Ticket e liste d'attesa

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(regioni.it) Fondo politiche sociali, liste d’attesa, ticket e spesa farmaceutica sempre in primo piano. La Giunta della Toscana intende sviluppare le iniziative piu' efficaci per promuovere, insieme alle autonomie locali ed alla Conferenza delle Regioni, interventi nei confronti del Governo per avere garanzie certe sull'entita' del Fondo per le politiche sociali per il 2005 e sui tempi di erogazione.

La regione che spende di piu' in sanità e' il Lazio – secondo i dati resi noto oggi ed elaborati dalla UIL - con 273 euro pro-capite, seguita dalla Sicilia con 255 euro, la Liguria con 240 euro, la Sardegna con 227 euro e la Calabria con 221 euro. In fondo alla classifica delle regioni piu' 'virtuose' in tema di spesa sanitaria c'e' invece Bolzano con 158 euro. Si avvicinano alla media nazionale Trento con 163 euro, il Veneto con 172 euro, il Piemonte con 177 euro e la Lombardia con 180 euro.

Intanto il Lazio annuncia – attraverso l'assessore regionale alla Sanita', Augusto Battaglia - l'abolizione entro l'autunno del ticket sui farmaci e dell'inizio di attivita' dell'osservatorio regionale sull'appropriatezza delle prescrizioni mediche con il compito di monitorare la spesa farmaceutica della Regione. Entro l'autunno la Regione Lazio  abolira' il ticket sui farmaci ha assicurato l'assessore alla Sanita', Augusto Battaglia, precisando che l'iniziativa riguardera' prima i farmaci generici e poi tutti gli altri.

Le differenze tra una regione e l'altra in materia di spese sanitarie sono legate anche al diverso utilizzo del ticket, a cui 10 Regioni fanno ricorso. Secondo lo studio UIL Veneto, Bolzano, Piemonte, Liguria e Lombardia sono le Regioni  che hanno reintrodotto un ticket fisso di 2 euro a confezione, fino ad un massimo di 4 euro per ricetta. Nel Lazio c'e' un ticket fisso di 1  euro per ciascuna confezione di prezzo superiore ai 5 euro; in Molise  il ticket fisso e' di 1 euro a confezione fino ad un massimo di 3 euro per ricetta.

Anche in Puglia c'e' un ticket fisso di 2 euro, fino a un massimo di 5,50 euro per ricetta e di 0,65 euro a confezione per alcune classi. In Calabria il ticket fisso da pagare per ogni confezione e' di 1 euro. Infine la Sicilia prevede un ticket fisso di 2 euro a confezione per gli assistiti con reddito superiore a 36.000 euro, di 1,50 euro  per quelli con reddito compreso tra 12.000 e 36.000 euro e di 0,50  euro per i malati cronici.

Sul ''decreto tagliaprezzi'' farmaci interviene lo stesso ministro della sanità. ''La riduzione del prezzo delle medicine puo' avere ancora piu' efficacia se tutti faranno la propria parte'', afferma in un intervento pubblicato in prima pagina sul SECOLO D'ITALIA, il ministro Francesco Storace: ''Avvertiamo la necessita' - scrive il ministro - di  segnalare anche all'attenzione dei Comuni e delle Regioni  l'opportunita' che si offre alle popolazioni amministrate.  Anzitutto rassicurare. Rassicurare la categoria che, piu' per  problemi di rappresentativita' interna che per ragioni di  merito, sembra aver reagito peggio: i farmacisti''. Storace si aspetta ''dalle Regioni una forte campagna  d'incentivo all'uso del farmaco equivalente, che avra' effetto  positivo anche sui farmaci di classe A, che sono a carico  dell'intera collettivita', e quindi anche delle Amministrazioni  del territorio. Le Regioni e i Comuni - se ritengono di poter  contribuire alla lotta al carovita pure nella sanita' pagata dal  cittadino - possono fare la loro parte anche sugli sconti piu'  consistenti. E' interesse di tutti pubblicizzare i siti della  convenienza, pubblicizzare l'elenco delle farmacie dove si  praticano gli sconti piu' consistenti''. Quanto ai Comuni, questi ''possono disporre le riduzioni di  prezzo piu' forti nelle farmacie di loro  titolarita'. Crediamo che alla fine di uno sforzo congiunto delle istituzioni -  conclude Storace - il cittadino avra' capito di non essere piu'  solo di fronte al carovita''.

