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La FIMMG Continuità Assistenziale di Bari sente l'obbligo di sottolineare il proprio punto di vista in risposta a quanto pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno del
09/09/2001 riguardo l'organizzazione del Servizio di Guardia Medica della Città di Bari.
Nel suddetto articolo si addebita impropriamente ai medici di Guardia Medica la responsabilità della mancata razionalizzazione del Servizio . Si sostiene, infatti, che la
vera causa della attuale distribuzione delle sedi e nello specifico della sede di via Pasubio competente per il centro cittadino sia addirittura dei medici, i quali avrebbero l'unico torto di
voler tutelare la propria sicurezza ed incolumità durante il servizio. Si deve sottolineare tuttavia che al disagio dei cittadini ,costretti a percorrere diversi chilometri per raggiungere la
sede di Guardia Medica, corrisponde analogo disagio da parte dei medici in servizio nel raggiungere il domicilio dei pazienti che ne facciano richiesta.
Il desiderio dei medici di Guardia Medica non é quello di creare disagio alla popolazione bensì di lavorare in condizioni di serenità e sicurezza per garantire un
servizio efficiente.
A questo punto è' necessario ricordare che nel '99 la Asl Ba 4 istituì una commissione mista ( formata da un funzionario e un medico Asl e componenti sindacali di settore)
con il compito di verificare lo stato delle sedi di Guardia Medica dell'Azienda sotto il profilo igienico sanitario, della sicurezza e della collocazione territoriale .
Tale Commisione elaborò al termine della indagine un documento presentato al Direttore Sanitario nel quale si evidenziavano le carenze delle varie sedi. Si sottolineò ,
tra l'altro, la necessita' di riorganizzare il Servizio proprio per il centro cittadino e si chiese un decentramento delle sedi per ciascun distretto mantenendo il necessario rapporto medici
in servizio/popolazione secondo quanto indicato dalla Regione Puglia (1:20.000) assicurando nello stesso tempo gli standard minimi di sicurezza per tutte le sedi.
Allo stato attuale non risulta essere stato fatto nulla di quanto chiesto (linea di allarme collegato con le forze dell'ordine , radiotelefoni, lampeggianti da utilizzare
sui propri mezzi durante gli accessi domiciliari, ecc.) e pertanto appare fin troppo ovvio che ai Medici, abbandonati durante il Servizio, non resta che il desiderio di non restare soli o
isolati .
BARI, 12/09/2001
Il Segretario Provinciale FIMMG
Settore Continuità Assistenziale
dott. Nicola Calabrese
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