Corte dei Conti: Invariato il rapporto tra SSN e PIL

Clicca qui per ritornare all'Home Page

periodico telematico regioni.it  www.regioni.it

Oltre 11 milioni di euro (11.320.360) per il settore sanità. A tanto ammontano i fondi che lo Stato,per il 2003, ha destinato all'intero comparto, secondo quanto rileva la Corte dei Conti nella sua relazione annuale.
Tali risorse sono riconducibili a diversi dicasteri: oltre a quello della Salute, che vi partecipa con 1.346.881 euro di stanziamenti definitivi, 9.962.712 euro concernono il ministero dell'Economia e delle Finanze, 9.635 quello della Difesa e 1.132 quello delle Politiche Agricole. Le appostazioni contabili sul bilancio dello Stato, tuttavia, sono risultate meno significative rispetto agli scorsi anni, a causa dell'attuazione del federalismo fiscale: il finanziamento dell'assistenza sanitaria nelle Regioni a statuto ordinario si fonda infatti sulla finanza regionale. Gli stanziamenti afferenti al bilancio 2003 sono risultati inoltre ridotti rispetto a quelli degli esercizi precedenti sia per le esigenze di contenimento della spesa, sia per effetto della disposizione inserita nella manovra di bilancio. Il rapporto spesa SSN/PIL risulta essere invariato rispetto al 2001 e al 2002, attestandosi al 6,3%.
I principali indicatori contabili evidenziano poi assegnazioni complessive del ministero nel 2003 pari a 1.401,51 milioni di euro di stanziamenti definitivi, con un forte incremento rispetto alle previsioni iniziali, pari invece a 905,11 milioni. La gran parte delle risorse (1.387,38 mln) attiene alla parte corrente, mentre in conto capitale gli stanziamenti ammontano a soli 14,13 milioni. Le risorse piu' cospicue del ministero si riconducono al Centro di responsabilita' per l'Ordinamento sanitario, ricerca e organizzazione, per il quale si evidenziano 756,81 mln di euro. All'Istituto Superiore di Sanita' sono destinati 108,10 mln, mentre gli stanziamenti definitivi di competenza per la ricerca scientifica, di rilievo nella politica del ministero, sono 331,09 mln, tutti impegnati. Incrementate le risorse per gli indennizzi alle vittime di trattamenti da emoderivati (da 13,56 mln previsti inizialmente ai 187,24 definitici), mentre per l'assistenza sanitaria in materia di trapianti si rinvengono 3,56 mln di fondi, tutti non pagati. Per il programma Aids, assegnati invece 3,17 milioni di euro.  La Corte dei Conti rileva, per il 2003,  "sensibili innovazioni" nel ministero della Salute, con una "sempre piu' forte proiezione del ministero nel servizio sanitario nazionale". "Appaiono - si legge nella relazione - poste le basi per una compiuta esplicazione del ciclo programmatico all'interno del ministero che evidenzia peraltro un percorso più articolato che interagisce con il sistema delle Regioni e delle stesse aziende sanitarie". Maggiore spessore assume anche " il monitoraggio dei livelli essenziali di assistenza". Tra le novità più importanti, l'istituzione dell'Agenzia Italiana del Farmaco e la rinnovata configurazione organizzativa, suddivisa in tre dipartimenti e dieci direzioni generali.
Le criticità finanziarie del comparto sanitario non sembrano comunque essere superate: i risultati del 2003,infatti, si giovano, "in misura non irrilevante", dice la Corte, dello slittamento al 2004 degli effetti attesi dal rinnovo dei contratti collettivi di lavoro 2002-2003 per il personale del servizio sanitario nazionale. "La stipula del contratto collettivo - si legge nella relazione - determina fondati motivi di preoccupazione circa la sostenibilità degli oneri di personale che il contratto ha introdotto a carico delle aziende sanitarie". Questi problemi, inoltre, sono destinati a riproporsi in occasione del rinnovo, annunciato a breve, del contratto nazionale per la dirigenza medica.
E di sanità i magistrati contabili si sono occupati , secondo quanto riporta la newsletter della Corte dei conti, anche a livello territoriale con riferimento alla Regione Campania. Con l’approvazione del primo Piano sanitario regionale per il periodo 2002/2004, varato dall’assemblea regionale campana nel giugno 2002 e tradotto nella l.r. n. 10/2002, la Regione Campania delinea il nuovo assetto istituzionale e organizzativo del Servizio sanitario sul territorio, introducendo alcune novità di rilievo in tema di programmazione e controllo delle aziende sanitarie regionali, dove viene privilegiato un modello più decentrato e concertativo delle relazioni istituzionali a sostegno del processo di aziendalizzazione. Ma un efficace recupero dell’appropriatezza degli ambiti assistenziali presupporrebbe “un più alto livello di raccordo e integrazione dei servizi territoriali ed ospedalieri, da conseguirsi anche attraverso la realizzazione di un efficiente ed efficace sistema informativo e di relazione a rete non unidirezionale su cui la Regione non può, al momento, contare” – constata la Corte. Quanto alla gestione finanziaria del settore, la Sezione regionale di controllo per la Campania rileva che “il fabbisogno sanitario per l’anno 2002 si è rivelato di dimensioni sensibilmente superiori alle attese (7.365 M euro), mentre il finanziamento complessivo è risultato lievemente inferiore al previsto (6.891 M euro). Tale esito si aggiunge alla perdita del finanziamento integrativo del fabbisogno 2001 (previsto, per la Campania, in 331 M euro), a seguito della mancata osservanza dei vincoli stabiliti con il Patto di stabilità interno per il 2001, con conseguente crisi di liquidità. In tale contesto, però, “l’evoluzione della spesa corrente in sanità, per quanto in costante aumento, segna per il 2002 risultati comunque incoraggianti sotto il profilo della tendenza ad un più contenuto fabbisogno complessivo”, con l’eccezione dell’impennata della spesa per personale e per beni e servizi, sia pure mantenutasi al di sotto della media nazionale (cfr. la Delibera n. 9/2004 della Sezione regionale di controllo per la Campania e testo della Relazione)
(gs)

 

Home

Fimmg Bari: Sezione Telematica e Comunicazione