118: lavorare tra mille difficoltà 

Lettera al Direttore de "La Repubblica - Bari"

Caro direttore,

la continua attenzione da parte dei media ai problemi della sanità anche in questi ultimi giorni mostra, qualora fosse necessario, l’estremo interesse che tali problematiche suscitano nei cittadini.

Ancora una volta sono i servizi di emergenza, 118 o guardia medica ad occupare le pagine di cronaca sui giornali.

Non v’è dubbio che garantire un servizio efficiente sia l’obiettivo di tutti coloro che governano un sistema sanitario, in quanto il buon funzionamento del servizio, soprattutto in questo caso, non solo consente un’ottimale utilizzo delle risorse, ma permette ai cittadini di ottenere le cure più adeguate del caso.

Tuttavia, le disfunzioni del Pronto Soccorso del Policlinico, nel nuovo padiglione Asclepios, le intimidazioni e le aggressioni al Pronto Soccorso del San Paolo, le minacce e le aggressioni agli operatori del 118 specie in occasioni di interventi per episodi di criminalità, le continue e pressanti minacce nei confronti dei medici di guardia medica, capillarmente presenti su tutto il territorio regionale, pongono la questione della sicurezza degli operatori, ma ancor più l’efficienza del servizio.

Più volte gli stessi operatori hanno posto in evidenza, agli organi preposti, tali problematiche, talvolta rivolgendosi anche all’opinione pubblica attraverso i media,  proponendo soluzioni e invitando le autorità ad assumere iniziative per ridurre al minimo i rischi per il personale sanitario e l’efficienza del servizio.

In generale i medici ritengono che bisogna creare le condizioni per cui gli interventi di emergenza-urgenza, che richiedono un livello di attenzione e di reazione psico-fisica piuttosto alto, debbano avvenire in un clima di serenità affinché nulla possa incidere sulla concentrazione degli operatori in nodo che gli stessi possano  garantire la migliore assistenza sanitaria.

Purtroppo, in Puglia il tributo che i medici hanno “ pagato” è stato piuttosto alto. La morte della dott.ssa Maria Monteduro, durante il servizio di guardia medica, è l’episodio più eclatante. Un analogo avvenimento in Sardegna ha indotto il Capo dello Stato ad attribuire alla memoria della dott.ssa Roberta Zedda, barbaramente uccisa nell’esercizio delle sue funzioni, la medaglia d’oro al valore civile.

I medici, dunque, chiedono agli amministratori rispetto per la propria professione, al fine di garantire il miglior servizio ai cittadini.

Rispetto significa: garantire turni adeguati ai medici. Spesso, per la carenza del personale, i sanitari sono costretti a turni massacranti per evitare di lasciare scoperto il turno o la postazione.

Rispetto significa: garantire al personale sanitario le ferie ed i turni di riposo previsti. Molti medici del 118 anche quest’anno non avranno la possibilità di usufruire di un diritto garantito dalla legge.

Rispetto significa: operare in strutture dignitose sia per gli operatori sanitari che lavorano sia per i cittadini che vi accedono. Le Guardie Mediche sono spesso ubicate in spazi angusti e non areati. Mancano in molti casi anche i “vecchi Ventilatori” con temperature in alcune ore della giornata al limite di ogni umana sopportazione.  Talvolta i locali non brillano certo per l’igiene. Molti ambulatori non sono idonei per lo svolgimento di questa attività.

Rispetto significa: garantire a tutti gli operatori sicurezza. Per il Pronto Soccorso, attraverso la presenza di idoneo personale addetto alla sicurezza. Per le  guardie mediche attraverso l’ubicazione delle sedi in un Presidio Ospedaliero dotato di personale di sicurezza o, in mancanza, attraverso il collegamento diretto con le forze dell’ordine. Per il 118 attraverso il coordinamento con le Forze dell’Ordine nel caso di interventi a seguito di episodi criminosi.

Rispetto significa: ricevere uno stipendio dignitoso. Molti medici del 118 ricevono uno stipendio monco di alcune significative indennità. Ad altri, non sono versati neanche i contributi previdenziali all’ENPAM, così come previsto dalla legge.

Rispetto significa: per lo Stato e le Regioni adempiere ai propri compiti istituzionali firmando il contratto di lavoro oramai scaduto da oltre quattro anni.

Rispetto significa: credere nella professione medica e nel ruolo del Servizio Sanitario Nazionale di cui i medici sono i principali attori. Il cronico sottofinanziamento del Sistema e la devolution rischiano di far fallire il Servizio Sanitario Pugliese con conseguenze disastrose per la tutela della salute pubblica.

Bari, 26 luglio 2004

 

 

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