FEDERFARMA: SPESA FARMACEUTICA MAGGIO +10,3%. LE FARMACIE PAGANO PIU' DELLE INDUSTRIE

fonte Federfarma

La spesa farmaceutica pubblica in maggio e’ cresciuta del 10,3 % rispetto al maggio 2003. La media degli incrementi nel periodo gennaio-maggio č del 10,2%. (i dati sono consultabili sul sito www.federfarma.it, alla voce ‘spesa e consumi farmaceutici’).

I dati smentiscono il limitato aumento di spesa di circa il 2,5%, dichiarato da Farmindustria, presumibilmente per rinviare l’introduzione di misure di governo della spesa per i medicinali quali quelle previste dal decreto legge n.156 in discussione alla Camera. Tale decreto pone parte dello sfondamento della spesa farmaceutica 2004 a carico delle aziende, in quanto responsabili dell’aumento di spesa. Un atto dovuto, come dichiarato oggi dal ministro Sirchia in commissione Bilancio.

Il progressivo spostamento delle prescrizioni verso farmaci piu’ costosi determina oltre a un aumento della spesa anche un aumento del contributo versato per legge dalle farmacie al ssn, in quanto il contributo pagato dalle farmacie e’ proporzionale al prezzo del farmaco. 

Il contributo a carico delle farmacie esiste dal 1992 ed ha pesato complessivamente sulle farmacie per circa 5 miliardi di euro (10mila miliardi di lire). Nel 2003 le farmacie hanno contribuito al contenimento della spesa versando 642 milioni di euro e nel 2004 pagheranno piu’ di 700 milioni di euro. Il contributo pagato dalle farmacie riduce la spesa pubblica mediamente del 6% l’anno ed e’ molto piu’ alto di quello richiesto dal decreto 156 una tantum all’industria (495 milioni di euro) per ottenere, solo per pochi mesi, una riduzione di spesa pubblica di poco superiore al 4%.

La sproporzione tra quanto pagato dalle farmacie e quanto richiesto alle industrie e’ ancora piu’ evidente se si considera che il contributo imposto alle farmacie e’ calcolato sull’intero prezzo al pubblico del medicinale, che comprende le quote di spettanza del produttore, del grossista e della farmacia. Invece il contributo richiesto alle industrie e’ calcolato solo sulla quota-industria del prezzo al pubblico (circa 67%).

A differenza dell’industria, le farmacie non determinano aumenti di spesa pubblica: non hanno gli strumenti per farlo e sono le prime a pagarne le conseguenze. Non fanno promozione per orientare le prescrizioni (convegni, mini-meeting ecc.). Il superamento del tetto di spesa aggrava il fenomeno del ritardo nei pagamenti, gia’ oggi drammatico in alcune Regioni meridionali. Gravissima, infine, la decisione dell’assessore alla Sanitŕ della Sicilia che impone ai direttori generali delle asl di far pagare i farmaci ai cittadini dal 1^ di agosto, in caso di superamento del tetto di spesa. 

 

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