriori certificazioni, l'azienda può prevedere che la comunicazione per le prime abbia valore di attestato provvisorio.

Al fine di evitare disagi ai cittadini ed inutili ripetizioni di accertamenti, l'azienda si avvale dei medici di medicina generale dei pediatri di libera scelta che supportano gli assistiti per la valutazione della documentazione clinica in loro possesso utile ai fini del riconoscimento della condizione che dà diritto all'esenzione e comunicano all'azienda le loro valutazioni, secondo modalità concordate a livello regionale.

Il Dirigente Generale

Direttore del Dipartimento

Prof.ssa Nerina Dirindin