F.I.M.M.G. FORMAZIONE - COMUNICATO STAMPA

ASSEGNAZIONE ZONE CARENTI DI MEDICINA GENERALE PER L’ANNO 1997

DOPPIO ACCESSO IN GRADUATORIA PER I TITOLARI DI ATTESTATO

DI FORMAZIONE SPECIFICA IN MEDICINA GENERALE E PER I TITOLARI DI “TITOLO EQUIPOLLENTE

 

     In un articolo pubblicato su IL SOLE 24 ORE – SANITà del 17.4.2000 si dà notizia di una Sentenza del Consiglio di Stato, IV Sezione, n. 1407 del 15.3.2000, in materia di assegnazione di zone carenti di medicina generale secondo l’art. 3 del D.P.R. 22.7.1996 n. 484, che affermerebbe l’illegittimità delle percentuali riservate in favore dei titolari di attestato di formazione specifica in medicina generale, poiché in danno dei medici titolari del c.d. titolo equipollente (cioè abilitati all’esercizio della professione medica al 31.12.1994 ai sensi del D.M. Sanità 15.12.1994).

Detta illegittimità consisterebbe nella lesione degli interessi dei medici titolari di titolo equipollente, che sono troppo sacrificati dalla norma, pur essendo in maggioranza in Italia.

Dalla ricostruzione fatta dall’articolista sembrerebbe, infine, che tutte le assegnazioni effettuate in Italia dal 1997  in poi ai sensi del D.P.R. 484/96 sarebbero illegittime e da annullare.

 

La F.I.M.M.G. Formazione per mezzo del Segretario Nazionale Dott. Fabio D’Andrea e del consulente legale nazionale Avv. Francesco Vannicelli, contesta espressamente quanto riportato e dedotto nell’articolo perché non rispondente al vero, e precisa quanto segue:

 

     1) La sentenza del Consiglio di Stato, Sez. IV, 15.4.2000 n. 1407/2000, è stata pronunciata a seguito dell’appello proposto dalla Regione Umbria avverso la sentenza Tribunale Amministrativo Regionale dell’Umbria n. 640/98 del 4 giugno 1998 (massimata in Rassegna TAR, 1998, 9, I, 3270, identica alla successiva n. 660/98 del 17 giugno 1998 e a molte altre successive di altri TAR).

Detta sentenza, pronunziandosi sulla questione del doppio accesso in graduatoria in favore, e non già contro, dei medici titolari di attestato di formazione specifica in medicina generale, cui veniva riservata una percentuale troppo esigua in fase di assegnazione delle zone carenti di medicina generale, aveva affermato :”… appare del tutto illogico, irrazionale e contraddittorio il comportamento dell’Amministrazione – la Regione Umbria n.d.r. - che ai fini del conferimento degli incarichi in questione prevede la formazione di una graduatoria unica, ha quindi cura di configurare l’assegnazione di uno specifico punteggio, quanto mai rilevante (12 punti) per uno dei titoli valutabili ai fini dell’utile collocazione nella graduatoria stessa (il possesso dell’attestato di formazione) per poi inspiegabilmente vanificare un tale maggior punteggio nel momento in cui consente ai medici in possesso di tale attestato di partecipare solamente per l’attribuzione di una parte peraltro minoritaria dei posti disponibili e quindi impedendo agli interessati di far valere, in concreto, il maggior punteggio previsto per il titolo in questione” (cfr. pag. 10 della sentenza).

     2) Il Consiglio di Stato si è riunito alla Pubblica Udienza del 14.12.1999 per deliberare e HA RESPINTO L’APPELLO PROPOSTO DALLA REGIONE UMBRIA. La sentenza del TAR Umbria n. 640/98 è stata, pertanto, confermata in tutti i suoi princìpi con una pronuncia definitiva, non suscettibile di ulteriore impugnazione.

     3) Il Consiglio di Stato, lungi dall’aver dichiarato l’illegittimità delle percentuali di riserva perché lesive degli interessi dei “titoli equipollenti”, ha invece consacrato definitivamente il principio secondo il quale i medici titolari dell’attestato di formazione specifica in medicina generale, ma titolari di titolo equipollente poiché abilitati all’esercizio della professione medica entro il 31.12.1994, possono concorrere in entrambe le percentuali di riserva di cui all’art. 3 del D.P.R. 22.7.1996 n. 484.

     Tanto si doveva per opportuna precisazione, e si rinvia, per il resto, al testo della sentenza del Consiglio di Stato, IV Sezione, n. 1407/2000 del 15.3.2000.

4) La F.I.M.M.G. Formazione si riserva ogni opportuna azione contro la testata giornalistica ovvero contro i responsabili della diffusione di notizie false e tendenziose, procurando dannosi ed ingiustificati allarmi.