Privacy:  Inutili e dannose le ricette anonime

Comunicato Federfarma

 

Invece di rispondere alle esigenze di salute della collettività, le  misure previste in farmacia dal nuovo Codice per la privacy, si ritorceranno contro il cittadino e gli operatori, e ridurranno la sicurezza del servizio farmaceutico. In nome di una riservatezza -  che nulla ha a che fare con  quella giustamente richiesta dai malati -  si corre il rischio di gravissimi esiti per eventuali errori nella somministrazione dei farmaci. Le nuove norme sulle ricette andranno in vigore da gennaio 2005 e se nel frattempo non verranno modificate, la ricetta rischierà, in molti casi,  di diventare un ‘gratta e vinci’ sia per  gli utenti che per i farmacisti’ afferma Giorgio Siri, presidente di Federfarma, che condivide le critiche dei medici di medicina generale che stanno protestando vigorosamente contro alcune norme del Codice, gia’ in vigore dal 1^ gennaio di quest’anno.

Le norme che rendono anonima la ricetta farmaceutica renderanno piu’ difficili i controlli e aumenteranno il rischio di errori nella consegna dei farmaci.  Il Codice prevede infatti che il nome del paziente sulle ricette SSN sia coperto da un tagliando autoadesivo che puo’ essere rimosso solo  per una  effettiva necessità e che il farmacista debba, nel caso lo rimuova, controfirmare il tagliando. 

Oggi il farmacista, che spesso conosce bene i clienti della propria farmacia e le terapie da loro seguite, puo’ verificare che un farmaco prescritto non interagisca negativamente con un medicinale prescritto in un’altra ricetta o con una terapia in corso. La verifica della prescrizione e’ tradizionalmente una funzione prioritaria del farmacista. Una ricetta anonima, magari consegnata in farmacia da persona diversa dal malato come avviene spessissimo, renderebbe impossibile tale verifica e impedirebbe anche di accorgersi se, per errore, e’ stato prescritto a un uomo un farmaco indicato solo per patologie femminili, o a un bambino un farmaco inadatto o con dosaggio da adulti.  Domani queste verifiche saranno possibili solo a condizione che  il farmacista sollevi, e controfirmi,  tutti i tagliandi di tutte le ricette. Che senso ha tutto questo?

E se il  farmacista, in  un secondo momento, controllando le ricette, si accorgerà di un errore avvenuto nella consegna di un farmaco, solleverà il tagliando e scoprirà che, per una dimenticanza non infrequente del medico, mancano il nome e il cognome? Come fara’ a rintracciare velocemente il paziente? Per evitare problemi successivi, il farmacista sara’  sempre costretto a sollevare subito i tagliandi di tutte le ricette e a controfirmarli.  D'altronde proprio per facilitare le verifiche e rimediare agli eventuali errori,  un tempo su tutte le ricette  era indicato anche l’indirizzo del paziente. Nessuno si e’ mai lamentato: cittadini, medici e farmacisti pensano che i problemi della sanità siano altri.

L’assenza del nome creera’ problemi al cittadino anche sul fronte della denuncia dei redditi.  Per detrarre le spese sostenute per i farmaci o per il pagamento del ticket, e’ ovviamente necessario che la ricetta sia nominativa e conservata con lo scontrino fiscale. Spessissimo la fotocopia della ricetta viene fatta proprio in farmacia: anche in questo caso il farmacista dovra’ sollevare il tagliando e controfirmarlo.  A che serve un tagliando che dovra’ sempre essere sollevato?

‘Appare quantomeno discutibile architettare un sistema complesso, burocratico e costoso che - tra l’altro senza dare al cittadino vantaggi sul fronte della privacy – rischia solo di produrre gravi danni per la salute. E’ un progetto irrealizzabile che non potremo attuare’  afferma Siri.  ‘Auspichiamo l’intervento del Ministro della salute che essendo medico sicuramente puo’ ben comprendere tutte le incongruenze delle misure previste’.

La tutela della privacy e’ un’altra cosa e sono altri gli aspetti che richiederebbero attenzione.  Oggi le nuove tecnologie permettono di controllare, tra l’altro a costi ridottissimi, spostamenti e comportamenti di consumatori e di cittadini in genere. Carta di credito, bancomat e carte fedeltà consentono di sapere chi ha acquistato cosa. Telepass di conoscere gli spostamenti autostradali. Anche attraverso un telefonino spento si puo’ individuare dove e’ il proprietario. I rischi per la privacy non nascono  certo dal nominativo scritto sulla ricetta.

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