Ticket: si corregge con emendamento a decreto "mille proroghe"

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(regioni.it) Il “sistema ticket” varato con la finanziaria sarà rivisitato e corretto con un emendamento al Decreto “mille proroghe”. E’ questa la conclusione alla quale è giunto il lungo vertice di oggi (18 gennaio, ndr) fra gli Assessori alla salute delle Regioni e il Ministro Livia Turco. Quest’ultima ha infatti dato la propria disponibilita' a preparare tale emendamento per modificare i ticket sanitari per la diagnostica.

Il coordinatore degli assessori regionali alla sanita', Enrico Rossi, ha sottolineato il fatto che la vicenda chiama comunque in causa il tema delle compartecipazioni, che va rivisto nel suo complesso. L’Assessore della Regione Toscana, Rossi, ha comunque giudicato positivo il fatto che il ministro Turco sia disponibile ''d'intesa con noi, ad assumere una iniziativa di tipo normativo che corregga il fatto che vi sono ticket che per alcune prestazioni rischiano di essere superiori al costo stesso dalla prestazione, collocando un pezzo di sanita' pubblica fuori mercato''. “Domani (il 19 gennaio, ndr) - ha aggiunto Rossi - sara' formulata una proposta tecnica che quanto prima sara' trasformata in un provvedimento legislativo, in tempi rapidissimi. Si e' convenuto con il ministro che questa vicenda chiama anche in causa il tema generale delle compartecipazioni: oggi vi sono tante distorsioni, e' importante che si affronti il tema Regioni e Governo insieme, stabilendo le regole che consentano alle singole Regioni di muoversi come meglio ritengono ma all'interno di un criterio di uniformita'. Bisogna che sia chiara la regola e il perche' della compartecipazione. Non si puo' promettere in un giorno di cambiar tutto ma ritengo  che questa intesa apra la strada a un lavoro serio tra Regioni e Governo per stabilire principi e regole della compartecipazione alla spesa sanitaria. Del resto - ha concluso Rossi - il decreto Bindi del '98 questo faceva, poi e' stato smantellato dalle varie Finanziarie che si sono succedute”.

Da domani (19 gennaio, ndr) si costituirà un tavolo di lavoro governo-regioni che lavori in tempi brevissimi su queste modifiche. ''Vedremo domani la proposta che viene avanzata e la modifica normativa che verra' proposta'', ha commentato, al termine dell'incontro al ministero della sanità, l'assessore alla sanita' della Regione Emilia Romagna, Giovanni Bissoni. “L'importante - ha aggiunto - e' che il ministro abbia condiviso con le Regioni che effetti probabilmente non voluti di quella impostazione della finanziaria stavano producendo ingiustizie nei confronti dei cittadini ed effetti indesiderati con privatizzazioni striscianti di alcune prestazioni''.

La Lombardia – per bocca dell’Assessore Alessandro Cè - esprime però insoddisfazione per le decisioni del Ministro e conferma la volontà di ricorrere alla Corte Costituzionale''Nonostante il ministro Turco abbia riconosciuto l'errore fatto in finanziaria con i ticket - ha detto, uscendo dall'incontro con il ministro e gli altri assessori - non ha pero' deciso di abolire i ticket sanitari che hanno ripercussioni negative per i cittadini''. Per questo motivo, ha concluso Ce', ''Faremo ricorso alla Corte Costituzionale, visto che 830 milioni di euro, che dovrebbero entrare dai ticket, la Lombardia non incassera' alcunché”.

Molto critico anche l’assessore del Veneto Flavio Tosi che esprime dubbi: “Non so se il ministro Turco - afferma Tosi - avrà il coraggio e la possibilità di fare dietrofront. Anche perché- aggiunge - il problema ora investe in prima persona anche il ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa. Lo Stato non può scaricare su di noi la responsabilità del ticket. Noi - conclude l'assessore - non possiamo farci carico degli errori del Governo''.

L’intervento ministeriale è invece giudicato opportuno dall’Assessore Antonio Fosson della Valle d’Aosta: ''Era necessario intervenire - spiega Fosson - perche' questo ticket ha creato numerosi problemi sia ai cittadini che al Servizio sanitario nazionale, tesi ribadita anche dall’Assessore della Regione Umbria Maurizio Rosi, rendendo poco competitive le prestazioni pubbliche rispetto a quelle private''.

Ed è proprio questa “La modifica cui lavorerà il gruppo  di lavoro tecnico Governo-Regioni” che “avrà lo scopo di ''eliminare alcuni effetti negativi prodotti dal ticket, lasciando comunque nella sostanza quanto previsto dalla Finanziaria''. A spiegarlo e' l'assessore della sanità del Lazio Augusto  Battaglia al termine della riunione al ministero della salute. “Una cosa che verrà eliminata - ha detto - è il fatto che alcune prestazioni, come ad esempio quelle di laboratorio, con il ticket diventino più costose delle prestazioni stesse, allontanando in questo modo la gente dalla sanità pubblica. Si lavorerà quindi per correggere tali distorsioni''.

