Budget e linee guida: chiariamoci le idee !

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editoriale del dott. Filippo Anelli

Budget, linee guida sono ultimamente diventate le parole magiche, utilizzate dai politici e da colleghi, per proporre una improbabile soluzione dei problemi dei medici di famiglia e della sanità in Puglia.

"Il budget viene definito come una fase di controllo direzionale caratterizzato da un programma globale che abbraccia tutta l’azienda" (Longo – Vendramini "il budget e la medicina generale" McGraw-Hill ed.).

Per la sua realizzazione necessita di una prima fase in cui si definiscono gli obiettivi ( di assistenza sanitaria) da conseguire e le risorse correlate, e di una seconda fase in cui si misurano i risultati ottenuti e le risorse impiegate.

Oggi, invece, si cerca di far passare per budget il solito sistema dei tetti di spesa, definendo quanto il medico ha a disposizione per la farmaceutica, quanto per la specialistica e quanto per i ricoveri.

In pratica, manca un programma globale che coinvolga tutti gli attori dell’azienda, manca la definizione degli obiettivi sanitari, mancano le forme di retribuzione aggiuntive ai medici di famiglia previsti dall’art. 72 del DPR 270/00 per l’attuazione del budget, mancano gli strumenti e gli indicatori per misurare l’effettivo raggiungimento dei risultati.

La mancanza di tutte queste condizioni costituisce la premessa per il fallimento del progetto budget nella Regione Puglia.

Infatti, "i budget intesi come tetto di spesa finanziario possono provocare i cosiddetti effetti rebound. È, infatti, possibile che azioni volte all’eccessivo contenimento di una voce di spesa ottengono l’effetto opposto. Il comprimere eccessivamente e per periodi prolungati la spesa farmaceutica, per esempio, può generare un improvviso significativo e non controllabile aumento della stessa" (Longo – Vendramini "il budget e la medicina generale" McGraw-Hill ed.).

La DGR 1392/01 ha, inoltre, definito il budget-tetti di spesa come lo strumento per attuare la riduzione della spesa e conseguentemente le prestazioni sanitarie, anche quelle ritenute appropriate se prive della adeguata copertura finanziaria. Una posizione, questa, che ci vede fortemente critici in quanto sarebbe messo in discussione, a nostro avviso, il diritto alla salute, così come previsto dal’art. 32 della Costituzione Italiana ("Preliminarmente va chiarito che il diritto alla salute, di cui all’art. 32 della Costituzione, è tutelato non incondizionatamente ma compatibilmente con altre esigenze, prima tra tutte quella relativa alla disponibilità dei mezzi finanziari" DGR 1392/01).

Una Delibera, duramente contestata dalla FIMMG (pende ricorso al TAR), che ha aumentato il carico burocratico del MMG, prevedendo l’aggiunta del codice del nomenclatore alle richieste specialistiche, e che sul piano normativo, assimila il medico di famiglia al personale dipendente.

Da un punto di vista metodologico l’attuazione del budget-tetti si spesa (art. 72 DPR 270/00), così come l’aggiunta del codice del nomenclatore alla richiesta specialistica (art.37 DPR 270/00), deve essere preceduta espressamente da una contrattazione regionale.

In Lombardia sono stati stanziati 4 miliardi per la sperimentazione del budget di distretto, mentre in Puglia nel 1998 per la disponibilità del medico a partecipare al budget di distretto venivano riconosciute lire 100.000 al mese.

L’attuazione di tali istituti nelle ASL, senza il preventivo accordo regionale con le Organizzazioni Sindacali, costituisce una grave violazione delle norme contrattuali ed espone i relativi provvedimenti a vizio di nullità.

Una trattativa, quella regionale, che deve porsi il problema della prescrizione (non solo dei MMG, ma anche degli specialisti e degli ospedalieri) nell’ottica dell’appropriatezza prescrittiva (art.15-bis DPR 270/00) e non solo in base alle disponibilità di bilancio.

Tali ragioni sono state esposte al Direttore Generale della ASL BA 4 in tema di budget.

Una posizione, quella della FIMMG, diversa da quella dello SNAMI. Quest’ultima organizzazione aveva chiesto, dopo che la FIMMG si era opposta al progetto della ASL BA 4, che si potesse sperimentare il budget (nei termini proposti dall’Azienda e dalla Regione) in alcune associazioni della ASL BA 4.

Risulta davvero incomprensibile tale posizione: infatti a chi giova attuare questo budget, così come disciplinato dalla DGR 1392/01, visto che la Regione Puglia e la ASL BA 4 non hanno ancora pagato gli arretrati, hanno aumentato il carico burocratico dei MMG compreso l’obbligo di riportare sulla scheda individuale tutte le prescrizioni, hanno assunto decisioni in merito alla nostra configurazione giuridica in netto contrasto con le norme contenute nella Convenzione Nazionale?

La voglia di protagonismo di taluni realmente non ha più limiti!

Non è tempo di fughe in avanti: il budget, le linee guida e quant’altro sono disciplinati dagli art. 14 e 72 DPR 270/00 e necessitano di contrattazione per la loro realizzazione.

Le associazioni, al momento, devono soltanto dichiarare una generica condivisione di linee guida che nulla a che fare con il problema dei tetti di spesa.

Nessun allarmismo per la corresponsione dell’indennità di medicina associata. Essa viene corrisposta con puntualità dalla nostra ASL.

 

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