L'INTERVENTO DEL SEGRETARIO PROVINCIALE DOTT. F. ANELLI.
Signore e signori, cari colleghi
Il primo congresso provinciale della FIMMG di Bari costituisce un appuntamento fondamentale per il nostro Sindacato e per tutti i medici di famiglia della Provincia di Bari.
Molti di voi si chiederanno perché organizzare un congresso.
Non si tratta certamente di un congresso celebrativo, ma di un’occasione di democrazia tesa a rappresentare pubblicamente le strategie e le linee di politica sanitaria di questa dirigenza provinciale.
Attraverso il congresso è possibile definire gli obiettivi, discutere con tutti gli orientamenti del sindacato, consolidare le alleanze, incoraggiare gli amministratori aziendali per l’applicazione del contratto o denunciare le inadempienze della pubblica amministrazione.
E’, altresì, un momento di sintesi delle attività, spesso frenetiche, svolte in questo primo anno di gestione del sindacato.
Rappresenta, inoltre, un momento di rilancio delle iniziative sindacali e di presenza nella società civile.
Sicuramente la FIMMG di Bari non è più quella di prima. Oltre al notevole incremento delle adesioni al sindacato dei medici di famiglia (circa il 40% in più degli iscritti rispetto al 1997: siamo a 667 unità) si aggiunge l’iscrizione in massa dei medici in possesso del diploma di formazione o in corso di formazione: 170 adesioni!
Le numerose assemblee organizzate in ogni ASL testimoniano la partecipazione e l’interesse dei colleghi ai temi proposti dal sindacato.
L’approvazione del primo contratto regionale per la medicina generale, redatto con il contributo essenziale della nostra sezione provinciale, e l’avvio in ogni singola ASL delle trattative aziendali hanno reso ancor più avvincente l’attività sindacale.
Con i suoi 37 componenti il Direttivo Provinciale ed i 23 rappresentanti di distretto la FIMMG di Bari è capillarmente presente su tutto il territorio provinciale.
La nuova organizzazione del sindacato, suddiviso in 5 Consigli, quante sono le ASL, l’autonomia decisionale e, con la prossima assemblea provinciale convocata per il 27 marzo, anche gestionale: ad ogni consiglio di ASL sarà attribuito un budget economico; sono tra le novità più importanti della sezione barese.
Stamattina vi sono stati esposti i risultati ottenuti in ogni singola ASL dai protagonisti delle trattative aziendali.
E’ il frutto di un lungo e duro lavoro condotto con impegno e generosità da parte di ogni singola delegazione trattante. A tutti costoro che hanno dedicato, con gratuità e competenza, al sindacato ed ai colleghi buona parte del loro tempo libero va il nostro ringraziamento.
Bisogna rilevare che l’applicazione del contratto regionale presenta importanti differenze tra le varie ASL della provincia di Bari. La ASL più solerte nel concludere tale trattativa è stata la BA 3 (Altamura), quelle che hanno applicato quasi tutti i servizi sono la ASL BA3 e la BA 4 (Bari), quella più negligente e meno attenta ai bisogni dei propri cittadini è la ASL BA 5.
Per le conclamate negligenze degli amministratori della ASL BA 5, chiediamo all’Assessore Regionale alla Sanità di intervenire direttamente al fine di garantire i diritti dei cittadini di quel territorio.
All’assessore Saccomanno, inoltre, chiediamo la revisione di alcune limitazioni, previste nell’accordo regionale, che rischiano di creare forti turbative tra i colleghi: il 15% per l’associazionismo ed il 20% per l’informatizzazione
Questa estate ci siamo visti recapitare, su iniziativa di qualche ASL, una lettera con cui si fissavano i Livelli di Spesa Programmata: 200.000 lire per la farmaceutica e 37.000 per la diagnostica.
Abbiamo contestato quella iniziativa per due ordini di ragioni:
la prima legata alla mancata consultazione dei sindacati ( la L. 502\517 prevede un coinvolgimento dei medici su tale tematica);
la seconda perché non ci sembrava corretta l’interpretazione data dalla ASL della delibera regionale n.1800 del 1998.
Da allora molti passi in avanti sono stati fatti grazie anche all’opera di funzionari illuminati, come il direttore sanitario della ASL BA4 dott. Calasso, che pubblicamente ringrazio.
Tuttavia, restano immutate le problematiche relative all’attuazione dei livelli di spesa programmata.
I medici di famiglia non si rifiutano, certo, di attuare quanto già previsto nel loro contratto regionale in tema di livelli di spesa programmata, ma qui dobbiamo denunciare:
un pressappochismo della pubblica amministrazione,
la mancanza di dati su cui avviare una seria trattativa,
una distorsione delle informazioni (pensate che i modelli SVIM per la spesa farmaceutica sono illeggibili in quanto nessuna ASL, ne tantomeno il sindacato, conosce la classificazione dei farmaci adottata da tale società),
l’azione di "polizia" messa in atto da alcuni funzionari aziendali con l’obiettivo di terrorizzare il medico di famiglia,
la penalizzazione del medico di famiglia che spende di più perché lavora di più (pensate a coloro che per sorte hanno più eventi catastrofici: cirrosi, neoplasie, epatiti croniche, nanismo, emofilia e così via).
