"Il delisting abolito? E’ un falso:  Gratuiti solo la metà dei farmaci"

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Corriere del Mezzogiorno del 19.8.2002 pag. 3 - Francesco Strippoli

 BARI — I ticket sono stati reintrodotti, ma l’abolizione del delisting che doveva accompagnare la misura è una specie di bluff. Filippo Anelli, segretario della Fimmg pugliese, federazione dei medici di famiglia, usa toni severi nei confronti della Regione Puglia. Preannuncia un ricorso al Tar per la procedura con cui è stata approvata la delibera dell’8 agosto sulla "compartecipazione alla spesa" e spiega: "La Regione ha annunciato di aver reintrodotto il ticket sui farmaci e di aver abolito il delisting, in una specie di ideale contrappeso. Ma non è esattamente così".

Per spiegare di che stiamo parlando occorre fare un passo indietro. E precisamente all’8 marzo scorso quando circa 300 farmaci (134 principi attivi) fino ad allora gratuiti ed inseriti in fascia A diventarono a pagamento e transitarono in fascia C (operazione di delisting). Lo scorso 8 agosto la giunta regionale ha deciso di far pagare i ticket sulle medicine, annunciando che "in compenso veniva abolito il delisting". Sembrava di capire che i 300 medicinali che a marzo diventarono a pagamento dovessero tornare nella fascia A, a carico del servizio sanitario regionale (naturalmente con il ticket). "Invece non è così - spiega Anelli - perché solo il 40% di quei farmaci è tornato in fascia A, il resto è andato a finire nella categoria B2, ossia le medicine che il cittadino paga a metà". Cerchiamo di capire perché. All’inizio dell’anno il governo rivide il prontuario farmaceutico e alle categorie precedenti (gratuite e a pagamento), aggiunse le fasce B1 e B2, con la prima riservata alla "compartecipazione alla spesa" fino al 20 per cento, la seconda fino al 50. La Puglia lasciò immutata la situazione e non trasferì alcun farmaco gratuito (categoria A) nella nuova fascia B. In compenso a marzo decise l’operazione di delisting e 300 medicine diventarono a pagamento. "Leggendo con attenzione la delibera dell’8 agosto - chiarisce Anelli - abbiamo compreso che solo il 40% di quei medicinali tornerà ad essere gratuito". Gli altri erano gratis, poi sono diventati a pagamento e ora sono a carico del cittadino per il 50 per cento. E non è tutto. 

"La Regione - spiega Anelli - non ha mai fatto l’elenco delle edicine di fascia B. In delibera si limita a dire che certi farmaci passano nella B2. Per cui a noi medici e ai farmacisti non rimane che rifarci all’elenco ministeriale. Ma sarebbe bene che la Regione vi provvedesse per evitare equivoci di ogni tipo". Non sono le uniche critiche. La Fimmg contesta al governo regionale di aver approvato il provvedimento "senza la consultazione delle organizzazioni mediche". "E con ciò - dice Anelli - ha violato ancora una volta il contratto di lavoro: per questo abbiamo inviato un telegramma a Fitto e Mazzaracchio, cui farà seguito un ricorso al Tribunale amministrativo. 

La verità è che ci sentiamo mortificati. Avevamo detto al governatore, quando siamo stati consultati sul piano ospedaliero, di considerarci non la controparte, ma una specie di consulenti visto che siamo inseriti a pieno titolo nel sistema sanitario regionale. Purtroppo nessuno ne ha tenuto conto. Ma noi siamo determinati a far rispettare il nostro ruolo e il contratto di lavoro". 

 

 

 

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