Relazione sullo stato sanitario del paese 2001-2002

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Relazione sullo stato sanitario del paese 2001-2002
Italiani più longevi, in buona salute e donatori generosi. Sono alcuni dati contenuti nella “Relazione sullo stato sanitario del paese 2001-2002”. E un articolo de "Il Sole24Ore" ne affronta i principali temi.
La speranza di vita alla nascita è cresciuta dal 1999 al 2002 passando da 75.8 anni per gli uomini e 82 per le donne, rispettivamente a 76,7 e 82,9. Dal 1999 al 2002 si stima una costante diminuzione dei decessi con una media pari al 1.25% annuo. Il numero dei decessi tende a diminuire tra i 75 e gli 84 anni, con un aumento di quelli relativi alle classi di età più avanzate (85 anni ed oltre). Decresce anche la mortalità per cause materne, perinatali ed infantili. La prima causa di morte, nel complesso della popolazione e negli anziani, è ancora imputabile alle malattie cardiovascolari, anche se dal 1996 al 2002 si registra una diminuzione complessiva, per entrambi i sessi, dell'1%. Nel biennio 2001-2002, si rileva una riduzione dei decessi per malattie cardio e cerebrovascolari, così come anche ad una riduzione della mortalità per tumori maligni.  L'Italia ha registrato un progressivo e costante aumento sia delle donazioni che dei trapianti di organi e tessuti. Il cospicuo incremento ha visto il nostro Paese passare da 329 donatori utilizzati nell'anno 1992 (5.8 p.m.p) a 945 (16.8 p.m.p.) nel 2002 superando la media europea.
Nell'ambito delle malattie infettive, va segnalata l'efficacia della copertura vaccinale per l'epatite virale B, la cui incidenza totale nel 2001 è diminuita di circa il 70% rispetto al dato del 1992. Complessivamente, nel 2002, i casi di AIDS sono stati 1.777. Il numero delle persone affette da AIDS si è stabilizzato, dopo una costante diminuzione nel periodo precedente. Per quanto riguarda l'influenza, nella stagione 2001-2002 l'attività epidemica è stata più intensa rispetto a quella della stagione precedente e complessivamente si stima che ad averla contratta in Italia siano stati circa 5 milioni di individui.
Vi è stata una progressiva diminuzione delle malattie professionali, che dal 1997 al 2001 sono passate rispettivamente da 26.879 al 21.988 con una diminuzione di circa 5.000 casi.
Nel 2001 i fumatori stimati nella popolazione italiana sono circa 12 milioni e 330 mila. La prevalenza è maggiore per gli uomini ma si è stabilizzata, mentre tra le donne ha subìto un aumento. Il 43,5% dei fumatori ha iniziato a fumare tra i 14 e i 17 anni ed il 38,2% tra i 18 e i 21 anni, con un'età media di inizio del consumo più elevata negli uomini che nelle donne. Coloro che non fumano ma convivono con almeno un fumatore risiedono per la maggior parte nelle regioni dell'Italia meridionale ed insulare e sono circa 12 milioni e 500 mila, pari al 21.9% della popolazione, di cui oltre 4 milioni sono bambini. Nel 2001 l'assistenza ospedaliera si è avvalsa di 1.308 istituti di cura, di cui il 59% pubblici e il rimanente 41% privati accreditati. Risulta confermato il trend decrescente del numero degli istituti, già evidenziatosi negli anni precedenti, effetto della riconversione e dell'accorpamento di molte strutture. Il 73% delle strutture pubbliche è costituito da ospedali direttamente gestiti dalle Aziende Sanitarie Locali, il 13% da Aziende Ospedaliere ed il restante 15% dalle altre tipologie di ospedali pubblici. Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) dispone di circa 260.000 posti letto per degenza ordinaria di cui il 19% nelle strutture private accreditate e 24.713 posti per day hospital, quasi totalmente pubblici (93%). A livello nazionale sono disponibili 5 posti letto ogni 1000 abitanti, di cui 4.4 dedicati all'attività per acuti. Nel 2001 sono state effettuate, nelle strutture pubbliche e private accreditate, circa 70 milioni di giornate di degenza per un totale di ricoveri pari a 9.275.973. Da questi dati emerge una diminuzione della degenza media (pari nei reparti pubblici a 6.9) e del tasso di utilizzo (77.8 %). Nei reparti dedicati all'attività di riabilitazione e lungodegenza si osserva la stessa tendenza tra istituti pubblici e istituti privati accreditati: si è verificata una riduzione dei posti letto e delle giornate di degenza (con corrispondente diminuzione della degenza media che passa da 77.6 giorni del 1995 a 26.9 del 2001 nelle strutture pubbliche e da 49.2 giorni del 1995 a 32.8 del 2001 nelle strutture private accreditate). Per quanto riguarda l'area dell'emergenza, nel 2001, circa il 37.7% degli ospedali pubblici risulta dotato di un dipartimento di emergenza e circa la metà del totale degli istituti si avvale di un servizio di rianimazione. Il pronto soccorso è presente nell'83% circa degli ospedali. Dai dati di attività delle strutture con pronto soccorso si evidenzia che nel 2001 ci sono stati circa 4 accessi ogni 10 abitanti e di questi il 21.4% è stato in seguito ricoverato. I reparti direttamente collegati all'area dell'emergenza dispongono per il complesso degli istituti pubblici e privati accreditati di 3.930 posti letto di terapia intensiva (6.7 per 100.000 abitanti), 1.186 posti letto di terapia intensiva neonatale (2.3 per 1000 nati vivi) e 2.687 posti letto per unità coronarica (4.6 per 100.000 abitanti). L'organico del SSN è costituito dal personale delle Aziende Sanitarie Locali, compreso quello degli Istituti di cura a gestione diretta (421.752 unità), e dal personale delle Aziende ospedaliere (216.881). Nel 2001 tale personale ammonta a 648.633 unità e risulta così ripartito: il 67% ruolo sanitario, il 21% ruolo tecnico, il 10% ruolo amministrativo e lo 0.2% ruolo professionale. Nelle strutture di ricovero delle ASL, nell'ambito del ruolo sanitario, il personale medico è costituito da 46.225 unità (4.5 medici ogni 10 posti letto) e quello infermieristico da 120.310 unità. Nelle Aziende ospedaliere operano 38.148 medici e 94.144 unità di personale infermieristico; tali strutture dispongono mediamente di circa 5.2 medici e di 12.8 infermieri ogni 10 posti letto.
(sm)

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