Risulta evidente che per raggiungere tali obiettivi è necessario che la ASL ed i medici di famiglia siano dotati di sistemi informatici per la condivisione di dati certi e verificabili.
Per questo le chiediamo, assessore, di abolire quelle limitazioni e mettere tutti nelle condizioni di raggiungere quegli obiettivi che voi stessi, in Giunta Regionale, avete fissato.
Non bisogna poi andar così lontano per verificare come Regioni a noi limitrofe – la Basilicata - abbiano adottato strategie per favorire l’informatizzazione dei medici di famiglia attraverso l’erogazione di contributi per l’acquisto di un computer.
La Regione Lombardia, dal canto suo, insegna come l’incremento dell’incentivazione per l’assunzione di un addetto di segreteria determina una migliore e qualificata prestazione ambulatoriale e rappresenta un ottimo incentivo alla lotta alla disoccupazione.
Non sveliamo alcun mistero se affermiamo che la FIMMG è fortemente interessata a sostenerne il corso di formazione specifica in medicina generale.
Tuttavia, bisogna considerare che l’organizzazione di quest’ultimo corso lascia molto a desiderare. Dobbiamo, purtroppo, constatare una precarietà organizzativa che non ha precedenti nella pur breve storia del corso regionale.
Infatti, non è stato ancora nominato il nuovo Comitato Tecnico Scientifico, né sono stati di conseguenza nominati i nuovi coordinatori.
A fronte di tutto ciò bisogna rilevare che ancora una volta sono i medici di famiglia a supplire alle negligenze della pubblica amministrazione.
Nel più assoluto anonimato continua l’azione di volontariato che i medici di famiglia "tutor" svolgono nei confronti dei tirocinanti.
E’ giunto il momento di dare attuazione, in tempi brevi, a quella parte dell’accordo regionale che prevede un riconoscimento, anche economico, ai tutor
Il primo congresso provinciale della FIMMG è la prima occasione pubblica che ha il Sindacato per esprimere all’assessore Saccomanno il ringraziamento per l’attenzione mostrata nei confronti dei medici di famiglia nel momento in cui ha sottoscritto il primo accordo regionale per la medicina generale.
Tuttavia alcune decisioni assunte dal Governo Regionale, la delibera 1800 e sue integrazioni, il Piano di riordino della rete ospedaliera ed il 118, hanno raffreddato di molto gli iniziali entusiasmi.
Innanzitutto, anche qui, una questione di metodo: avremmo preferito che la FIMMG fosse stata consultata prima che tali decisioni fossero assunte. In secondo luogo ci sembra che la Giunta Regionale abbia deciso di privilegiare la medicina ospedaliera a scapito di quella del territorio. La percentuale di fondi assegnati al comparto ospedaliero, così come l’aumento dei posti letto non lascia ombre di dubbio sulla scelta operata dalla Regione.
Scelte che per noi non sono condivisibili.
Auspichiamo, pertanto, che al più presto si apra un tavolo di confronto tra i sindacati e l’assessorato.
Il Primo Congresso Provinciale della FIMMG di Bari rappresenta un’occasione per mostrare pubblicamente il legame indissolubile che lega i cittadini ai medici di famiglia. I medici di famiglia si sentono, a pieno titolo, parte integrante del Servizio Sanitario Nazionale, ma schierati alla difesa dei diritti dei cittadini e delle loro esigenze. Insieme alle associazioni dei cittadini, Tribunale dei Diritti del Malato – Sindacati dei pensionati – Sindaci e Amministratori locali, con cui hanno stretto una ferrea alleanza, sono coloro che rappresentano i bisogni e le necessità dei malati, loro assistiti.
Per rendere più evidente tale alleanza abbiamo istituito, insieme ai colleghi Farmacisti di Federfarma, un tavolo permanente di confronto denominato "Patto per la tutela della salute nel territorio".
Colgo l’occasione per salutare e ringraziare i responsabili delle diverse associazioni che hanno aderito a tale iniziativa.
La FIMMG è impegnata a livello nazionale a sostenere il nuovo disegno del Servizio Sanitario Nazionale incentrato sul medico di famiglia e sul distretto. Su questo argomento diffusamente potrà dirvi il nostro segretario nazionale dott. Mario Falconi.
A me preme sottolineare che la proposta di modifica sostanziale del rapporto di lavoro dei medici di guardia - che d’ora in poi si chiameranno ed assumeranno le funzioni di continuità assistenziale - ottenuto grazie all’impegno del sindacato e riconosciuto pubblicamente dal Ministro Rosi Bindi al Congresso Nazionale di Perugia, consentirà a questi colleghi di svolgere una professione ancor più qualificata e determinerà un incremento della occupazione in questo settore.
