L'INTERVENTO DEL SEGRETARIO NAZIONALE DOTT. MARIO FALCONI
Mi corre l’obbligo di un ringraziamento a te Filippo, a te Gino e a tutti gli amici della FIMMG di Bari.
Se devo analizzare l’attività di questi ultimi mesi , sicuramente posso dirvi che ho tratto da voi molta forza perché nei momenti di difficoltà che pure ci sono stati, c’è bisogno di sentire vicine le sezioni periferiche sentono il momento che si sta avvertendo a livello nazionale e si muovono in sintonia con la direzione centrale: questa è la grandezza di un sindacato, non è un’armata Brancaleone, ma è una condivisione degli strumenti per raggiungere certi obiettivi.
Alla sezione di Bari, potrei tranquillamente dare la palma del migliore in questo momento, per quello che abbiamo vissuto, perchè ha fatto quanto avevo richiesto a tutte le sezioni periferiche, le ha comunicate, e mi ha dato il sostegno giusto nella difficoltà; perché siamo gli unici che ci muoviamo e, purtroppo prendiamo anche tante botte e critiche molto spesso ingiuste; ho trascorso il Natale chiuso nel sindacato a vedere come andare avanti e come rivolgere a nostro favore una situazione spiacevole; quindi, al di là delle critiche se ogni tanto c’è qualcuno che ti dice "ti sono solidale", fa piacere, ci aiuta ad andare avanti; anche se siamo da anni abituati in questo sindacato, al silenzio – assenso; Voi pero’ mi siete stati vicini ed io ve ne sono molto grato.
Detto questo, sottolinerei che dobbiamo affinare le nostre capacità di fare sindacato; noi non siamo mai stati, e mai lo saremo, un sindacato esclusivamente rivendicativo; un sindacato simile è fatto da sciocchi, è quello che fa decidere ad altri; il nostro è sempre stato un sindacato che propone.
Propone perché purtroppo siamo entrati in Europa, ma non siamo tra i paesi primi in Europa; il nostro modo di essere nei servizi e nella politica è debole.
Al cinema Capranica, l’11 marzo voglio dire soprattutto questo ai politici: un paese serio deve avere un politico illuminato, capace di interpretare i bisogni della gente, che si circondi di burocrati che debbano tradurre in pratica questa capacità. Ma dov’è questo tipo di burocrate?
L’11 marzo la FIMMG metterà a disposizione 30 milioni da versare con un assegno alla persona che ha inventato la norma della nota con la firma e col timbro, per andare a istruirsi in Inghilterra per un anno. Altrimenti lo daremo al "burocrate ignoto" o in beneficenza.
Questa norma ha fatto tracimare una situazione portando all’esasperazione dei colleghi verso il sistema; questo è il livello di questo paese: debole dal punto di vista politico e funzionariale; la Francia ha delle scuole dove si formano i burocrati, in Italia invece dove si formano i burocrati ?
La FIMMG è un soggetto politico, ma non partitico: noi possiamo criticare tutti, i nostri padrini politici sono i cittadini. Il vero problema è che non esiste "formazione" sanitaria nei cittadini. L’italiano medio, rispetto alla salute, può essere facile preda di tutti: dagli stregoni, agli erboristi; la domanda di salute è debole; c’è, per contro, un’offerta sproporzionata: un paese che consente un rapporto medico-cittadini, come quello italiano è fuori da qualsiasi politica di equilibrio sanitario e di qualità dei servizi.
Lo scenario italiano vede un livello debole della politica, un livello debole della burocrazia che dovrebbe supportare le scelte politiche, l’Università non dialoga con il Ministero della Sanità per la programmazione delle risorse mediche.
Qualche volta, bisogna dire al Governo che si deve fidare di noi; quando state per decidere qualcosa, per cortesia, chiamateci un attimo, parlateci: perché in questo modo sicuramente si eviterebbe di fare delle "cavolate". Questo Governo è arrogante perché non ha un minimo di autocritica e pretende di imporre; perche? Perché sono ignoranti !
In questo periodo ho ricevuto spinte da varie parti per chiudere gli ambulatori o entrare in sciopero bianco; ma questo è quello che il sistema mi chiede; così vado a minare il rapporto molto forte che ci lega ai cittadini.
Noi facciamo le battaglie in nome e per conto dei cittadini; il potere politico è arrogante perché non dialoga. Qualcuno vi ha contattato a Bari, dopo che avete fatto il tavolo per l’alleanza sulla qualità.
Una forma di ribellione valida può essere quello di non andare a votare e invitare i cittadini a non votare.
