Con la Delibera 1392/01 del 5 ottobre scorso la Giunta Regionale, oltre a paragonarci al personale dipendente, ci ha imposto un pesantissimo carico di lavoro obbligandoci a
riportare sulle nostre ricette il numero di Codice, previsto dal Nomenclatore regionale, per ogni singola prescrizione specialistica (esami di laboratorio, visite specialistiche, ecc.).
Inoltre, affermando che "preliminarmente va chiarito che il diritto alla salute, di cui all’art. 32 della Costituzione, è tutelato non incondizionatamente ma
compatibilmente con altre esigenze, prima tra tutte quella relativa alla disponibilità dei mezzi finanziari (art. 81 della Costituzione)", ci pone nella posizione di fornire un’assistenza
sanitaria condizionata dalle risorse individualmente assegnate.
L’approvazione da parte della Giunta del Piano Sanitario Regionale, inoltre, crea i presupposti perché le competenze svolte dal Medico di Famiglia, dal Medico di Guardia
Medica e della Medicina dei Servizi siano affidati al privato accreditato.
Infine, l’approvazione da parte del Consiglio Regionale in data 28/11/2001 della Legge di variazione di bilancio, ci impone un’altra norma vessatoria secondo la quale è
fatto obbligo al Medico di Famiglia "di riportare sulla scheda individuale sanitaria tutte le prescrizioni farmaceutiche e di specialistica ambulatoriale ai fini dei controlli di
competenza delle Aziende Sanitarie".
Sono rimasti sin ora inascoltati tutti gli inviti, formali ed informali, alla moderazione e al dialogo.