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Alle T.V e agli organi di Stampa con preghiera di pubblicazione integrale

 Taranto 20/03/ 2002

L’opinione del TDM sul provvedimento Regionale in materia di Contenimento della spesa Farmaceutica

 La decisione assunta dalla Regione Puglia per il contenimento della spesa Farmaceutica è un’ulteriore penalizzazione per i cittadini pugliesi e nel contempo allontana sempre più la Puglia dalle regioni meglio attrezzate e capaci di erogare prestazioni confacenti alle esigenze dei contribuenti del Servizio Sanitario pubblico .

Da sabato 16 marzo,così come riportato da tutti gli organi di stampa, sono esclusi dalla fascia dei farmaci, erogabili gratuitamente, 170 farmaci appartenenti alla categoria degli antibiotici, antistaminici, e siamo in primavera periodo in cui sbocciano le allergie, antinfiammatori, cortisonici e farmaci per malattie che vengono ritenute di  rilevanza sociale, o utilizzati prevalentemente da malati cronici .

Ancora una volta ciò che meraviglia il TDM è la tempestività con cui questo provvedimento, licenziato l’otto marzo, e pubblicato sul BUR il 15 scorso sia diventato esecutivo il giorno seguente e addirittura di sabato. Assistiamo invece ad un totale immobilismo per il riordino della rete ospedaliera, l’accreditamento delle strutture, la determinazione dei tetti di prestazioni erogabili dal pubblico e dal privato, la definizione degli indicatori di qualità, la definizione dei tempi di attesa, ma soprattutto dei necessari controlli su appalti ed indagini amministrative per quelle AUSL che hanno fatto registrare gravi disavanzi, nomina dei Direttori Generali che hanno concluso il proprio mandato, spostamento delle risorse indispensabili per contenere il fenomeno dei così detti “ricoveri impropri”, in somma in materia di interventi concreti su quelle che sono le  vere fonti di spreco nella Sanità. Di sicuro questo un provvedimento iniquo ed in opportuno per le modalità con cui si è proceduto, poco confacente alle esigenze di salute, ma soprattutto perché ha colto di sorpresa i principali attori della Sanità, non solo i cittadini ma anche medici e farmacisti a cui non è stata data la possibilità di limitarne l’impatto negativo.

A tutto oggi prevale la logica ragionieristica nella gestione della salute rispetto ad una pur necessaria razionalizzazione fatta di programmazione, ma anche di controllo e valutazione dei servizi erogati a livello aziendale e distrettuale.

Se queste sono le premesse, così come avevamo previsto, il Piano Sanitario Regionale, il primo nella storia della Puglia, si dimostra un “manifesto di buone intenzioni” non traducibile in termini operativi; con questo provvedimento si uccide il Carattere Universalistico e Solidale del SSN.

Il federalismo sanitario, perché di questo si tratta, non significa “ti curo come posso e per le risorse  economiche disponibili”, la finalità non è creare 21 modi di curare i cittadini italiani, ma deve avere il carattere solidaristico  che tradotto in termini pratici significa concertazione , e quindi coinvolgimento di tutti i protagonisti del sistema sanitario, per negoziarne gli obiettivi e la gestione, che non sembrano essere nell’agenda del governo della sanità pugliese.

In una società senza garanzie, la solidarietà e la difesa della salute sono indicatori di civiltà in quanto evitano la tentazione del “si salvi chi può”, scaricando soggetti deboli, malati cronici, anziani ed indigenti, rovesciando sulla loro debolezza tutti i problemi della qualità dai tempi del Servizio pubblico ai costi del privato.

Indubbiamente terreno difficile ed impopolare da praticare per chi vuole governare nel vero spirito di servizio e tenendo presente l’interesse esclusivo della collettività!

Ci rivolgiamo oggi con forza ai Comuni perché tornino ad essere protagonisti nei compiti di in dirizzo e di verifica della Sanità , così come chiediamo alla regione di procedere alle dovute consultazioni con tutte le parti sociali e con gli stessi cittadini non solo perché fruitori, ma soprattutto perché contribuenti di questo Servizio Sanitario. Siamo certi che si sarebbero potuti adottare provvedimenti meno vessatori per i cittadini malati se solo ci fosse stata data la possibilità di ricercarli collegialmente e col consenso di tutte le parti.

Nei prossimi giorni è intenzione del TDM incontrare le altre associazioni per mettere a punto una serie di iniziative così come il prossimo passo sarà l’incontro con il Sindaco di Taranto in quanto comune capofila e,  attraverso le altre sedi, con i sindaci e gli assessori di tutta la provincia Jonica, così come è intenzione di intraprendere azioni atte a  fare rispettare le regole democratiche della partecipazione .

Prof.ssa Silvana Stanzione

Coordinatrice regionale TDM

 

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