Via l'esclusività dei medici?  Ma chi paga?

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Via l'esclusività dei medici?  Ma chi paga?
Via l'esclusività dei medici? Ma chi paga? Non è ancora stato definito l'annunciato provvedimento di riforma che vuole cambiare il lavoro medico, ma ha già creato un bel subbuglio e non solo nel mondo politico sanitario. La riforma, promessa dal Ministro della salute Girolamo Sirchia potrebbe essere un disegno di legge o un decreto del governo. Non c'è nulla di ufficiale, ma si parla di  misure di liberalizzazione del rapporto esclusivo di lavoro dei medici nel Servizio Sanitario Nazionale. Via quindi le penalizzazioni di carriera in caso di scelta di svolgere l'attività libero professionale non in esclusiva (e quindi in extramoenia). Con lo stesso provvedimento potrebbe essere anche allungata l'età pensionabile fino a 70-72 anni.
''L'impegno che era stato preso dalla casa delle libertà, maturata all'interno di Forza Italia assieme alle istituzioni parlamentari e governative'', ha ricordato Tomassini.
Il sindacato Intesa medica apprezza con cautela: ''Dopo tre anni di promesse e iniziative abortite, ci si augura stavolta che ''l'uovo di Pasqua contenga il regalo''. ''I medici non chiedono promesse elettorali - dice il presidente della Cimo-Asmd, Stefano Biasioli - ma fatti concreti come un nuovo ordinamento professionale, un nuovo contratto e nuovi atteggiamenti da parte delle istituzioni, Regioni e Governo''.
Per i sindacati Anaao-Assomed-Civemp, Fesmed e Umsped che confermano le proteste annunciate: lo sciopero nazionale di 24 ore e la grande manifestazione a Roma previsti per il 24 aprile:  "prima di giungere ad un giudizio definitivo, bisogna uscire dalla genericità degli annunci propagandistici per verificare in concreto che sia mantenuta la integrità della indennità di rapporto esclusivo ed il buon funzionamento delle strutture del Ssn''.
Per Rosy Bindi, responsabile delle politiche sociali della Margherita: ''ai medici si diceva non ho soldi per i vostri stipendi ma potete guadagnarveli come e dove volete. Si torna al primario che smista i pazienti nello studio privato, al capo dipartimento che interrompe l'intervento perche' lo chiamano nella clinica privata''.
Per Cgil, Cisl, Uil ''e' irresponsabile e superficiale il modo di giocare con le aspettative di tutti gli operatori, con  le uscite che gettano benzina sul fuoco di una situazione gia' sufficientemente esasperata''.
Un commento anche da parte dell'assessore alla sanita' dell'Emilia-Romagna Giovanni Bissoni: ''la proposta di riordino della dirigenza medica a cui sta lavorando il Governo ha una connotazione smaccatamente elettorale''.
Intanto fa discutere
 la sospensione da parte della Corte dei Conti dell'ultimo contratto di settore firmato: ''Capisco lo sconcerto dei sindacati, ma li invito a non tramutare una questione che e' preoccupante, ma eminentemente tecnica, in un fatto politico'', ha dichiarato l'assessore regionale alla sanità del Veneto Fabio Gava, coordinatore degli Assessori alla sanita' delle Regioni: ''Sto dalla parte del contratto che abbiamo sottoscritto per applicarlo, anche se con moltissimi sacrifici economici e di quadratura delle risorse, non per vederlo bloccare'', prosegue Gava. Nelle prossime ore e nei prossimi giorni, quando avremo potuto valutare le motivazioni tecniche dell'intervento della magistratura contabile, definiremo le azioni da intraprendere''.  Gava riferisce poi che  il problema e' stato affrontato in una riunione del Comitato di Settore, l'organismo delle Regioni che ha trattato il contratto (presieduto dall'assessore al bilancio della Lombardia Romano Colozzi e composto dall'assessore al bilancio della Puglia Rocco Palese, da Gava e dagli assessori alla sanità della Toscana Enrico Rossi e dell'Emilia Romagna Giovanni Bissoni).
''Ci siamo incontrati con il ministro della Funzione pubblica Luigi Mazzella -prosegue Gava- ma al momento non ci sono note le motivazioni tecniche dell'intervento della Corte dei Conti. Per averle al più presto, il Comitato di Settore ha inviato una lettera urgente al Presidente della Corte''.
E' comunque chiaro che le Regioni non intendono farsi carico degli oneri derivanti dall'eventuale abolizione dell'esclusività dell'impegno dei medici ospedalieri e rilanciano chiedendo al governo di firmare sollecitamente il contratto.
''Abbiamo discusso di dirigenza medica - ha detto il vice presidente della conferenza, Vasco Errani - e si e' deciso di scrivere al governo una lettera, nella quale ribadiamo la necessità di arrivare rapidamente alla firma del contratto. A questo fine, sottolineiamo la necessità che il governo sblocchi subito la direttiva predisposta dalle Regioni, visto che ci sono i pareri favorevoli del ministero dell' Economia e del ministero della Funzione pubblica''.
''Infine - ha aggiunto Errani - ribadiamo, visti i progetti di legge in Parlamento e le notizie preoccupanti di una iniziativa del governo sull' esclusivita' di rapporto dei medici, la ripetuta indisponibilità delle Regioni a farci carico degli oneri relativi''.
Del tema dell'abolizione dell'esclusività dei medici ospedalieri, ha detto Ghigo, si parlerà con il Ministro Sirchia lunedì a Cernobbio in un appuntamento già previsto.
''A fronte delle denunce espresse in questi mesi da Regioni,organizzazioni sindacali, e ora 'certificate' anche dalla Corte dei
Conti, sul rischio collasso del Servizio sanitario nazionale -afferma Bissoni - l'unico provvedimento annunciato dal governo e' una controriforma del rapporto di lavoro della dirigenza medica,strumentalmente presentato come proposta liberale. Una proposta,invece, elettorale e statalista''. Al premier, Bissoni chiede ''se nelle sue numerose aziende ce n'e' una sola in cui i dirigenti hanno analoghe possibilità e libertà contrattuali. Si tratta - aggiunge -di una proposta inaccettabile, piena di incognite e rischi per gli stessi medici, fonte di una nuova stagione di conflittualità e attuata senza e contro le Regioni, che si vedrebbero private delle competenze e delle autonomie già acquisite con il nuovo Titolo V della Costituzione, in una materia irrinunciabile per una piena e coerente organizzazione dei servizi''. (red)

 

 

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