Legge di variazione al bilancio Regionale: La Fimmg scrive al Presidente Fitto

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Richiesto un incontro urgente

 

Al Presidente della Giunta Regionale On. Raffaele Fitto

Lungomare Nazario Sauro

BARI

Onorevole Presidente,

l’approvazione in data 28/11/01 da parte del Consiglio Regionale della Legge di variazione di bilancio ha provocato tra i Medici di Famiglia della nostra regione allarme e preoccupazione per quanto previsto dall’art.11.

Una norma questa, che impone ai Medici di Famiglia l’obbligo di annotare sulla cartella clinica del paziente tutte le prescrizioni al fine di consentire alle AA.SS.LL. di acquisire i dati per il controllo della spesa.

Non vogliamo mettere in discussione gli obbiettivi fissati dalla legge varata legittimamente dal Consiglio Regionale. Vorremmo evidenziare quanto segue:

  • I Medici di Famiglia non mettono in discussione l’attuale sistema di monitoraggio e controllo della spesa effettuato nel rispetto delle norme vigenti.
  • La Regione, avendo investito -negli anni passati- notevoli risorse per il monitoraggio e il controllo della spesa sanitaria, dispone già di un sistema molto efficiente che consente di conoscere in tempo reale il livello della spesa stessa.
  • Pertanto, appare inutile e superfluo l’obbligo di riportare nella scheda sanitaria individuale analiticamente tali prescrizioni. La scheda sanitaria individuale inoltre, è uno strumento professionale (come può essere il bisturi per il chirurgo, l’otoscopio, ecc.) che consente al medico di svolgere nella maniera migliore la sua professione. In nessun caso può essere confuso con un libro contabile.
  • Tale norma, poiché aumenta a dismisura il lavoro burocratico del Medico di Famiglia, è percepita come atto vessatorio nei confronti della categoria non essendo stata, fra l’altro, concordato con i rappresentanti dei Medici di Famiglia;
  • La norma in questione si pone, poi, in netto contrasto con quanto previsto col DPR 270/00 il quale individua analiticamente i compiti del Medico convenzionato;
  • L'art. 11 costituisce una grave violazione della privacy del singolo cittadino, e di riflesso, mina il rapporto di fiducia medico-paziente, esponendo altresì il medico alle sanzioni previste dalla legge per la violazione del diritto alla privacy.
  • Ciò premesso si richiede un incontro urgente con la delegazione FIMMG.

Cordiali saluti.

Bari, 1 dicembre 2001

 

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