Fuori del nomenclatore tariffario regionale alcune prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale

fonte: Tuttosanità News

Fuori del nomenclatore tariffario regionale alcune prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale



Dopo i dispositivi e ausili protesici inclusi nell'elenco 1 al D.M. n. 332/1999 e le tariffe relative alle prestazioni termali, è la volta di alcune prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale. Anche in questo caso la Regione non è in grado di farvi fronte con fondi propri a seguito degli effetti del già citato Decreto Ministeriale del 12 settembre scorso ("Ricognizione e primo aggiornamento delle tariffe massime per la remunerazione delle prestazioni sanitarie"). Lo ha deliberato la Giunta regionale pugliese.
Tale D.M. , all’art. 3, dispone, tra l’altro, che in attesa dell’emanazione del nuovo nomenclatore tariffario delle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale: “le tariffe massime per la remunerazione delle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale a carico del SSN sono quelle individuate dal decreto del Ministro della sanità del 22 luglio 1996…”. Resta a carico del bilancio delle Regioni la remunerazione delle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale inserite dalle stesse Regioni e non comprese nel citato D.M. 22.07.1996. Dalla data di entrata in vigore del decreto, infine, gli importi tariffari stabiliti con provvedimenti regionali e superiori alle tariffe massime previste dal D.M.. 22.07.1996 restano a carico dei bilanci regionali per la parte eccedente le tariffe ministeriali.
Di qui le conseguenti decisioni della Giunta regionale, per cui dall'1 maggio prossimo le prestazioni specialistiche previste a carico del SSR con le precedenti delibere della Giunta regionale nn. 1392 del 5.10.2001, 295 del 15 marzo 2004 e n. 427 del 4 aprile 2006 sono fuori del nomenclatore tariffario regionale.
Unica eccezione quella della "dialisi peritoneale domiciliare nipd e ocpd" (prevista con la deliberazione della giunta n. 478 del 20 marzo 1998 in quanto "l’eliminazione della stessa, rendendo obbligatorio l’utilizzo della prestazione di emodialisi in regime ospedaliero, determinerebbe un aumento dei costi (la relativa prestazione è più onerosa della prestazione di dialisi peritoneale domiciliare) e una peggiore riabilitazione dei pazienti che devono recarsi in ospedale anziché dializzare presso la propria abitazione. La dialisi peritoneale domiciliare consente, inoltre una più duratura conservazione della funzione renale rispetto all’emodialisi".

 

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