Assistenza domiciliare: i medici di famiglia chiedono un patto per la salute

(dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 15 marzo 2000)

Un "patto per la salute del territorio" a difesa dei diritti dei cittadini: l'idea stata rilanciata ieri in un incontro con i giornalisti a Bari dai rappresentanti regionale della Federazione italiana medici di medicina generale, Filippo Anelli, e della Confederazione Medici Italiani (Cumi) ,Ludovico Abbaticchio, insieme con dirigenti locali di Cgil, Cisl e Uil.

La preoccupazione dei medici e dei rappresentanti delle associazioni di volontariato sul territorio barese, stato detto - riposta nel fatto che la Asl Ba/4 che comprende 12 comuni "non ha chiaramente reso concreto il proprio intervento in favore della assistenza domiciliare integrata (Adi).Nel 1999 hanno ricordato i rappresentanti dei medici - nell'ambito della Ba/4 fu chiesto di attivare 650 prestazioni domiciliari, ma solo 300 sono state concretizzate con uria spesa di un miliardo e 200 milioni di lire, a fronte del miliardo e 700 milioni stanziato. Inoltre per lo stesso servizio sono stati impiegati solo otto infermieri e otto terapisti della riabilitazione su un totale di 600mi1a abitanti, mentre -hanno detto i rappresentanti dei medici - le linee della legge nazionale indicano l'impiego di un infermiere per ogni 20mila abitanti e di un terapista per ogni 15mila.I rappresentanti dei medici hanno detto di essere preoccupati anche per il futuro del servizio domiciliare, che non stato ancora inserito come voce nel bilancio finanziario dell'Asl Ba/4. Un servizio che pure -affermano - "porterebbe un enorme risparmio finanziario per gli ospedali che sarebbero liberati dai ricoveri impropri". Per realizzare questi obiettivi le associazioni dei medici e i sindacati rilanciano f idea del patto per la salute del territorio gi concordato oltre un anno fa - stato ricordato ma non ancora reso operativo.