Giunta regionale: cinque aree prioritarie per gli investimenti in sanità  

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Giunta regionale: cinque aree prioritarie per gli investimenti in sanità  

Giunta regionale: cinque aree prioritarie per gli investimenti in sanità

“Sviluppo della politica dei LEA”; “cure primarie”; “rete integrata dei servizi sanitari e sociali per la non autosufficienza”; “centri di eccellenza”; “comunicazione istituzionale”. Sono queste le 5 aree prioritarie su cui si incentra il programma di utilizzo delle quote vincolate agli obiettivi del Piano sanitario nazionale 2003-2005, le cui relative risorse finanziarie (poco più di 85 milioni di euro per la Puglia) sono state assegnate dalla Conferenza Stato – Regioni del 29 luglio scorso. La Giunta regionale pugliese ha approvato i progetti di piano per il 2004.

Primi punti di questo programma sono il potenziamento della rete integrata per la non autosufficienza e la realizzazione di strumenti per la verifica costante della qualità nei servizi sanitari e sociali in una logica di crescente integrazione e costante miglioramento.
Gli altri progetti, a largo spettro, riguardano interventi connessi al potenziamento delle capacità delle strutture di medicina e chirurgia d'accettazione e d'urgenza, delle attività relative allo studio ed al controllo del rischio clinico e di quelle per la gestione dell'assistenza nelle residenze sanitarie, per poi estendersi agli strumenti di miglioramento organizzativo dei distretti sanitari con l’attivazione di specifici programmi di promozione ed armonizzazione delle attività territoriali in tutta la regione.
L’obiettivo di rendere sempre più uniforme e qualificato lo standard di servizio e di prevenzione prevede in tutta la Puglia, , accanto allo sviluppo delle attività vaccinali e di programmi di educazione alla salute, il potenziamento specifico delle attività di prevenzione nefrologica e delle complicanze del diabete che sta divenendo, anche nella nostra regione, una vera malattia sociale.
Notevole è il ruolo assegnato ai medici di medicina generale e di libera scelta ed alle loro associazioni, prevedendo, tra gli altri, progetti rivolti alla implementazione dell'attività di ospedalizzazione domiciliare ed all’ulteriore potenziamento ed incremento del numero degli Ospedali di Comunità che divengono, quindi, in particolare per le aree non urbane, il primo punto di sicurezza sanitaria e di integrazione coordinata delle diverse azioni di tutela della salute della persona.
Una attenzione particolare, accanto al consolidamento delle attività di prevenzione oncologica, è stata rivolta verso coloro che sono colpiti dal male del secolo, con specifici progetti che riguardano il potenziamento e la qualificazione delle strutture ospedaliere per l'assistenza oncologica, l’implementazione delle attività delle residenze sanitarie per le cure palliative, della comunicazione e dell’assistenza domiciliare per i pazienti affetti da questo male e da fibrosi cistica.
In materia di riabilitazione sono previste specifiche azioni dipartimentali relative alle attività di medicina fisica e riabilitazione che prevedono, tra le altre, l’implementazione dell’assistenza riabilitativa domiciliare.
Vi sono poi specifici programmi in materia di implementazione dei processi educativi e formativi nel campo delle malattie genetiche, di innalzamento dei livelli di sicurezza dei consumatori, in particolare riguardanti la prevenzione ed il controllo delle malattie da enteropatogeni e progetti speciali per lo sviluppo, l’organizzazione ed il collegamento dei centri di eccellenza regionali con quelli nazionali ed esteri, nonché quello per rendere ormai concreta, dopo decenni di esperienza nel campo dei trapianti, con ottimi risulti, la capacità che nell’Azienda Ospedaliero – Universitaria “Policlinico” di Bari, si possano tra breve, unico centro nel Mezzogiorno, e tra i pochissimi in Italia, realizzare trapianti simultanei pancreas-rene (SPK).
Completano questo quadro mirato al miglioramento i progetti per lo studio dei disturbi della sessualità e dell'identità in genere e la valorizzazione del ruolo dei centri di riferimento delle malattie rare all'interno dei dipartimenti.

 

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