Doppio compenso aggiuntivo: chiarimenti del Governo

Clicca qui per ritornare all'Home Page

fonte: Sole24ore Sanità 

Si fa riferimento alla nota prot. 65/401 del 5 aprile 2001, con cui codesto ministero ha posto un quesito in merito alla corretta interpretazione e applicazione della norma di cui all’art. 31 del Dpr 271/2000 relativamente alla voce del "compenso aggiuntivo" che ha sostanzialmente riprodotto la medesima voce del precedente Dpr 484/1996.

Al riguardo lo scrivente, acquisite anche le valutazioni del competente ufficio di questo rninistero, rappresenta quanto segue.

La questione posta ha in passato, più volte, coinvolto questa amministrazione che ha predisposto nella materia de qua alcune circolari intese a fare chiarezza sulla legittimità della, corresponsione del "compenso aggiuntivo", relativamente ai medici titolari di doppio incarico compatibile, per entrambi gli incarichi stessi, ai soggetti convenzionati e titolari di indennità integrativa speciale.

L'orientamento recato nelle suddette circolari non solo è stato recepito dalle stesse Regioni ma ha, altresì, trovato precisa corrispondenza in recenti pronunce giurisprudenziali quali la sentenza n. 37/2001 del tribunale civile, di Bergamo, la sentenza della Corte costituzionale n. 516/2000 e la successiva ordinanza della stessa Corte n. 517/2000, le quali, queste ultime, inoltre, hanno dichiarato, illegittittto un divieto generalizzato di cumulo di indennità di contingenza (ovvero indennità equivalenti volte a sopperire al maggior costo della vita.).

Là stessa sentenza del tribunale di Bergamo sopra indicata ha, peraltro, ripreso il contenuto delle circolari ministeriali stabilendo che " il richiamo dell'art. 45, lett. c), del Dpr 484/1996 alla lettera f) dell'art. 41 del Dpr 314/1990, attiene esclusivamente alle modalità di calcolo del compenso aggiuntivo, che non solo ha mutato la denominazione rispetto al precedente compenso per variazione degli indici del costo della vita (detto anche "indennità di carovita"), ma ha mutato anche natura e finalità, divenendo una voce generalizzata del compenso dei medici iscritti negli, elenchi dei "medici convenzionati ", concludendo che, alla luce dell'interpretazione degli articoli in riferimento, non sussiste alcuna incumulabilità, stante la diversità di natura tra il compenso aggiuntivo e l'adeguamento automatico al costo della vita.

Tutto ciò in relazione alle perplessità evidenziate da codesto Ministero di ritenere non modificata la natura del compenso.

Per quanto attiene, infine, alla concreta corresponsione degli emolumenti di cui trattasi che, secondo quanto riferito creerebbe discriminazioni tra le diverse posizioni dei soggetti interessati, si osserva che questa amministrazione ha soltanto precisato i criteri in base ai quali operare la corresponsione del doppio compenso e cioè "per quote relative a incarichi sottoposti a vincolo di limitazione oraria, ovvero del massimale individuale di assistiti" e non, invece, l'indicazione di un tetto massimo non superabile spettante al medico massimalista con unico rapporto convenzionale, non rientrando tale previsione in alcuna disposizione normativa né tanto meno nell'ambito dello stesso contratto collettivo nazionale.

Pertanto, si ritiene che. alla luce di quanto sopra rappresentato ogni diversa, eventuale applicazione in materia debba essere demandata alla valutazione dei soggetti, cui spetta l'applicazione concreta della normativa in questione, ovvero a specifici ed eventuali accordi con le parti interessate.

 

Home

Fimmg Bari: Sezione Telematica e Comunicazione: messo in rete il 25/02/08