Veniamo al discorso sulla firma per le note CUF; ci ha creato problemi! E’ vero che all’inizio la norma prevedeva di scrivere sul retro la nota per intero: l’onorevole Mangiacavallo, sottosegretario alla Sanità e medico di famiglia anche lui, mi ha detto "Mario, hai avuto una grande vittoria !" Ma io gli ho risposto che non ho vinto niente: i medici trovano assurda questa norma, non la capiscono !
Cosa abbiamo fatto ? Stare in un sindacato - e in questo avverto nella sezione di Bari un grande spirito di discussione – significa fare delle cose e non sentirsi dire nemmeno grazie. Ho fatto ritirare dal Ministro un libretto con linee guida, al cui confronto le note CUF non erano niente; ebbene nessuno mi ha ringraziato!
Vi dico che io avrei potuto, a dicembre, minacciare chissà cosa, però mi son detto: la base cosa ne pensa, dov’è? Allora dobbiamo sfruttare questa cosa per far arrabbiare la base: la madre di tutti gli errori è che noi dobbiamo subire ogni giorno (e, insieme a noi, i cittadini) il fatto che alcuni medici devono rispettare certe norme ed altri no. Siamo riusciti a evidenziare a livello politico il fatto che il medico di famiglia è caricato di lavoro burocratico.
Sulla ricetta abbiamo proposto un ricettario nuovo che deburocratizzi il medico di famiglia: il ministro ci ha risposto di sì.
Le note CUF sono state concordate da noi, sono linee guida nostre; magari qualcuno le ha interpretate male, ma è corretto affermare che se un farmaco non fa nulla per questa tale malattia non lo si debba prescrivere; e se noi non ci responsabilizziamo nella condivisione delle risorse, quando queste saranno finite, faremo i liberi professionisti puri; andremo verso la sanità privata !
La norma ultima della controfirma viene da un potere ignorante e dequalificato che non ha nessuna stima della nostra categoria (nonostante l’Eurisko ci veda come la figura professionale medica più gradita ai cittadini). Loro non hanno stima di noi e noi di loro: è così che abbiamo stipulato protocolli di intesa con mezzo mondo: cittadini, pensionati, tribunale per i diritti degli ammalati, bambini per la protezione dalle radiazioni e quant’altro. Tutto questo serve a farci conoscere, a farci apprezzare e contrastare un potere che dice di volerci centralizzare, ma, in realtà fa norme che di fatto ci considerano dei caproni che non capiscono niente.
Grazie a questa politica, possiamo dire, oggi, di essere molto più forti di ieri e quindi possiamo anche imporre.
Il nuovo ricettario non è una promessa: abbiamo riunito tutti i sindacati (escluso SNAMI e CIMO), abbiamo condiviso un nuovo modello di ricettario ed il 4 o 5 aprile avremo la seconda riunione al Ministero per concordare un nuovo modello che porterà a ad un minore carico burocratico.
Tra breve avremo anche un nuovo modello legislativo, in base al quale tutti dovremo prescrivere secondo le stesse norme: quindi non sarà più consentito a nessuno (e quindi agli ospedalieri!) prescrivere senza osservare le stesse norme che noi dobbiamo seguire.
L’ospedaliero non sa nemmeno cos’è la CUF!
Ho chiesto al Ministro di disporre un ordine di servizio che imponga all’ospedaliero di osservare le note CUF, sono disposto anche a incatenarmi sotto il Ministero per vedere realizzata questa cosa.
Per quanto riguarda decreti delegati e convenzione devo dire che la FIMMG ha già inviato al Ministero dei documenti importanti elaborati da noi sull’organizzazione del Distretto; l’altro ieri abbiamo incontrato il Ministro per chiedere di mettere in ogni commissione un nostro membro che vagli l’azione del governo nella scrittura dei Decreti Delegati (che normeranno, nel futuro, il nostro modo di fare il medico).
Cosa vogliamo da i Decreti Delegati: noi diciamo che la vecchia convenzione così com’è strutturata ci va bene, nel senso che prevede una parte generale che abbiamo studiato e messa a punto cercando di eliminare le potenziali differenze che potrebbero nascere da regione a regione; la parte degli accordi regionali ci va anche bene, però dobbiamo cercare di sventare un disegno che questo governo sta cercando di attuare: il federalismo fiscale anche in sanità !
Le regioni trattengono i soldi, con il rischio che se non abbiamo stabilito in maniera ferrea cosa comporteranno i livelli minimi di assistenza per ogni regione, avremo 21 repubbliche sanitarie, ciascuna diversa dall’altra.
