Fermiamo il linciaggio della professione medica

 

Lettera al Direttore

Fermiamo il linciaggio della professione medica!

Pregiatissimo Direttore,

le scrivo dopo l’ennesimo episodio di violenza compiuto ai danni dei medici nella nostra Regione per lanciare un appello a tutte le forze sociali e politiche pugliesi, nonché a tutti i cittadini, per avviare un’opera di forte sostegno nei confronti del nostro servizio sanitario regionale che garantisce a tutti, ricchi e poveri, il diritto alla salute previsto dall’art. 32 della Costituzione Italiana.

L’uso e l’amplificazione strumentale - spesso per fini politici - di alcune disfunzioni che, in un sistema così complesso come quello sanitario, possono – anche se non dovrebbero - verificarsi contribuisce in maniera errata, secondo noi, a screditare oltremodo un sistema che sinora ha garantito e garantisce elevati livelli di tutela della salute pubblica. In conseguenza ne scaturiscono forme di intolleranza e di violenza contro gli operatori sanitari.

Ieri è stata la volta del dott. Giampiero Esposito, noto e stimato cardiochirurgo - primario di cardiochirurgia della clinica Città di Lecce -  ridotto in fin di vita da un anziano signore che lo ha colpito alla testa con un cacciavite, a seguito della morte di sua moglie di cui lo riteneva, erroneamente, responsabile.

Un episodio gravissimo che è solo l’ultimo di una serie di atti di intimidazione e di violenza che in questi giorni hanno colpito i medici. I colpi di arma da fuoco sparati contro la sede della Guardia medica di Porto Cesareo nonchè l’aggressione subita dai medici di Guardia di Modugno sono soltanto gli ultimi di innumerevoli atti di violenza che siamo costretti a registrare.

Domani si riunirà, presso la Prefettura di Bari, il Comitato per la sicurezza, presieduto dal Prefetto, per affrontare questi problemi.

Sebbene le azioni di repressione esercitate dalle forze dell’ordine siano fondamentali, bisognerebbe a nostro avviso avviare un percorso culturale e politico che, pur nel rispetto del diritto all’informazione e del dibattito politico, preservi comunque un sistema che persegue solidarietà ed equità, garantendo le stesse prestazioni sia ai disoccupati sia a coloro che versano i contributi per sostenerlo.

Sarebbe opportuno ricordare anche che il medico non ha poteri soprannaturali e che la medicina non può assicurare sempre ed in ogni caso la guarigione dalle malattie. Amplificare le aspettative dei cittadini, nascondendo i limiti oggettivi delle conoscenze scientifiche, che caratterizzano l’esercizio dell’attività medica, significa creare i presupposti  per le reazioni esasperate ed ingiustificabili che spesso si traducono in atti di violenza contro il medico.

I dati sullo stato di salute della Regione Puglia indicano “in crescita i decessi per tumore, per infarto del miocardio e per malattie del sistema nervoso centrale (queste ultime comprendenti le diverse forme di demenza) nell’ultima fascia di età ( >80 anni). In discesa risultano invece le morti per malattie dell’apparato respiratorio negli ultrasessantenni. In diminuzione, anche, nei soggetti di età compresa fra 60 e 79 anni, le malattie dell’apparato cardiocircolatorio, con particolare riferimento ai disturbi circolatori del circolo cerebrale”.

In definitiva si può affermare che l’aspettativa di vita dei cittadini pugliesi è in aumento e conseguentemente aumenta l’età media con tutte le patologie correlate. Il sistema sinora ha fatto fronte egregiamente alle esigenze sempre più crescenti della popolazione e pertanto ha dato prova di efficacia. Sarebbe irresponsabile, specialmente per coloro che hanno il compito di gestire e di programmare, screditare il sistema per fini meramente di parte in quanto ciò si traduce in un danno al bene comune che può colpire in prima battuta gli operatori ma che in realtà si ritorce sempre e comunque contro il cittadino. 

Bari, 24 maggio 2007

 

Filippo Anelli

Segretario Generale Regionale

Vice Presidente dell’Ordine dei Medici di Bari

 

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