Delibera 203: evitiamo il caos

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Forte richiamo al senso di responsabilità dimostrato dai MMG

Pubblicato sul Nuovo Quotidiano di Puglia - Messaggero del 17.3.2002

La Puglia vive uno dei momenti più delicati della sua storia in tema di organizzazione sanitaria regionale. Siamo al momento di passaggio da un modello, disciplinato e organizzato da leggi statali, ad uno nuovo che rispecchia le esigenze delle Regione, responsabile unica economica del sistema. I 21 nuovi Servizi Sanitari Regionali, frutto di una legge che risponde all’assioma "chi rompe paga", devono superare la loro prima grande prova: spesa farmaceutica e governo della domanda.

Ticket sui farmaci e delisting (passaggio dalla classe A o B alla classe C) sono le opzioni più gettonate, anche se qualche regione, come il Piemonte, preferisce adottare entrambi i provvedimenti.

La Regione Puglia ha scelto il metodo del delisting, trasferendo in fascia C oltre 200 prodotti farmaceutici con l’obiettivo di rastrellare circa 100 miliardi di lire. L’altro versante della manovra riguarda la distribuzione diretta dei farmaci, soprattutto quelli ad alto costo e per particolari patologie che richiedono un controllo ricorrente.

Una manovra che ha come unico scopo quello di contenere la crescita della spesa farmaceutica, tralasciando in questa fase le pur importanti esigenze assistenziali dei cittadini.

L’equivoco sugli antibiotici iniettabili (nota CUF 55 e 55bis) – fondamentali per curare patologie infettive impegnative negli anziani e nei soggetti con basse difese immunitarie – posti dalla Regione in classe C (sebbene ancora distribuiti in classe A), le carenze e le vistose lacune nell’impianto organizzativo della distribuzione diretta dei farmaci rischiano di creare disagi e disorientamento tra i cittadini e gli operatori sanitari.

Nessuna comunicazione è giunta ai sanitari circa i comportamenti da adottare in merito all’applicazione delle disposizioni contenute nella Delibera di Giunta Regionale. Si profila una vera e propria paralisi del sistema con gravi ripercussioni sulla salute dei cittadini che potrebbero trovarsi, all’indomani di un ricovero o di una visita specialistica, nella spiacevole condizione di non sapere dove approvvigionarsi dei farmaci loro prescritti e con i farmacisti incerti sull’erogazione di taluni farmaci in fascia A o C.

Solo il senso di responsabilità degli operatori sanitari, ed in primo luogo dei medici di famiglia, consentirà al cittadino di esser comunque assistito.

I medici di famiglia, al fine di non compromettere la continuità assistenziale dei propri assistiti, saranno costretti a disapplicare a proprio rischio e pericolo - temporaneamente - alcune delle disposizioni emanate, evitando così una crisi del sistema che avrebbe gravi ripercussioni sulla salute dei cittadini.

La disponibilità degli operatori sanitari non può in ogni caso essere mortificata.

Già la FIMMG in merito alle determinazioni assunte dalla Delibera di Giunta Regionale aveva espresso delle perplessità ed aveva invitato i responsabili regionali a disciplinare le modalità di prescrizione e di organizzazione del sistema. Inoltre, la FIMMG aveva offerto la propria disponibilità e le proprie competenze nella individuazione di quei farmaci che sulla base della propria esperienza possono essere collocati in classe C senza compromettere le scelte terapeutiche del medico e lo stato di salute del cittadino.

Sebbene la Regione Puglia sembra aver recepito tale disponibilità, i tempi rapidi di attuazione del provvedimento rischiano di vanificarla.

La Regione Puglia vive, dunque, in maniera drammatica l’esigenza di contenere i costi dell’assistenza sanitaria e la necessità di garantire il diritto alla tutela della salute ai suoi cittadini.

Ma, non si possono fare scelte così importanti senza il consenso degli operatori.

" Ai Medici di Medicina Generale", si legge nel Piano Sanitario Regionale, "è assegnato un compito di grande importanza e "fiducia", non solo perché attraverso la loro professionalità passa l’accertamento ed il compimento degli interventi primari in relazione al "bisogno" di assistenza, ma perché essi concorrano a sviluppare, nel quadro delle risorse economiche assegnate, l’appropriata assistenza farmaceutica, specialistica, ospedaliera e riabilitativa, o quella necessaria, nel caso di cronicizzazione della malattia, divenendo essi "tutori permanenti dello stato di salute" di coloro che li hanno prescelti".

In quanto "tutori permanenti dello stato di salute" dei cittadini pugliesi, i medici di famiglia propongono al Governo Regionale di avviare una stagione di collaborazione che promuova percorsi virtuosi sia nella prescrizione che nell’assistenza sanitaria, superando nei fatti i giudizi e le determinazioni assunte in sede regionale che tanta amarezza hanno provocato nella categoria.

Serve, dunque, un salto di qualità che consenta ai medici di confrontarsi con i propri comportamenti prescrittivi e verificare l’efficacia della propria azione. Da questo percorso virtuoso potrà nascere la consapevolezza della necessità di utilizzare comportamenti appropriati nella prescrizione, così come auspicato dal D.Lvo. 229/99.

Così facendo potrà trovarsi un equilibrio tra le legittime esigenze economiche della Regione e la domanda di salute che proviene dai cittadini.

Prescrivere un farmaco appropriato in una determinata patologia significa offrire ai cittadini pugliesi una risposta adeguata alle loro esigenze di salute, senza spreco di risorse.

Una collaborazione che ha mostrato tutta la sua efficacia già nella vicenda 118.

La proposta della FIMMG, condivisa da tutti i sindacati di categoria, di utilizzare i medici di guardia (continuità assistenziale) nell’emergenza territoriale ne è un esempio.

Sono stati in tanti ad esprimere perplessità e timori che l’istituzione del 118 solo a Bari possa creare disparità di trattamento nell’ambito della stessa regione.

A 10 anni dall’emanazione della legge che istituiva il 118, tali perplessità e timori sono comprensibili.

Anche in questo caso l’azione della FIMMG e degli altri sindacati di categoria si pone nell’ottica di garantire che il 118 entri in funzione in tutta la regione.

Il Comitato Regionale per la Medicina Generale, martedì scorso, ha formalmente individuato in 650 unità, il numero dei medici che dovranno partecipare al corso di formazione per poter svolgere la funzione di medico di emergenza territoriale. Un numero che tiene conto della necessità dell’intera regione.

Avviare la formazione di tutto il personale è il primo atto concreto per portare a regime il 118 in tutta la Regione Puglia.

Bari, 15/3/2002

Filippo Anelli

 

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