Come si può accettare che un malato terminale di cancro che vuole morire a casa con l’assistenza del suo medico di famiglia, in alcune regioni lo possa fare perché ci sono tutti i supporti logistici e in altre no.
Facciamo un congresso in cui parliamo di livelli uniformi per l’Europa: ma siamo sicuri che se io vado in Francia o in Germania posso ricevere gli stessi livelli di assistenza sanitaria che ho in Italia o viceversa.
Noi siamo per un federalismo intelligente !
Il diritto alla salute viene ancora prima della libertà: nessuno può ignorare che il governo deve garantire gli stessi livelli di assistenza a Bari, a Roma o a Milano. La FIMMG deve dire queste cose a gran voce e voi siete una sezione che ha capito benissimo questo: spiazzate tutti perché battendovi per questa causa siete a fianco del cittadino.
Vogliamo ottenere dei decreti delegati che diano dignità al territorio, sottraendo risorse agli ospedali: è di questi giorni il caso del San Raffaele… (che non è solo un problema di Milano, ma gonfiare i DRG lo fanno anche a Roma o a Bari)…
Il Distretto dovrebbe essere un presidio dell’Azienda, diretto non da un "trombato" che non sanno dove mettere, ma formato a questa mansione (e nulla vieta che possa essere anche un medico di famiglia, e noi ci batteremo per questo), dove ci sia un budget per le attività distrettuali sul territorio (medicina di famiglia, SERT, SIM e così via), scorporato dal bilancio dell’ospedale; dove ci sia la possibilità che i medici di famiglia concorrano nelle scelte di politiche sanitarie del dirigente di distretto, partendo dalla rilevazione di bisogni dell’assistenza della popolazione, programmazione di obiettivi, attività di assistenza.
Bisogna mirare all’Equipe di Distretto, dove le varie figure mediche si parlino tra di loro: il medico di famiglia, l’assistente sociale, il pediatra, il medico di continuità assistenziale, tutto nell’interesse del cittadino. Nell’equipe potrebbe essere coinvolte anche varie figure specialistiche (ad esempio può essere il medico di famiglia a scegliersi il suo cardiologo e ginecologo di fiducia, trasferendo a questi la fiducia che il cittadino accorda in lui, con pagamento magari anche a quota capitaria di questi consulenti, come diceva Mario Boni)
Avete capito quindi come sarà la nuova convenzione: ricalcherà la vecchia, faremo in modo che vi sia uno "zoccolo duro" di accordi regionali uguali per tutte le regioni, lasciando sempre la possibilità per ciascuna regione di avanzare progetti finalizzati a questo o quel problema particolare attuando così una sorta di federalismo intelligente. Introdurremo il capitolo del distretto, che andrà di pari passo con quello che prevederanno i decreti delegati.
Continueremo a privilegiare i medici in formazione, che è stata un operazione che ci ha fatto perdere qualche iscritto che faceva il doppio lavoro…, dobbiamo puntare sulla formazione.
Condivido al 100% la relazione di Filippo Anelli: ci trovo tutte le tematiche che affrontiamo a livello nazionale; ad esempio: i tetti di spesa sulla farmaceutica e sulla diagnostica sono assurdi: se io ti dimostro che ho speso un po’ di più in farmaci o in esami, ma ti ho evitato un ricovero, mi dovete dare un premio!
Mi piace molto la struttura che vi siete dati qui a Bari (potrebbe essere una risorsa a livello nazionale) di mettere le varie realtà periferiche in grado di lavorare autonomamente, come un mini-sindacato nel sindacato, lavorando su linee guida condivise; suddividendo per distretto anche le risorse economiche.
Avrete capito, spero, una cosa che oggi siamo più forti di ieri, perché come ieri abbiamo le idee, più di ieri siamo l’attenzione dell’opinione pubblica: abbiamo avuto incontri con le organizzazioni pubbliche, con Confindustria e con tutte le organizzazioni sociali: il mondo politico deve stare attento !
Ho detto a Perugia che i decreti delegati devono non mortificare il nostro ruolo, bensì esaltarlo, siamo anche disponibili in questa fase a non pretendere particolari risorse economiche, ma vogliamo in cambio un normativo forte, per avere la certezza che per i cittadini e che per noi stessi si possa avere un futuro migliore, restando nella convinzione che noi siamo una risorsa di questo paese.Cerchiamo, dunque, di stare uniti, non solo a Bari ma in tutta la regione Puglia, ed io vedo comunque rosa se avvengono queste cose !