Fitto: federalismo fiscale da ripensare

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Fitto: federalismo fiscale da ripensare

Interviene sul tema del federalismo fiscale  e non solo il Presidente delle Regione Puglia, Raffaele Fitto (nella foto), con due interviste rilasciate rispettivamente al Quotidiano Nazionale e a il Sole 24 ore, subito dopo l'incontro tra i Presidenti delle regioni del mezzogiorno e il ministro delle riforme Roberto Calderoli (cfr. notizia precedente).
''Non si apre - afferma Fitto - il tavolo su questo tema (il federalismo fiscale,, ndr) se non si blocca l'attuazione del decreto legislativo 56 del 2000, quello che individua criteri di riparto delle risorse tra le Regioni nell'ambito della costituzione del fondo perequativo che punisce il Sud''. ''Sono moderatamente ottimista -aggiunge Fitto - perché mi sembra che ci sia una impostazione nuova, Calderoli mi è apparso aperto al dialogo, però abbiamo parlato soltanto di principi generali. Il metodo e' importante, ma c'e' bisogno di una verifica dopo il tavolo di maggioranza che si apre oggi per vedere il testo che verrà fuori''.
Quanto ai principi inderogabili per i Presidenti del sud, Fitto cita, riguardo alla riforma in discussione in parlamento: ''la contestualita' dell'elezione e della decadenza di senatori e rappresentanti degli enti locali nel Senato federale''.
''Importante, poi -dice- nel trasferimento di competenze esclusive alle regioni servono punti fermi nella riforma che mantengano saldo e forte il principio di solidarietà e unitarietà dello stato. Prendiamo la sanità: l'ipotesi -osserva Fitto- di inserire tra i principi generali la tutela della salute mi sembra che allontani i rischi che la devolution puo' presentare''.
Non solo - nella intervista a il Sole 24 ore - Fitto si dice pronto a cedere materie come l'energia o le comunicazioni allo Stato, ma non a perdere le risorse in nome del federalismo fiscale, e sottolinea: ''il fisco federale non può essere disegnato partendo dai parametri del decreto 56/2000. Tanto vale riazzerare tutto, bloccare questo provvedimento che porterebbe la sola Puglia a perdere nel 2013 600 milioni di euro e avvierebbe un meccanismo perverso contro il Mezzogiorno. Il decentramento fiscale va ripensato a bocce ferma, ricorrendo a un surplus di riflessione''.
Quanto invece all'ipotesi di sottrarre alle Regioni alcune competenze, come l'energia, i trasporti, le comunicazioni e gli ordini professionali, ''sono personalmente favorevole - dice Fitto - a un ritorno allo Stato di queste competenze. Le materie a legislazione concorrente non hanno fatto altro che produrre ricorsi su ricorsi davanti alla Consulta con un effetto di paralisi su tutti gli enti. Se si riducono si fa l'interesse di tutti. Anche Calderoli si è detto favorevole''. Il Presidente della Puglia, inoltre, si dice ''contrario al metodo della pura cooptazione dei presidenti di Regione nel Senato'' e preferirebbe che ''venissero eletti'', ferma restando la necessità ''di una totale contestualità fra l'elezione del Senato e quella dei consigli regionali''.
(sm)
 

 

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