I medici della Guardia Medica dal 15 marzo non trascriveranno più le prescrizioni effettuate dai medici ospedalieri e privati.

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Comunicato Stampa

I medici della Guardia Medica dal 15 marzo non trascriveranno più le prescrizioni effettuate dai medici ospedalieri e privati.

I medici di guardia medica dal 15 marzo 2003 si rifiuteranno di trascrivere le ricette nel corso della loro attività.

"E' la prima conseguenza di un decreto scellerato e demagogico che mette a rischio l’assistenza dei cittadini" questo il giudizio espresso dal Segretario Regionale Generale della FIMMG pugliese dott. Filippo Anelli. "Il provvedimento, infatti, ha tra gli obiettivi non dichiarati il controllo e la riduzione della spesa sanitaria. Minacciare di sanzioni i medici prescrittori, non solo per gli episodi di corruzione, ma per errori burocratici e formali è un atto gravissimo in quanto sostituisce alle norme sull'appropriatezza prescrittiva - contenute nel D. L.vo 229/99 e DPR 270/00 - quelle legate alla sola attività repressiva".

Le prime conseguenze sull’assistenza ai cittadini non si fanno attendere.

"Tale decreto mette a dura prova la serenità e la professionalità dei medici di guardia medica" afferma il dott. Nicola Calabrese – Segretario Regionale del Settore FIMMG Continuità Assistenziale. "Infatti, i medici del servizio di Continuità Assistenziale (guardia medica) ricevono continue richieste da parte dei cittadini di trascrizioni di ricette effettuate da colleghi, dipendenti pubblici e/o privati. I medici della guardia medica non hanno la possibilità di certificare la pertinenza di tali prescrizioni. Ci troviamo oggi di fronte alla sgradevole situazione di dover scegliere se rifiutare tali prestazioni negando ai cittadini la prescrizione sul ricettario del SSR (ricetta rossa), ovvero correre il rischio di effettuare una trascrizione non pertinente di cui ci accolliamo l’intera responsabilità amministrativa".

"Tale situazione è inaccettabile" aggiunge ancora il dott. Calabrese "siamo fin troppo esposti professionalmente visto la peculiarità del nostro lavoro, è in discussione la nostra serenità. Abbiamo espresso il nostro disappunto in seno al Comitato Regionale, e dichiarato che i medici del servizio di Continuità Assistenziale interrompono da subito qualsiasi tipo di trascrizione, cioè non emetteranno ricette prescritte da altri medici, pubblici o privati".

"La soluzione" continua "è nell’applicazione del DPR 270/00 - art. 37 - che obbliga i medici dipendenti e convenzionati ad effettuare direttamente la prescrizione sul ricettario del SSR. Più complessa è la situazione per le ricette di medici privati.

Qualcuno dovrà spiegare ai cittadini, e sicuramente non potranno essere i medici della guardia medica, che in questo caso i farmaci necessari a curarsi - quando il loro medico di famiglia non è in servizio - dovranno acquistarli! ".

"Eccesso di burocrazia, ricerca ossessiva del controllo della spesa, tutela della salute condizionato dalle esigenze di bilancio, attività repressiva per obbligare i medici a spendere meno piuttosto che a ben curare i cittadini sono gli errori più clamorosi nella gestione della sanità in Puglia ed in Italia" ha concluso il dott. Filippo Anelli. "I medici pugliesi ribadiscono il loro no alla burocrazia e ai tentativi di condizionamento che il Ministro ha messo in atto con il decreto anti truffa. Il 5 aprile i medici di famiglia pugliesi e quelli della continuità assistenziale scenderanno in piazza a Bari per manifestare contro questi provvedimenti".

 

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