MobilitÓ interregionale, UTAP e spesa farmaceutica al vaglio delle Regioni

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SanitÓ: Sirchia, Colozzi e  Formigoni: mobilita'  sanitaria interregionale, UTAP
La Conferenza dei presidenti delle  Regioni ha approvato un documento in materia di mobilita'  sanitaria interregionale. 
''E' una grossa partita che finalmente dopo anni si e' chiusa  - ha commentato l'assessore al bilancio della regione Lombardia  Romano Colozzi (nella foto) - e questo consente di regolare tutte le  questioni della mobilita' ancora aperte''. 
Nel documento sulla mobilita' sanitaria interregionale -  messo a punto dal coordinamento degli assessori alla sanita' -  si definiscono i 'centri di eccellenza'  come 'centri di elevata  qualificazione', ovvero strutture dove ''per motivi oggettivi  una certa patologia puo' essere diagnosticata e trattata con  appropriatezza e forse con maggiori probabilita' di successo'';  si definiscono quali sono le prestazioni che vengono  classificate come 'alta specialita'', si affronta la  problematica delle aziende miste e si appronta una ipotesi sulle  tariffe della specialistica ambulatoriale.
Inoltre per martedi' prossimo il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, ha annunciato che incontrera' i rappresentanti delle Regioni ''per avviare il percorso di riordino del Servizio sanitario nazionale''. Uno dei passaggi fondamentali di questo riordino e' rappresentato dalla ''riorganizzazione della medicina di base, a partire dalle cosiddette Unita' territoriali di assistenza primaria. Strutture complesse autogestite con propri budget e obiettivi negoziali'', dove operano gruppi di medici ''non piu' sottoposti a continui e inutili controlli, ma autonomi e quindi piu' responsabilizzati. Un primo passo, questo, per sciogliere la matassa del riordino del Ssn''.
Inoltre
Sirchia in un convegno sulla spesa sanitaria pubblica e privata, ha parlato anche della necessita' di una ''moralizzazione'' dell' uso del farmaco. Il ministro ha parlato  della necessita' di un uso consapevole dei farmaci al fine di eliminare sprechi ed abusi. Un esempio? ''Ci sono persone - ha detto - che si nutrono in modo eccessivo e poi usano le statine per abbattere il colesterolo, mentre otterrebbero un risultato migliore facendo semplicemente delle camminate a piedi ogni giorno''. Non sempre cioe', e' il messaggio di Sirchia, ''bisogna tutelare la salute con i farmaci; spesso la salute si tutela infatti prevenendo le malattie con stili di vita adeguati''.
Quanto al nodo della spesa farmaceutica, il ministro ha sottolineato come questa sia stata ''fuori controllo per alcuni anni: e' stato necessario riportarla entro un tetto fissato recentemente intorno al 16% ed i risultati sono buoni visto che, ha concluso, ad eccezione di quattro regioni la spesa e' oggi sotto controllo''.
Durante la stessa manifestazione
il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha sottolineato quelli che lui definisce ''i numeri dell'ingiustizia''. Anche quest'anno non tutti i cittadini italiani sono stati trattati allo stesso modo nell'assistenza sanitaria. Se si analizza, infatti, la ripartizione del Fondo sanitario nazionale si scopre che chi vive in Liguria riceve 1.438 euro pro-capite, chi vive in Emilia 1.391, ma i residenti della Toscana ne ricevono 1.366, mentre i lombardi appena1.315.
''In termini di trasferimenti per la sanita' - aggiunge - c'e' una differenza di 76 euro in meno fra un lombardo e un emiliano, e di 132 fra un lombardo e un ligure''. Il governatore della Lombardia, richiama quindi la necessita' di ''lavorare duramente per aggiornare l'accordo dell'8 agosto 2001 fra Governo e Regioni che ha imposto a queste ultime di coprire i disavanzi sanitari generati''. Quanto poi ai Livelli essenziali di assistenza (Lea), secondo Formigoni ''non possono piu' essere decisi a livello centralista in Parlamento ma dalle Regioni stesse''. E ancora: ''la battaglia - dice - e' quella per arrivare a dare alle Regioni piena autonomia sulla sanita'''.
La domanda sanitaria in Italia e in Europa, ha rilevato Formigoni, ''e' destinata ad aumentare a causa dell'invecchiamento della popolazione''. I dati e le proiezioni parlano da soli: nel 2050, ha sottolineato Formigoni, nei Paesi della Ue gli ultra ottantenni saranno passati dai 14 a 38 milioni, in Italia, nello stesso periodo, gli ultra sessantenni passeranno dall'attuale 24% al 40%. Il ''semplice effetto dell'invecchiamento - ha commentato - portera' ad un aumento della spesa pubblica per la sanita' compreso tra lo 0,7% e il 2,3% annuo a seconda dei paesi, tra il 2000 e il 2050; cio' significa un 25-30% di spesa sanitaria in piu' nel 2050 rispetto ad oggi''.
Chiara quindi la necessita' di reperire nuove risorse da destinare alla sanita' e di ottimizzare l'uso di quelle gia' disponibili: ''La riforma federalista sarebbe indubbiamente uno strumento prezioso a questo riguardo, ma soltanto - ha concluso Formigoni - se comprendesse il federalismo fiscale poiche' il tutto ha senso solo se alle Regioni e' anche affidato l'intero prelievo fiscale attuale e il potere discrezionale di ripartire le risorse tra i vari settori di spesa''.

(red)

 

 

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