E’ la risposta concreta di un grande sindacato che ritiene che la migliore risorsa di lavoro per i giovani medici sia rappresentata dalla difesa e dalla salvaguardia di questa professione. Più volte nel recente passato abbiamo assistito, accanto a coloro che volevano cancellare questa professione, all’enunciazione di proposte demagogiche che, pur dando l’impressione di voler risolvere temporaneamente il problema occupazione, servivano solo a svuotare la professionalità del medico di famiglia.
Alla CUMI diciamo con chiarezza che ci batteremo contro ogni proposta che riduca il massimale e renda il medico di famiglia più vulnerabile nel SSN.
Alla CUMI diciamo che la salvaguardia della professionalità del medico di famiglia passa anche attraverso il riconoscimento dei 12 punti nella graduatoria unica regionale.
Alla CUMI diciamo che battersi insieme per una puntuale pubblicazione della graduatoria regionale (registriamo ancora il ritardo di un anno) può probabilmente rendere meno litigiosa e meno controversa l’interpretazione delle norme.
Bisogna dar atto agli attuali dirigenti dei vari sindacati dei medici di famiglia (CUMI SIMET CISL SNAMI) che il metodo utilizzato per la stesura dell’accordo regionale per la medicina generale ha prodotto ottimi risultati.
Auspichiamo che il metodo del dialogo e della pazienza di voler conciliare anche le posizioni più estreme torni a caratterizzare i rapporti tra i vari sindacati nell’unico interesse di salvaguardare la nostra professione.
Elevare il livello qualitativo del corso di formazione in medicina generale rappresenta un obiettivo strategico per questa segreteria provinciale.
A tale proposito va espresso pubblicamente il ringraziamento al Presidente dell’Ordine dei Medici di Bari, dott. Francesco Losurdo, per l’abnegazione e la competenza con cui dirige il corso.
La nostra presenza nell’Ordine dei Medici di Bari sarà subordinata ad una più efficiente gestione di tale corso.
Non siamo interessati ad una corsa a posti da occupare nell’Ordine dei Medici di Bari. Per noi le scelte ordinistiche devono essere la conseguenza di un programma che vede il medico di famiglia come figura autorevole capace di dialogare sia con gli specialisti del territorio che con gli ospedalieri.
La FIMMG di Bari, dunque, pone come prioritarie queste scelte programmatiche ed è disponibile ad avvaire un confronto per costruire un’alleanza per la realizzazione di tale programma.
Il ritardo con cui si è dato il via in Puglia ai corsi di formazione negli ultimi anni rischia di penalizzare ulteriormente i medici tirocinanti.
All’Assessore chiediamo di dar attuazione all’intesa raggiunta a Firenze con gli assessori alla sanità di tutta Italia che consente di accettare le domande di inclusione nella graduatoria unica regionale dei tirocinanti, anche senza la presentazione del titolo, nelle regioni in cui il corso di formazione è iniziato con ritardo.
Va salutata con favore la nascita della Scuola Pugliese di Medicina Generale con l’augurio che lo sforzo profuso dal Presidente Gaetano D’Ambrosio e da tutti gli animatori di formazione sia coronato da meritato e duraturo successo.
La necessità della formazione permanente non solo tecnica, ma anche etica e culturale, dei quadri sindacali è stata più volte espressa dal direttivo provinciale. E’ in fase di programmazione l’istituzione di una scuola quadri provinciale realizzata in collaborazione con la scuola nazionale quadri e la scuola pugliese di medicina generale.
Le norme contenute nell’ultima finanziaria hanno provocato una dura reazione da parte dei medici di famiglia in ogni angolo d’Italia.
Abbiamo più volte espresso la nostra solidarietà e, a maggior ragione, la ribadiamo ufficialmente anche oggi al dott. Mario Falconi per il difficile compito di rappresentare lo sdegno dei medici di famiglia e, nel contempo, la richiesta di iniziative per deburocratizzare il nostro lavoro.
Noi il nostro compito abbiamo cercato di assolverlo neil migliore dei modi.
Abbiamo inviato una lettera al Ministro Rosi Bindi in cui chiarisce l’inutilità della norma che prevede la doppia firma sulla ricetta.
Abbiamo inviato copia della lettera a tutti i colleghi insieme ad un numero speciale del Notiziario FIMMG Bari ed al manifesto che è stato affisso in tutti gli studi medici.
Abbiamo informato la stampa circa le motivazioni della nostra protesta.
Abbiamo informato alcuni parlamentari sullo stato di agitazione della nostra categoria.
La sezione barese, caro Mario, ti esprime il suo più totale appoggio per le iniziative che tu hai già intrapreso.
Saremo a Roma anche noi l’11 marzo al Cinema Capranica a manifestare insieme ai colleghi FIMMG di tutta Italia la nostra rabbia per un lavoro che è stato eccessivamente penalizzato e burocratizzato.