|
In
merito al protocollo di intesa sottoscritto il 29/07/03 tra la
Regione Puglia e la Guardia di Finanza, questa Organizzazione
sindacale comunica quanto segue:
Dichiarazione a
verbale del CRP del 31.7.2003 sottoscritta da:
FIMMG, CUMI, SNAMI,
CISL, SUMAI.
In
merito al protocollo di intesa sottoscritto il 29/07/03 tra la Regione
Puglia e la Guardia di Finanza, le scriventi OO.SS. ribadiscono:
1)
la necessità di un efficace sistema di controllo come mezzo di
prevenzione di qualsiasi truffa ai danni del SSR;
2)
la propria piena fiducia nell’attività amministrativa svolta dalle
Aziende USL e dall’Assessorato Regionale alla Sanità, soggetti
istituzionalmente preposti al monitoraggio, il cui ruolo non si
evince chiaramente dal predetto protocollo;
3)
la propria piena fiducia e apprezzamento per le Forze dell’Ordine
che hanno il compito di reprimere inquinamenti dell’economia legale
da parte di ogni forma di criminalità;
4)
che il DPR n. 270/00, negli artt. 14 e 15 bis, prevede già un
sistema di monitoraggio dell’attività del MMG ai fini dell’appropriatezza
delle cure e dell’uso delle risorse, che deve essere concordato a
livello regionale e del quale più volte le OO.SS. hanno chiesto la
piena attivazione;
5)
la necessità di una immediata attivazione degli Uffici di
Coordinamento Distrettuale, organi investiti dal DPR 270/00 alla
verifica dell’appropriatezza prescrittiva;
6)
che il protocollo, pur rientrando nelle prerogative dell’Amministrazione,
doveva essere concordato, per gli aspetti attinenti ai MMG, con le
Organizzazioni sindacali;
Poiché
il protocollo prevede, al comma 2 e poi al punto f) del comma 3 dell’art.
2, che al Comando regionale della Guardia di Finanza siano forniti i
tabulati riportanti oltre ai dati di ogni singolo medico, i farmaci
prescritti, le loro quantità nonché la casa farmaceutica
produttrice, si chiede di concordare, in seno al Comitato Permanente
regionale, le modalità operative del sistema.
L’attuale
sistema di monitoraggio in base al quale al medico è inviato un
report mensile, presenta numerose anomalie a causa delle quali sono
giunte al Sindacato numerose segnalazioni di dissenso trasferite alle
Aziende USL.
Alla
luce di quanto in premessa, si chiede di conoscere:
a)
come è identificato il medico prescrittore;
b)
se al medico prescrittore sono attribuite solo le prescrizioni
effettuate sui suoi ricettari oppure anche i farmaci prescritti da
altri medici ai pazienti in carico;
c) a
chi sono attribuite, e come, le prescrizioni in caso non si riesca ad
individuare il medico prescrittore;
d)
nel caso in cui i dati in possesso del medico siano differenti da
quanto riportato dal sistema, quale apparato di verifica da parte del
medico interessato -e con quali modalità- è stato previsto dal
protocollo citato.
Il protocollo, così
come configurato, appare pleonastico in quanto le leggi vigenti disciplinano
chiaramente i rapporti e le competenze delle Forze dell’ordine qualora l’amministrazione
ravvisi la necessità di segnalare comportamenti illeciti. Tutto ciò, senza
le giuste motivazioni, potrebbe dare adito al sospetto che la Giunta
Regionale voglia rinunciare, almeno in parte, al ruolo politico di governare
le risorse in materia sanitaria, delegandolole di fatto ad altri organismi.
Le scriventi OO.SS.
esprimono, inoltre, forte preoccupazione per la scelta del momento in cui il
protocollo è stato firmato poiché si rischia di avvalorare, nei confronti
dell’opinione pubblica, l’idea che il sistema sanitario regionale sia
inaffidabile e caratterizzato da comportamenti illegali ampiamente diffusi
tra gli operatori e tali da richiedere l’adozione di misure eccezionali di
repressione.
|