La Corte dei Conti boccia la Puglia Palese: "Ma il bilancio è in ordine"

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Non rispettato il patto di stabilità. Sul giudizio della magistratura contabile pesa il deficit della sanità (PIERO RICCI)


La doccia fredda per l'assessore al Bilancio della Regione Puglia, Rocco Palese, è arrivata all'ora di pranzo quando sono rimbalzate da Roma le dichiarazioni del presidente della Corte dei Conti Francesco Staderini che ieri ha svolto la relazione annuale sulle finanze delle Regioni e delle autonomie locali in rapporto al patto di stabilità, il meccanismo che lega i debiti al prodotto interno lordo e che da questo fa derivare i finanziamenti. Nonostante i conti in rosso, ha detto in sostanza il presidente della magistratura contabile, le Regioni hanno rispettato quel patto. «I dati non sono allarmanti - ha testualmente detto Francesco Staderini - generalmente tutte le Regioni hanno rispettato il patto di stabilità ad eccezione della Campania e della Puglia».
Da Bari è arrivata la tempestiva e documentata risposta dell'assessore Palese che ha rispolverato la tabella consegnata a metà aprile al ministero del Tesoro e che iscriveva la Puglia tra le Regioni italiane più virtuose. Palese fa parlare i numeri: nel 2001 la Regione Puglia avrebbe dovuto conseguire un saldo di 95 milioni di euro, quasi 3 milioni di euro in meno dell'anno precedente, per rientrare nei parametri. Quel risultato non solo è stato raggiunto - spiega una nota dell'Assessorato - ma è stato addirittura migliorato. Nel 2001, il saldo è stato di 108 milioni di euro, 12 in più del limite minimo. Nessuna bocciatura, dunque. Ma la doccia se non proprio fredda è almeno tiepida. Perché le tabelle di Palese non contemplano la spesa sanitaria. È così dal 2002, da quando i conti del servizio sanitario viaggiano su un patto di stabilità, per così dire, autonomo. E qui sono dolori. «Per tutti non solo per la Puglia», fanno notare negli ambienti dell'Assessorato dove sono sicuri che le "bacchettate" di Staderini possono trovare facilmente conferma se solo si considera che quasi tutto il fondo regionale (quasi 5 miliardi di euro) è assorbito dalla spesa corrente e poco o nulla riserva agli investimenti. A novembre circolava a Roma una classifica che aveva proprio Puglia e Campania tra le Regioni meno virtuose nella spesa sanitaria.
Ed era proprio sulla sanità che, a fine gennaio, si erano concentrati i dubbi maggiori del procuratore generale della Corte dei Conti della Puglia, Francesco Lorusso. «L'ultimo scorcio del 2001 - aveva detto Lorusso - si è caratterizzato per la svolta non trascurabile impressa alla legislazione regionale pugliese, soprattutto in materia di sanità e formazione professionale, anche per i positivi risultati di natura contabile direttamente conseguiti, quanto meno medio tempore. Le misure di contenimento della spesa sanitaria - aveva affermato il procuratore pugliese - fanno ben sperare».
Sulla questione della sanità in Puglia, il procuratore Lorusso si soffermò a lungo. E relazionò sulle indagini relative a presunti danni erariali che coinvolgono il Policlinico di Bari per contratti di appalto di servizi e di consulenza, la Asl "Bari quattro", i lavori di ristrutturazione dell'ex ospedale Cotugno, gli appalti per la ristorazione aggiudicati presso alcune Asl della provincia di Bari.

E la questione della sanità e all'ordine del giorno nell'agenda politica della giunta di centrodestra alla Regione. Per attenuare gli effetti dei conti disastrosi nelle Asl che, dopo l'avvio del federalismo fiscale, non sono più coperti dallo Stato, la giunta guidata da Raffaele Fitto ha già dovuto pagare un prezzo politico alto: l'aumento dell'addizionale Irpef di mezzo punto e il delisting, la non rimborsabilità di molti farmaci. Un consistente ritorno in termini di contenimento della spesa, si aspetta dal riordino della rete ospedaliera. Ma sarà difficile far ritornare i conti della sanità pugliese nei limiti del patto di stabilità, così com'è per il bilancio autonomo. Negli uffici dell'assessorato al Bilancio, c'è un grafico che "conserva" l'aumento dell'addizionale Irpef per i prossimi tre anni. Le previsioni non sono rosee. E Staderini, da Roma, potrà continuare a "bacchettare" la Puglia.

 

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