La Puglia elimina l'addizionale Irpef

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"L' unica aliquota di competenza strettamente regionale e' stata completamente azzerata da parte della giunta regionale della Puglia''. Lo sostiene l' assessore al bilancio della Regione Puglia, Rocco Palese, che ha presentato in una riunione di giunta straordinaria, il disegno di legge con il quale e' stata eliminata l' addizionale regionale Irpef per la quota rientrante nella libera disponibilita' regionale. ''E' un grande risultato - afferma Palese (nella foto) - nel momento in cui nel Paese si parla di accordi e di priorita', inserite anche nel documento di programmazione economica e finanziaria del
governo sulla fiscalita' di vantaggio per il Mezzogiorno e per le aree deboli e nel momento in cui c'e' questo grande dibattito e contrapposizione tra il governo e gli enti locali, in genere le Regioni, per il blocco delle addizionali''. ''Mi sembra - afferma ancora - che in Puglia si vada invece nel senso giusto, nel senso dovuto, nel senso richiesto da istituti completamente neutri come il Fondo monetario internazionale, come la Banca centrale europea, come chiesto dal governatore della Banca d'Italia il quale dice che per aumentare la competitivita' del sistema, cosa indispensabile della ripresa economica, una delle primissime cose da fare e' proprio quella dell' abbassamento della pressione fiscale''. ''A questo - afferma Palese - si aggiunge un atteggiamento e una politica finanziaria da parte della Regione Puglia che ha sempre mantenuto negli anni, per quanto riguarda la pressione fiscale, una linea costante, decidendo, pur potendolo fare, di non mettere le mani nelle tasche dei cittadini per poter avere maggiori risorse da per gestire''. ''La decisione di aumentare l' Irpef e' stata presa in via del tutto eccezionale, perche' obbligati - ha detto Palese - dalla legge per ripianare la sanita'''. ''Il problema della spesa sanitaria - ha concluso Palese - e' stato fortemente contenuto in Puglia da una serie di riforme e di leggi, che hanno consentito di raggiungere questo risultato, che Ŕ un risultato dei pugliesi''.
I pugliesi, carte alla mano, sono ora ''i cittadini con la minor pressione fiscale di competenza regionale''. Il presidente della Regione Puglia, Raffaele Fitto, lo ha affermato con soddisfazione in un incontro con i giornalisti. Su un reddito mensile di 1000 euro, i pugliesi - calcolando una diminuzione Irpef dello 0,3% - guadagneranno 40 euro all'anno. La Regione Puglia, riducendo l'Irpef, incasserÓ 46 milioni di euro in meno all'anno. La giunta regionale nel 2002 aument˛ l'Irpef regionale dello 0,5% che si aggiungeva allo 0,9% gia' in vigore dal primo gennaio del 2002 (in seguito al decreto legislativo 56 del 2000). Un aumento deciso per coprire i debiti della sanita' relativi al 2001 (288 miliardi di lire). Nel 2003 l'aumento passo' dallo 0,5% allo 0,3% e nel 2004 e'  sceso allo 0,2%. ''Ma lo avevo detto e mantengo i patti: ho  chiesto ai pugliesi sacrifici - afferma Fitto - ma aggiunsi anche che sarebbero stati temporanei''. ''In una situazione 'di stallo' del processo federalista accompagnata da una difficile condizione finanziaria del Paese, la Regione Puglia - ha aggiunto Fitto - si sottrae a questa condizione negativa perche' il proprio bilancio gode di buona salute'' ed ''e' sicuramente una delle Regioni con la minore pressione fiscale''.
''Completiamo - ha detto Fitto - un percorso avviato sostanzialmente nel 2001 quando, alla luce dell'accordo fatto con il governo, individuammo la necessita' di aumentare l'aliquota Irpef regionale per risanare il deficit della nostra Regione, in modo particolare quello sanitario''. Dopo i miglioramenti ottenuti nella gestione della spesa sanitaria, le risorse derivate dal gettito dell'imposta Irpef sono state finalizzate anche ''a sostenere la spesa di investimento per interventi di ristrutturazione edilizia e di ammodernamento tecnologico del patrimonio sanitario pubblico''. Con
l'approvazione della misura decisa oggi, la giunta pugliese introduce all'interno e a conclusione del processo di risanamento finanziario del bilancio regionale, ''una contestuale progressiva attenuazione - ha detto Fitto - della  pressione fiscale regionale per un ammontare di oltre 46 milioni di euro annui, e con una riduzione complessiva, nell'ultimo triennio, relativamente allo 0,5% di 115 milioni di euro''. "Una misura - ha continuato Fitto - che si inserisce in una fase negativa dei conti pubblici del Paese, con un bilancio statale che per il 2005 necessita di una manovra finanziaria correttiva di 24 miliardi di euro''. ''A tutto cio' - ha evidenziato ancora Fitto - si aggiungono i noti problemi derivanti dal decreto legislativo n.56 del 2000 sul federalismo fiscale, in relazione al quale questa Regione ha da tempo posto con urgenza e con determinazione, la necessita' di apportare gli indispensabili correttivi per non procrastinare la penalizzazione delle Regioni del Mezzogiorno''.
Per quanto riguarda le aliquote Irpef di addizionale regionale, sono numerose - e' stato fatto presente - le Regioni che hanno adottato aliquote superiori a quella base dello 0,90%.
Tra queste, la Calabria, la Lombardia, le Marche, il Piemonte, l'Umbria e il Veneto. Mentre, per quanto riguarda l'Irap, si registrano alcune Regioni (Marche, Toscana, Veneto) che hanno adottato aliquote superiori a quella base del 4,25. La Calabria, la Campania e il Veneto, inoltre, hanno apportato aumenti del 10% e le Marche del 7,98% alle tariffe relative alle tasse automobilistiche. La Campania, infine, e' stata costretta ad aumentare l'imposta regionale sulla benzina per autotrazione dello 0,02582 al litro.
''Noi - ha concluso Fitto - abbiamo provveduto a realizzare una politica complessiva di contenimento della pressione fiscale regionale anche per meglio sostenere il processo di rilancio del
tessuto produttivo e sociale della Puglia, specie in una fase, come l'attuale, in cui sono presenti importanti opportunita' finanziarie nel bilancio regionale da indirizzare verso linee progettuali e programmatiche incisive e ben definite''
(red)
 

 

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