Farmaci: in arrivo un decreto "taglia-spesa"

Roberto Turno (da Il Sole-24 Ore del 21 giugno)


Il Governo ha allo studio un decreto legge per frenare l'impennata della spesa farmaceutica.

Un intervento-tampone, che potrebbe arrivare già domani sul tavolo del Consiglio dei ministri, che si muoverà in tre direzioni: il blocco almeno di 6 mesi dell'aumento dei prezzi dei farmaci in allineamento alla media Ue, che altrimenti scatterebbe dal 1° luglio; il dimezzamento (da 6 a 3) delle pluriprescrizioni per ricetta destinate ai malati cronici; lo slittamento del «prezzo di rimborso» previsto dalla Finanziaria 2001.

In discussione, ma poco gettonata per le ricadute negative che avrebbe come primo "atto sanitario" del nuovo Governo, è anche la rinascita dei ticket: mille lire per farmaco o tremila lire per ricetta.

La maggior spesa 2001 è stimata in 5mila miliardi. Abolizione dei ticket (hanno inciso per il 40%), aumento dei prezzi dei farmaci, allentamento delle «Note Cuf», spostamento dei consumi verso medicine più care, trend di spesa naturalmente in crescita: queste le cause indicate una decina di giorni dalla «Commissione per la spesa farmaceutica», con tanto di proposte di contenimento.

«Il farmaco è un bene prezioso, ma non è pensabile mantenere l'aumento della spesa che s'è verificato. Non posso dare dettagli, ma ci sono idee precise e trattative già in corso», ha ammesso ieri Sirchia, aggiungendo di essere contrario alla reintroduzione di «ticket tradizionali» ma di essere favorevole a «fonti diverse di contribuzione».

La necessità di intervenire con decreto, al Consiglio dei ministri di domani o al più tardi a quello successivo, nasce non solo dall'emergenza-conti. L'1 luglio infatti ci sarà una duplice coincidenza: la tranche di aumento dei prezzi per allinearsi alla media Ue; l'avvio del prezzo di rimborso per dare impulso ai generici. Due misure concatenate, poiché il prezzo di rimborso è stato calcolato in base agli aumenti dei prezzi sulla nuova media Ue.

Il decreto allo studio prevede così: lo stop ai listini, per sei mesi o un anno, con un risparmio di circa 300 miliardi; mentre il prezzo di rimborso slitterebbe di quel tanto che servirà (un mese, due al massimo) per poter rivedere i listini e ripubblicare l'elenco sulla «Gazzetta Ufficiale»: a quel punto, però, il prezzo di rimborso a carico dello Stato potrà calare, poiché calcolato sui vecchi listini e non quelli della tranche Ue bloccata.

Dimezzamento delle pluriprescrizioni e possibili nuove misure di controllo, correderebbero per il momento la manovra-tampone. A meno che non passi anche l'idea di mini-ticket «dissuasivi» sui farmaci e di cancellare da subito la riduzione dei ticket sulla specialistica che, come prevede la Finanziaria 2001, dovrebbe scattare dal prossimo anno. Sarà poi la Finanziaria 2002 a indicare per la farmaceutica gli interventi strutturali.

(21 giugno 2001)

 

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