Morlacco: Se il 118 non parte e' colpa degli sprechi dei medici !!!

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Si ripete il solito copione: un attacco alla categoria per giustificare i ritardi cronici della Regione

(Dal Corriere del mezzogiorno del 22.02.2002)

BARI — Direttore Morlacco, ha saputo? L’Ordine dei medici rivendica una maggiore partecipazione alle scelte che

si stanno operando in campo sanitario...      

"Non ne sapevo niente del loro incontro con la stampa. E comunque noi abbiamo incontrato mille persone,

qualcuna in più non fa differenza". Veramente il problema che si solleva è quello della mancata concertazione su questioni

quali il riordino ospedaliero o anche sulla partenza del 118.      "Ascolteremo anche i medici. Non abbiamo avuto diffi-

coltà a ricevere i loro sindacati, fino a prova contraria. Sul 118? Per carità: che non venissero più a fare proposte del ti-

po di quella dei medici della Fimmg. Ho sentito cose di questo genere: bastano un miliardo e duecento milioni e in due-

cento di noi siamo pronti a lavorare. Con queste risorse sì e no ne paghiamo dieci di medici".      

Il   direttore   dell’Ares,   l’Agenzia regionale per la sanità, Mario Morlacco, è probabilmente il vero bersaglio delle

contestazioni che si sono levate ieri mattina dal civico 184 di via Capruzzi, sede dell’Ordine  dei  medici.  È  alla  sua

struttura, infatti, che la Regione Puglia ha demandato il compito di delineare il Piano socio-sanitario approvato

lo scorso dicembre e, all’interno dello   stesso,   di   disegnare   il   riordino ospedaliero che porterà con sé anche la

partenza del 118. Allora, Morlacco, come la mettiamo con le proteste che montano ogni giorno di più?      "In   realtà   siamo   anche   noi   molto preoccupati – risponde nel mezzo di una riunione, l’ennesima della giornata –: la gestione della sanità è purtroppo condizionata dalle risorse. E il sistema sanitario italiano non è basato su mutue o as-

sicurazioni ma sulle imposte. Lo Stato ha solo ciò che preleva dal cittadino".     Sì ma qui stiamo parlando di carenze

anche gravi per la Puglia. "Il discorso non cambia di una virgo- la. Le Regioni si muovono come lo Stato e fanno i conti con una dispo-

nibilità di risorse spesso assai esigua. Vuole un esempio?". Quale?     

 "Adesso i medici chiedono di avere voce in capitolo sulle scelte da adottare.

Ma quante responsabilità hanno avuto nella crescita a dismisura della spesa farmaceutica nel

gennaio scorso?". Già, quante?"Mi creda, molte. È stata una sorpresa che è sfuggita anche alle previsioni più pessimistiche.  Rispetto  al  gennaio

del 2001 abbiamo avuto una spesa superiore di ben 15 miliardi di lire. Dico 15 miliardi di lire".     

E questo cosa ha significato? "Che sono gli stessi medici a   preferire,   evidentemente, l’affermazione   del   principio

del costo-opportunità". Ovvero, scusi?      "Bé,  per  dirla  in  parole  povere,  se spendiamo 15 miliardi di lire in più per

la farmaceutica non abbiamo la possibilità di investire le stesse somme nella direzione, che so, dell’acquisto di ambu-

lanze o della partenza del 118. Occorre che il cittadino sappia che il farmaco inutile si paga con la mancata opportunità

di muoversi in altre e più importanti direzioni".

P. Ros. p.rossano@corrieredelmezzogiorno.

 

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