Negli Ospedali meno ricoveri e più brevi, cresce il day hospital

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Ministero della Salute Comunicato Stampa n. 87 del 23.3.2002

Il Ministero della Salute ha raccolto in volume ed ha reso disponibile su Internet (www.sanita.it/sdo) l'elaborazione dei dati relativi alle schede di dimissione ospedaliera italiane (provenienti ogni anno dai 1.389 istituti di ricovero e cura pubblici e privati esistenti sul territorio nazionale), aggiornata a tutto il 2000.

Nel 2000 si sono registrate oltre 12,6 milioni di dimissioni e 82,5 milioni di giornate di degenza. L'analisi dello studio evidenzia una tendenza a ricoverarsi di meno, per meno tempo e a utilizzare di più il day hospital.

Per il secondo anno consecutivo si registra una diminuzione dei ricoveri per acuti (circa 320 mila) e delle relative giornate di degenza (oltre 3 milioni). Tale riduzione è effetto di una tendenza diversa osservata tra le strutture pubbliche ed equiparate (373 mila ricoveri in meno) e le case di cura accreditate (46 mila ricoveri in più).

Il tasso di ospedalizzazione per acuti in regime ordinario è di 159 ricoveri ogni 1.000 abitanti e risulta in diminuzione rispetto al 1999 (165), mentre il tasso di ospedalizzazione in day hospital è di 46 per 1.000 ed è in aumento (nel 1999 era di 42). Rimangono invece stabili le attività di riabilitazione e lungodegenza.

Continua poi la progressiva riduzione della durata di degenza media dei ricoveri per acuti (6,9 giorni) e rimane stabile la degenza media pre-operatoria (2,3 giorni).

Un elemento significativo riguarda la mobilità ospedaliera: circa il 7,5% dei pazienti che necessita di un ricovero ordinario per acuti si rivolge ad istituti esterni alla propria regione di residenza (nel 1999 era il 7,8%).

Tra le cause più frequenti di ricovero evidenziate dal Rapporto, le malattie dell'apparato cardiocircolatorio rappresentano la principale causa di dimissione per acuti (13,7%), seguite dalle malattie del sistema muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo (11,8%), dalle malattie dell'apparato digerente (10,8 %), da gravidanza, parto e puerperio (8,2%) e dalle malattie del sistema nervoso (7,2 %).

Pur restando prevalente la casistica di tipo "medico", continua il progressivo aumento dei casi chirurgici; attualmente si ha un caso chirurgico ogni 1,9 casi medici (nel 1999: un caso ogni 2,1).

Il volume prende in esame anche alcuni interventi chirurgici più frequenti nella popolazione anziana: i tassi di ospedalizzazione per100.000 abitanti di età superiore ai 65 anni, sono 504 per l'intervento di protesi d’anca, 226 per l'angioplastica coronarica, oltre 3.000 per gli interventi di cataratta.

 

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