E’ intervenuto anche l’antitrust. "La vendita dei farmaci generici, equivalenti a quelli griffati, consentirà un abbassamento immediato dei prezzi dei medicinali, che sono i più cari d'Europa", ha dichiarato il presidente dell'Autorità sulla concorrenza, Antonio Catricala': "Si può andare oltre - ha spiegato - e anzichè prescrivere direttamente il farmaco con la sua etichetta, si può obbligare il medico a prescrivere solo il principio attivo, ciò significa che spetterà poi al farmacista offrire al consumatore la gamma di tutti i possibili farmaci che contengono quel principio."

Nella Regione Lazio - secondo lo studio presentato dal Movimento Difesa del Cittadino - emergono luci e ombre. Secondo i dati di Mdc su dieci Asl di Roma, realizzata nei mesi di febbraio e marzo 2005 per verificare l'efficienza delle strutture nella prima fase di contatto con il cittadino. In primo luogo la fila agli sportelli: la situazione e' positiva se si calcola che nel 90% dei casi negli uffici e' presente un sistema automatico di attesa, con numero da ritirare e cartelloni elettronici ed e' inoltre possibile prenotare una visita tramite un numero verde. Solo nell'8% dei casi l'attesa per gli utenti supera i trenta minuti e circa la meta' degli sportelli e' attiva. Il lato negativo e' pero' legato alla difficolta' di reperire informazioni e presentare reclami. Gli addetti a questi servizi si sono rivelati assenti in oltre il 65% dei casi e addirittura nell'80% dei casi l'ufficio dedicato alle informazioni e ai reclami non esiste proprio. Queste mancanze provocano disagi soprattutto alle persone piu' anziane che fanno fatica ad orientarsi con i nuovi sistemi tecnologici e non trovano diversamente risposte alle loro domande.  

Intanto i radiologi del Lazio sono pronti ad aderireal patto medici-assessori contro le liste d'attesa. Lo ha  affermato il segretario del Sindacato Nazionale Radiologi (SNR) Francesco Luca': ''Siamo disponibili ad aderire al patto fra medici ed  assessori proposto dai responsabili regionali della Sanita' del  Lazio, Augusto Battaglia, e dell'Emilia Romagna, Giovanni  Bissoni. Le liste d'attesa - ha affermato Luca' - si possono  ridurre solo con un'intesa fra medici e responsabili politici”.

Consumismo sanitario o sacche di inappropriatezza gonfiano le liste sanitarie la cui soluzione, secondo gli assessori alla sanita' dell'Emilia Romagna Giovanni Bissoni, e del Lazio, Augusto Battaglia, e' di fatto un'utopia. Meglio, sostengono, intervenire per garantire la loro trasparenza chiamando i medici a fare la loro parte.

''Chi promette di abolire le liste di attesa promette panzane'' afferma Bissoni, ricordando che tutti i ministri della salute, appena arrivati a capo del dicastero, hanno tentato di misurarsi con questa questione. ''Quello che dobbiamo fare - ha aggiunto - e' garantire la trasparenza di queste liste, l' equita' degli accessi e la gestione delle urgenze''. Per Bissoni in ogni caso, esiste un altro problema direttamente collegato ai tempi di attesa dei cittadini. ''C'e' troppo consumismo sanitario - ha spiegato - e' per questo serve un patto con i medici''.

''Perche' questo strumento funzioni - ha confermato Battaglia - servira' la collaborazione dei medici, delle Asl, delle aziende ospedaliere, delle farmacie e dei servizi farmaceutici degli ospedali”. Tagliare i ticket e diminuire allo stesso tempo la spesa farmaceutica sembra un progetto molto ambizioso, ma in regione si guarda anche all'esperienza di altre realta', come per esempio la Toscana, dove la razionalizzazione del sistema, anche grazie al buon funzionamento dell'informatica ha permesso di ridurre la spesa farmaceutica al 13% del totale della spesa sanitaria regionale, come previsto peraltro dalla normativa nazionale. 'Non partiamo da zero - dice con tono ottimista Battaglia - il sistema informatico esiste ma non e' mai stato utilizzato correttamente. Ora si tratta di migliorare alcuni dettagli tecnici e soprattutto di farlo funzionare bene'.

(gs)

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