UFFICIO STAMPA

 

Comunicato n° 214 Roma, lì 14 settembre 2000

 

 

Firmato il decreto per i progetti di ricerca sull’Alzheimer

 

Il Ministro della Sanità, professor Umberto Veronesi, ha firmato oggi il decreto relativo al "Progetto strategico di ricerca finalizzata sulla malattia di Alzheimer", inserito nell’ambito della Politica di Ricerca e Sviluppo del Ministero della sanità.

I progetti, la cui durata non potrà essere superiore a 36 mesi, dovranno rispondere alle necessità d’informazione e di operatività del Servizio Sanitario Nazionale per migliorarne l’efficacia e la qualità.

Le iniziative riguarderanno quattro aree di ricerca: 1) epidemiologica; 2) di biologia sperimentale; 3) biomedica, 4) sanitaria, e possono interessare allo stesso tempo anche più di un’area.

Potranno essere presentate esclusivamente da quelle istituzioni - Regioni e Provincie, Istituto Superiore di Sanità, Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro, Agenzia per i Servizi Sanitari Regionali, gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico pubblici e privati, e gli Istituti zooprofilattici sperimentali - finanziate dallo stesso Ministero dal Sanità.

Per la realizzazione dei progetti possono concorrere, a seguito di preventivi accordi con gli Istituti che li presentano, le Università, il Consiglio Nazionale delle Ricerche e gli altri Enti di ricerca sia pubblici sia privati.

Tutte le richieste dovranno giungere entro le ore 14 del 15 novembre prossimo, al Ministero della Sanità – Dipartimento della Programmazione – Ufficio IV, Lungotevere Ripa 1, 00153 ROMA, specificando sull’intestazione del plico che il contenuto riguarda il "Programma per la ricerca finalizzata 2000".

 

UFFICIO STAMPA

Comunicato n° 213 Roma, lì 14 settembre 2000

 

Parte domani, 15 settembre 2000, il "protocollo di monitoraggio dei piani di trattamento farmacologico per la malattia di Alzheimer".

E’ stato presentato oggi, 14 settembre 2000, presso il Ministero della sanità (Lungotevere Ripa, 1 a Roma), il "protocollo di monitoraggio dei piani di trattamento farmacologico per la malattia di Alzheimer".

In questo studio, che prenderà il via domani, 15 settembre 2000, verranno utilizzati due nuovi medicinali rimborsabili - il Donepezil e la Rivastigmina – già registrati a livello europeo per il trattamento dei pazienti colpiti dalla forma lieve-moderata della malattia di Alzheimer.

Tale progetto, che rientra in quello più ampio di ricerca per il potenziamento e la riqualificazione dell'assistenza ai pazienti affetti da morbo di Alzheimer, lega per la prima volta il rimborso dei farmaci alla necessità di seguire un preciso percorso diagnostico-terapeutico, oltre che al monitoraggio di tutti i pazienti ammessi al trattamento con i nuovi medicinali.

I costi previsti per la rimborsabilità di questi farmaci, a carico del Servizio sanitario nazionale, ammontano a circa 70-80 miliardi annui, e saranno oggetto di controlli continui.

Sono circa 50.000, pari al 10% del totale, i pazienti colpiti dalla forma lieve-moderata della malattia di Alzheimer, quelli appunto che possono accedere al trattamento, indipendentemente dalle loro condizioni economiche.

Secondo il progetto approvato dal Ministro della Sanità, professor Umberto Veronesi, il paziente affetto da Alzheimer sarà seguito nel terapia sia dal medico di base , sia dagli specialisti. Il paziente, infatti, arriva alle unità valutative (centri specializzati individuati dalle Regioni e Province autonome) inviato dal medico di medicina generale, per approntare il piano terapeutico e la fornitura gratuita dei farmaci.

Parallelamente, uno studio osservazionale epidemiologico, della durata di un anno, permetterà di raccogliere una serie di informazioni sulla diffusione della malattia in Italia, la sua distribuzione geografica, il profilo degli effetti collaterali, i contesti assistenziali, i drop-out, e il monitoraggio dei trattamenti farmacologici.

Il Ministero della Sanità ha inviato, nelle scorse settimane, a medici di base e farmacisti una breve guida relativa al protocollo di monitoraggio che fornisce le informazioni essenziali sul progetto diagnostico e terapeutico per la malattia di Alzheimer. Grazie alla collaborazione di medici di famiglia e pazienti colpiti da Alzheimer o che, pur avendo problemi di demenza non hanno ancora ricevuto una diagnosi corretta, sarà possibile ottenere la buona riuscita della sperimentazione.

"Notevole è l’impatto sociale di questa patologia, sia per quanto riguarda i costi, sia per il peso che grava sui familiari di questi pazienti – fa notare il Ministro delle Sanità, professor Umberto Veronesi. – Da qui la decisione di venir loro incontro, fornendo un aiuto concreto per migliorare la qualità di vita".

E' la prima volta in Europa che un’iniziativa terapeutica su larga scala si collega a uno studio osservazionale utilizzando la rete dei centri specialistici in collaborazione con i medici di medicina del territorio.

Il percorso, lungo e complesso, che ha permesso di dare il via a questo progetto ha avuto come protagonisti le associazioni degli ammalati (che da anni chiedono una rete strutturata di servizi), le associazioni di farmacisti (che insieme ai grossisti hanno accettato di distribuire gratuitamente il farmaco), i rappresentanti dei centri specialistici (IRCCS), i componenti della CUF ed esperti del settore, i funzionari degli Assessorati regionali alla Sanità e le associazioni dei medici di medicina generale.