La trasformazione degli Irccs di diritto pubblico in Fondazioni è apparsa la prima volta tra i dieci punti politici programmatici del ministro della Salute Girolamo Sirchia. E ora si
si è trasformata in un emendamento di poche righe alla Finanziaria 2002 in cui si prevede la possibilità per le Regioni di sperimentare la forma gestionale e che sarà votato dall'aula
del Senato la prossima settimana.
Il progetto di riforma degli Istituti era stato inizialmente affidato a una bozza di emendamento del Governo all'art.19 della Finanziaria. Ma le prime indiscrezioni sui contenuti
del testo messo a punto dal gruppo di pensiero strategico (Gps) voluto dal ministro Sirchia hanno scatenato l'immediata reazione dei sindacati e dell'opposizione: molti hanno
contestato la scelta nel merito, quasi tutti si sono detti in disaccordo con il metodo, quello cioè di inserire in Finanziaria una delega al Governo per realizzare il progetto.
E non sono mancate voci critiche dal fronte della maggioranza: Eolo Parodi, responsabile Sanità di Forza Italia, ha fatto sapere con un comunicato ufficiale che «l'ipotesi di
trasformare gli Irccs in Fondazioni è meritevole di grande attenzione, ma lo strumento della delega inserita in Finanziaria, non appare il più idoneo, perché preclude un approfondito
dibattito parlamentare e un confronto con le Regioni». Una preoccupazione condivisa anche dal collega di partito Antonio Tomassini, presidente della commissione Igiene e sanità del
Senato.
Oggi però, il Governo ha finalmente scoperto le carte: il tanto discusso emendamento è stato presentato in Senato dove si stava discutendo la Finanziaria, ma in una versione ben
più coincisa rispetto alla bozza iniziale.
In poche righe si propone si estendere «in via sperimentale» e «in base a programmi predisposti dalle Regioni» anche agli Irccs la diposizine di cui al comma 1 dello stesso
articolo 19 sulle privatizzazioni degli enti pubblici.
Sembra, dunque tramonatata (almeno formalmente) l'ipotesi della delega al Governo, anche se la procedura tratteggiata per le privatizzazioni è comunque affidata a regolamenti
dell'Esecutivo: questi ultimi dovrebbero però ricevere una legittimazione parlamentare grazie ai parerei delle commissioni competenti o - se dovesse essere approvato un ulteriore
emendamento presentato dal Governo - di una commissione parlamentare costituita ad hoc, composta da 15 deputati e 15 sentaori, e rappresentativa dei rapporti di forza presenti nelle
Camere.
Rispetto alla bozza del «gruppo di pensiero strategico» scompaiono alcune delle disposizioni più controverse, tra cui l'esplicita previsione del passaggio dei dipendenti degli
istituti di ricerca al contratto di tipo privato (uno dei punti che maggiormente aveva messo i sindacati sull'allerta), anche se restano tutti da chiarire gli aspetti pratici della
trasformazione.
Porprio in tema di Fondazioni, oggi è stata rinviata all'ultimo momento, per «improrogabili impegni del ministro» la firma definitiva dell'accordo tra Girolamo Sirchia e il
presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni per lo statuto della Fondazione che gestirà il nuovo polo sanitario lombardo (che riunirà il policlinico di Milano e gli Icp
Mangiagalli).
La Lombardia è infatti l'unica Regione italiana in cui il progetto di trasformare gli ospedali in Fondazioni è già in una fase avanzata, visto il particolare modello sanitario della
Regione recentemente elevata alla dignità di sperimentazione gestionale. Una rotta confermata con forza anche nel Piano socio-sanitario della Regione in via di approvazione.