“Su questa revisione del ticket - afferma l’assessore dell’Abruzzo Bernardo Mazzocca - c'e' unità di intenti da parte di tutti gli assessori, ad eccezione di alcuni rappresentanti delle Regioni del Nord. La speranza - conclude l'assessore - e' che si arrivi a una proposta di correzione che non faccia superare la soglia dei 46 euro a prestazione a carico dei cittadini''.

Si sente relativamente tranquillo l’assessore friulano Beltrame: in Friuli Venezia Giulia si continuera' ad applicare, per gli interventi di pronto soccorso  non urgenti, la legislazione in vigore sin dal 1992. Ezio Beltrame, ha poi ricordato che per quanto concerne invece il ticket aggiuntivo di 10 euro per le prestazioni specialistiche (visite ambulatoriali ed esami clinici) questo, in Friuli Venezia Giulia, sarà richiesto solo per prestazioni superiori ai 36,15 euro.

L’incontro si è concluso con la diffusione di un comunicato stampa del Ministero della Salute: “Il Ministro della Salute Livia Turco e gli Assessori regionali alla Sanità (solo Lombardia e Veneto non si sono detti d’accordo) hanno convenuto sulla necessità di presentare un emendamento in materia di compartecipazione alla spesa per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale, al decreto legge cosiddetto “mille proroghe”. In particolare l’emendamento dovrebbe far sì che le Regioni, con provvedimento amministrativo o con intesa Stato-Regioni immediatamente operativa e fermo restando l’importo della manovra definita dalla legge finanziaria 2007, possano adottare, in alternativa alla quota fissa di 10 euro, altre forme di partecipazione alla spesa o di responsabilizzazione che abbiano effetti equivalenti in termini finanziari e di controllo dell’appropriatezza.

Si è poi convenuto sull’opportunità di una delega legislativa al Governo per l’emanazione di un provvedimento quadro che ridefinisca, d’intesa con le Regioni e nel rispetto delle prerogative regionali, il sistema della compartecipazione dei cittadini al costo delle prestazioni. L’obiettivo è quello di migliorare l’efficacia del sistema dal punto di vista dell’appropriatezza delle prestazioni e della responsabilizzazione individuale e di riequilibrarne l’impatto dal punto di vista dell’equità, con riferimento alla effettiva capacità contributiva dei cittadini, utilizzando a tal fine anche “l’Indicatore di situazione economica equivalente” per l’individuazione del diritto all’esenzione. Il Ministro della Salute ha poi reso noti i dati relativi alla disponibilità dei finanziamenti stanziati dalla legge finanziaria in materia di ristrutturazione e di ammodernamento tecnologico nel campo della sanità. Come è noto la legge finanziaria 2007 ha elevato da 17 a 20 miliardi di euro i finanziamenti previsti a partire dalla legge 67/’88 per il programma pluriennale di edilizia e ammodernamento del nostro sistema sanitario. Di tale ammontare risultano essere stati finora spesi 14,5 miliardi con una disponibilità residua di 5,5 miliardi (di cui 3 stanziati appunto dalla finanziaria 2007). Di questi ultimi sono già disponibili in “Tabella D” della finanziaria 1 miliardo di euro cui vanno ad aggiungersi ulteriori 500 milioni che, in base alle disposizioni vigenti, sono stati recuperati in quanto non ancora utilizzati. I rimanenti 4 miliardi di euro saranno invece erogati una volta presentati i programmi di investimento per la quota parte di 1,5 miliardi fino a completamento degli accordi di programma con le Regioni, che il Ministro della Salute si propone di accelerare al massimo in modo da avviare quelle opere di ristrutturazione e ammodernamento di cui il sistema sanitario ospedaliero e territoriale ha urgente bisogno”.

Spinge verso una soluzione concordata l’Assessore dell’Emilia-Romagna, Giovanni Bissoni: ''Valuteremo domani la proposta che avanzerà il ministro della Salute Livia Turco. L'importante e' che questa modifica all'applicazione del ticket sulla prescrizione di prestazioni specialistiche e diagnostiche sia condivisa da tutte le regioni”. “E' necessario - spiega Bissoni - modificare e rivedere l'applicazione di questo balzello che ha creato solo danni per i cittadini. Questo ticket infatti - aggiunge l'assessore - rendendo meno competitive le prestazioni erogate dal Servizio sanitario pubblico non fa altro che spingere gli italiani a rivolgersi alle strutture private”.

(sm/18.01.07)

 

 

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