Sentenza del TAR Lazio sulla  Legge 401/00: Precisazioni

Priva di ogni fondamento appare, l’affermazione che "Con l'ordinanza concessa dal TAR decade, dicono dall'Associazione dei Giovani Medici", l'ingiusto principio secondo il quale i medici specialisti non potevano accedere al corso, anche se vincitori di concorso".

 

COMUNICATO STAMPA

I medici in possesso di una specializzazione potranno iscriversi liberamente al corso di formazione in medicina generale, in sovrannumero e, quindi, senza l’attribuzione di una borsa di studio.

Questa norma contenuta nella Legge 401/00 (Legge Omnibus), approvata dal Parlamento a fine legislatura, è stata temporaneamente sospesa dal Ministero della Sanità, in quanto in palese contrasto con le Direttive Comunitarie e, quindi, inapplicabile sul territorio italiano.

Il Ministero dal canto suo ha investito il Consiglio di Stato chiedendo un Suo pronunciamento sulla materia in fase consultiva. L’Alta Corte dovrebbe esprimersi in questi giorni.

Alcuni organi di stampa hanno fornito la notizia che sei medici specialisti di Bari hanno ottenuto dal TAR Lazio un’Ordinanza a loro favorevole con la quale il Tribunale ha sospeso la decisione assunta dal Ministero e ha ordinato alla Regione Puglia di ammettere i ricorrenti in sovrannumero e a corso oramai inoltrato.

Ad onor del vero il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio non ha accolto con tale Ordinanza le ragioni sostenute dai ricorrenti, ma ha solo stabilito che il 10 Ottobre 2001 si terrà l’Udienza di Merito nella quale, presumibilmente, la Corte deciderà in merito al ricorso proposto.

Quindi, l’iscrizione al Corso di Formazione in Medicina Generale, Ordinata dal TAR Lazio, è stata dettata dalla necessità, in attesa della sentenza, di non arrecare danno ai medici specialisti ricorrenti.

Destituita di ogni fondamento appare, così, l’affermazione che "Con l'ordinanza concessa dal TAR decade, dicono dall'Associazione dei Giovani Medici", l'ingiusto principio secondo il quale i medici specialisti non potevano accedere al corso, anche se vincitori di concorso".

La Direttiva Comunitaria n. 93/16/CEE , recepita dallo Stato Italiano con Legge 368/99, stabilisce che i medici che intendono esercitare la medicina generale devono frequentare un corso di formazione a "tempo pieno" e che tale titolo " e' riservato ai laureati in medicina e chirurgia, abilitati all'esercizio professionale e non ai possessori di diploma di specializzazione".

Appare evidente il contrasto tra le due leggi.

Corretta ci sembra, dunque, la condotta del Ministero che ha ritenuto di disapplicare una norma nazionale che contrasta palesemente con una Direttiva della Comunità Europea.

Per questo riteniamo che il TAR Lazio, nella seduta del 10 Ottobre p.v., accoglierà la tesi del Ministero della Sanità e renderà inapplicabile su tutto il territorio nazionale l’art. 3 della Legge 401/00.

Bari, 09/07/01

 

Il Segretario Provinciale

Dott. Filippo Anelli

 

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